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30 anni senza Ayrton Senna. Motociclista ad honorem

Oggi 1° Maggio ricorrono i 30 anni dall’incidente fatale di Ayrton Senna: un velocissimo eroe della Formula 1, con qualche digressione nelle moto.

Ayrton Senna dopo 30 anni è più vivo che mai

Ayrton Senna nasce il 21 Marzo 1960 a San Paolo del Brasile. Ragazzo di buona famiglia, crescerà e svilupperà il suo talento sui Go-Kart: mezzi tecnicamente semplici, benché relativamente costosi. Sicuramente molto formativi, per via dell’assenza di sospensioni. Una riduzione in scala della…Formula 1.

30 anni Ayrton Senna - Kart-min

Dopo una gavetta nelle classi inferiori, arriva il 1983. In un Italia ancora in fervore per i mondiali di calcio vinti l’anno prima, Francesco De Gregori urla il suo amore per la Donna Cannone. Il nostro Ayrton prova per la prima volta una Formula 1. Sarà amore a primo gas!

“Ah da quando Senna non corre più…”

Chi non ricorda il celebre ritornello di Marmellata #25? Una malinconica hit di Cesare Cremonini che celebra gli atleti (ci sarà anche Roberto Baggio) più appassionati e coinvolgenti. Senna è proprio così: capace di attirare chiunque accenda una TV e guardi una sua gara. E tutto questo in un contesto molto monografico di quegli anni.

30 anni Ayrton Senna - Prost-min

Nessuna paura per nomi come Nigel Mansell, Nelson Piquet ed Alain Prost. Anzi, con quest’ultimo, quello che sembrava un rapporto cameratesco fra rivali, si trasforma in un’acerrima competizione che va oltre la pista. Ma cosa c’è oltre la pista? La sala stampa. Gli uffici della direzione sportiva dove, esattamente come in biblioteca, è meglio stare in silenzio.

’89: la paura

In particolare, Ayrton Senna era un pilota che ci provava sempre e comunque. Aggressivo, feroce nei sorpassi, determinato a dare il massimo anche per supplire alle carenze del mezzo. Erano anni nei quali il pilota contava forse un po’ più che oggi. Così accadde a fine 1989, in un duello a Suzuka nella lotta al titolo mondiale.

30 anni Ayrton Senna - 1989-min (1)

La contesa germogliò come un fiore dall’erba delle vie di fuga della S finale a Suzuka. Non sapremo mai chi avrà torto o ragione. Ma per Jean Marie Balestre non ci sono dubbi: Alain Prost è la parte lesa e sarà il Campione del Mondo. Ayrton viene redarguito e multato di 100.000 dollari per la sua condotta anti-sportiva. Non solo, durante l’inverno gli verrà ritirata la Superlicenza, indispensabile per correre in Formula 1.

Chi la fa, l’aspetti

Il 1990 inizia con la progressiva distensione delle polemiche da ambo le parti. Il pilota brasiliano guadagna nuovamente la Superlicenza. Anche perché altrimenti non potrebbe attuare il suo Piano A: vincere il titolo mondiale di Formula 1.

30 anni Ayrton Senna - 1990-min

Il teatro torna ad essere Suzuka. Un circuito velocissimo e molto insidioso. Al primo giro, Ayrton non idugia. Scattando insieme al caro amico Alain Prost, lo travolge volontariamente in un lungo fuori pista. Dal quale uscirà sportivamente leso. O per meglio dire, neutro: per la FIA è un banale incidente di gara. Che varrà a Senna il suo 2° titolo mondiale.

Sesto senso

Il 1991 gli varrà ancora una volta il titolo mondiale. Memorabile la gara ad Interlagos: perché, per via di un guasto meccanico, Ayrton Senna fece gli ultimi 11 giri di gara con il cambio bloccato in 6° marcia. Avete idea di cosa significhi frenare, curvare, riprendere velocità e cercare trazione con un mezzo bloccato nello stesso rapporto con il quale si superano i 300 km/h?

30 anni Ayrton Senna - 1991-min

Il brasiliano lo scoprì e, ciononostante, vinse con ben 40″ di vantaggio. Insomma, un pilota così è proprio pronto a tutto. Anche ad affrontare un velocissimo pilota in arrivo dalla Germania. Il suo nome è Schumacher. Michael Schumacher. Un pilota che si contraddistinguerà sin da subito per la sua guida al limite. Del mezzo e del regolamento.

Un triste presagio

Siamo nel 1994. Un Italia scossa dal Lunedì Nero e l’inchiesta edilizia Mani pulite viene raccontata dalla magistrale penna di Stefano Benni ne L’ultima lacrima. Lo scrittore bolognese vive nei boschi di Monzuno (BO). In linea d’aria non troppo lontano da Imola. E lì, di lacrime se ne verseranno a fiumi, come in un affluente del limitrofo Santerno.

30 anni Ayrton Senna - rr-min

Nelle prove del Sabato, perde la vita in un incidente Roland Ratzenberger. Il tutto mentre il rivale Ayrton Senna insorge contro problemi d’ogni tipo. Passato alla più competitiva Williams, scoprirà che con la rimozione di alcuni ausili elettronici (come le sospensioni adattive), il prototipo non sarà altrettanto performante che negli anni passati.

Pianto(ne) antico

La Williams è troppo stretta per Ayrton. I meccanici smontano il piantone dello sterzo per agevolare la seduta del pilota. Nel rimontarlo, qualcosa non va secondo i piani e Senna se ne accorgerà nel modo peggiore e con tutta l’impotenza del mondo: nell’affrontare ad oltre 300 km/h la velocissima curva del Tamburello. Lui sterza, ma l’auto ignora totalmente il suo comando.

30 anni Ayrton Senna - Imola-min

E si schianta contro il muro. Il paddock della Formula 1 trema. L’Italia trema. Il mondo trema. I meccanici smettono di lavorare. Tutto si ferma. Nella pista, dove fino ad un attimo prima i motori inseguivano il fuorigiri urlando di gioia, adesso c’è un silenzio da sentire le foglie cadere. E quella foglia verde e gialla è caduta. A soli 34 anni, inseguendo il sogno di qualsiasi pilota: la velocità.

30 anni fa senza Ayrton Senna motociclista

Già, già. Non abbiamo ancora parlato di Ayrton Senna e le moto. Il pluri-Campione di Formula 1 era legatissimo al mondo delle due ruote. Dopo un primo amore giovanile con le Honda stradali o da enduro, si lega a doppio filo al marchio Ducati. Numerose foto lo ritraggono in sella alla Ducati 851: un mezzo iconico per la casa di Borgo Panigale (BO) che conquistò molti successi anche nella Superbike di allora.

30 anni Ayrton Senna - Monster-min

E che dire poi di un curioso match tra Ayrton Senna e la Ducati Monster? In un mondo di moto così squadrate ed ordinarie, la naked emiliana era un alieno tondeggiante che osava e rompeva gli schemi. Vi ricorda qualcuno di cui stavamo parlando? Vi diamo un indizio. Il suo motto era:

“Non esiste curva dove non si possa sorpassare”

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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