lunedì, Maggio 20, 2024
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Acosta MotoGP Austin 2024. Pedro o…Pedrosa

Nella MotoGP 2024 ad Austin, Pedro Acosta ha mostrato ancor più grinta che nelle prime due gare. Segno che la vittoria…si sta avvicinando.

Pedro Acosta mattatore della MotoGP 2024 ad Austin

Mentre i rivali hanno corso costruendo il loro piano d’azione su strategie più o meno profittevoli, ma comunque ragionate, nel rookie spagnolo di KTM abbiamo visto proprio voglia di correre. Di andare più forte della vita. Di superare un avversario seduto in sella con lui: se stesso. Di mordere come una mela la sua prima vittoria nella Classe Regina.

Nelle bagarre contro le Ducati di Jorge Martin e Marc Marquez (rileggete i nomi, qualora non fosse chiaro il concetto), ha mostrato tutta la sua grinta. E se non era tutta…aiuto!

In fame e carestia…

Molti tentativi di sorpasso da parte degli avversari sono andati “a vuoto”. Porte in faccia e risposte a tono. Insomma, non parliamo solo della velocità di uno spericolato, bensì della classe di un vero talento. Ancora qualcosina da limare sulla gestione della gomma, ma per la tecnica direi che già ci siamo.

Uno stile di guida singolare che ricorda quello di Dani Pedrosa. Frenate non troppo profonde; grandi angoli di piega in ingresso di curva; un colpetto per raddrizzare la moto e…via come dei siluri, rannicchiati dentro il cupolino. Quando c’è il rettilineo di Austin dove si entra a 55 km/h in 1° morta e si scaricano tutte le marce fino alla 6° ai 350 km/h, conta.

Gemelli diversi

Diciamo che l’esecuzione di Pedro è un po’ più “sporca” e muscolare, ma il concetto è quello: ridurre il tempo in piega e massimizzare i metri a moto dritta. E’ un po’ la mission di ogni pilota, con la differenza che molti, come Pedro, Dani e Martin ne fanno un principio assoluto. Altri, come Quartararo, Bagnaia o Marquez, negoziano di più.

Alla fine, ne escono fuori traiettorie strettissime ed una moto che punta alla deriva soltanto perché indirizzata verso la curva successiva. Capite che infilare un pilota così sigillato e protettivo diventa difficile. Soprattutto se con quelle stesse gomme devi arrivare a fine gara. E qualcuno, infatti, non ci è riuscito.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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