lunedì, Settembre 26, 2022
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Andrea Iannone su Ducati "Col senno di poi, sarei rimasto!"

In questi giorni di lontananza dal mondo delle corse (e dalla vita normale), molti personaggi noti fanno delle video-chiamate in diretta sui social. I fan possono partecipare con domande spesso interessanti. Uno di questi atleti è Andrea Iannone, che ieri ha avuto una chiamata in diretta con il Brand Amabassador Aprilia: Max Biaggi. Durante la chiamata, i 2 hanno conversato di tanti argomenti. Protagoniste indiscusse, le moto. Un utente ha domandato cosa cambierebbero delle loro carriere. Ebbene, Andrea Iannone ha approfittato per esprimere un rimpianto su Ducati: col senno di poi sarebbe rimasto.

Andrea Iannone su Ducati

Andrea Iannone ha esordito in MotoGP nel 2013 sulla Ducati del team Pramac. Nel 2014 è rimasto in quel team, mostrando una crescente velocità, soprattutto in Qualifica. “Chissà cosa farebbe in sella ad una Ducati ufficiale” era un pensiero ricorrente in quel momento. Crutchlow era in evidente crisi col team Factory e decise di non continuare l’anno successivo. Andrea Iannone entra quindi nel team factory Ducati nel 2015, al fianco di Andrea Dovizioso. I 2 vanno insperatamente d’accordo, sebbene abbiano 2 caratteri diametralmente opposti. Contribuiscono a sviluppare la creatura di Gigi Dall’Igna: la Desmosedici GP15.
Andrea quell’anno è davvero veloce. In qualifica è spesso a ridosso della pole e se in gara parte male, da vita a rimonte furibonde. Contrariamente, Andrea Dovizioso incappa in alcuni errori e butta perde molti punti per strada. Nel frattempo Jorge Lorenzo, a quel tempo in Yamaha, nota la competitività di Ducati ed iniziano i flirt con l’azienda emiliana. La firma del maiorchino arriva verso fine stagione. Avendo i 2 Andrea i contratti in scadenza a fine 2016, chi terranno? Il meticoloso sviluppatore o il talento esplosivo, dall’impatto mediatico ben superiore?

Porte girevoli

Nel 2016 l’ago della bilancia pende verso Iannone. Ma quando Dovizioso sta per chiudere la valigia, il GP d’Argentina regala un colpo di scena. La gara è bagnata e Marquez sta vincendo indisturbato. Dovi è 2° e Iannone è 3°. Quest’ultimo vuole a tutti i costi superare il compagno di squadra: non si tratta di un banale guadagno iridato, quanto di gerarchia nel box. Iannone attacca il forlivese all’ultima curva dell’ultimo giro, con una staccata profonda. Perde l’avantreno e cade, coinvolgendo l’incolpevole ed incredulo compagno di squadra.
Nel box Ducati, il disappunto è totale. Se fosse arrivato 2° in gara, Andrea Dovizioso si sarebbe portato in testa alla classifica iridata. Mentre il compagno di squadra si ritira sconsolato, Dovi spinge al traguardo la moto, chiudendo 13° e conquistando punti utili in ottica mondiale. I rapporti tra i 2 piloti si incrinano definitivamente.

Volevi solo soldi?

Il rinnovo contrattuale di Andrea Iannone, già traballante, salta definitivamente per ragioni economiche. Questa è la versione che riporta il suo ex manager, Carlo Pernat. Un manager con gli attributi, che negli anni ha gestito molti piloti. Questo il suo commento, dal suo libro “Belìn che Paddock!”:

“Prima del Qatar 2016, avevano già preso Lorenzo. A noi avevano offerto 2.380.000 € per l’anno successivo. Ma Andrea e Regalino (suo padre, NDA) volevano 2.5 milioni tondi e non firmarono. Prima del GP di Catalogna convocano Andrea e lui ci va con suo padre, senza dirmi nulla. Ducati offriva 1 milione, disposta ad arrivare ad 1 milione e mezzo. Suzuki gliene offriva 3…Io sarei rimasto con la Rossa. Andrea avrebbe comunque guadagnato con sponsor e premi gara. Dovizioso ha accettato 1.5 milioni e nel 2017 ha vinto molte gare, guadagnando comunque molto.”

Ultimo acuto nel GP d’Austria 2016. Andrea Iannone mette a punto la sua moto ed in gara guida benissimo. Sarà lui a vincere su una Ducati, dopo 6 lunghi anni di digiuno (l’ultimo successo risaliva a Phillip Island 2010 con Casey Stoner). Andrea andò in Suzuki nel 2017, con ben poche soddisfazioni iridate e molte diffcoltà di adattamento. Dovizioso, che resterà al fianco di Jorge Lorenzo, trarrà da una grande motivazione e vincerà ben 6 gare.
L’ipotesi di una ragione prettamente economica regge fino ad un certo punto. Forse Andrea ha agito seguendo la logica “Pochi, maledetti e subito”. A volte, la retribuzione economica è indice di stima professionale. O semplicemente, Andrea non ha percepito a Borgo Panigale il clima e le rassicurazioni che desiderava. Questo spiega in parte le motivazioni che hanno portato alla rottura con Lorenzo nel 2018 e che stanno allontanando Andrea Dovizioso dal rinnovo.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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