martedì, Giugno 28, 2022
HomeSportMotoGPAuguri Loris Capirossi. Passione, polso e coraggio

Auguri Loris Capirossi. Passione, polso e coraggio

Facciamo gli auguri a Loris Capirossi, che oggi spegne le 47 candeline. Un pilota che ha speso 22 stagioni nel Motomondiale, tra Classe 125, 250, 500 e MotoGP. 3 i suoi titoli mondiali, tanto affetto da parte dei fan. Qualche rimpianto.

Tanta passione

Loris Capirossi nasce nel 1973 a Castel San Pietro terme (BO). Durante la sua infanzia, si sposta con la sua famiglia sulle colline romagnole di Borgo Rivola, frazione di Riolo Terme (RA). Papà Giordano è un grande appassionato di Motocross, suo fratello Davide, più grande di 1 anno e mezzo ha una grande manualità e venerazione per i motori. Il piccolo Loris assorbe questa atmosfera e sin da piccolo si diverte a guidare piccole moto, con un solo imperativo: andare al limite divertendosi. Le colline del suo paese sono i suoi primi circuiti. Loris vive per le moto da cross, che spesso guida toccando a malapena terra con i piedi (già da allora non aveva un fisico da cestista). Nel 1987 anni inizia a gareggiare in pista, nel Trofeo Monomarca Honda 125, mostrando un coraggio non comune.
Il 1988 è l’anno del Trofeo Gilera KZ Endurance, quindi il Campionato Europeo 125 nel 1989. La famiglia Capirossi è piuttosto umile e per permettere a Loris di correre fa grandi sacrifici. Per trovare i 60 milioni di Lire necessari per il Campionato Europeo, papà Giordano e mamma Patrizia ipotecano la casa in cui vivono. Dietro l’angolo c’è una grande opportunità: una Honda NSR 125 nel team Pileri al fianco del veterano e conterraneo Fausto Gresini. E’ ora di mondiale.

Italia ’90

Nel 1990, l’Italia ospita il campionato mondiale di Calcio. Per Loris inizia l’avventura nel mondiale. Nonostante sia appena arrivato e caratterialmente ingenuo, in pista non fa sconti a nessuno. Gara dopo gara, cresce, impara e nella gara di Donington vince di misura sugli avversari. In questo periodo 2 dettagli sono chiari a tutti: la sua velocità e la sua propensione per le cadute. Dopo ciascuna di esse, Capirex si rialza di slancio ed approfitta per fare amicizia con il medico dell’anima: il Dottor Claudio Costa. Nella gara finale di Phillip Island è in piena lotta per il titolo mondiale, contro Spaan. Gli italiani perorano la sua causa, contenendo il suo rivale. Loris Capirossi diventa, a 17 anni, 5 mesi e 15 giorni, il più giovane Campione del Mondo di motociclismo nella 125. 
In Italia, l’affetto per l’Enfant Prodige diventa virale. Loris è tanto veloce in pista, quanto disponibile al di fuori. Nel 1991, resterà in 125 con il team Pileri. Una consuetudine fortunata, visto che sarà nuovamente Campione del Mondo. Dopo tanto dominio, è tempo di passare alla 250.

250, il grande amore

Nel 1992, il team Pileri lo porta in 250. Avrà a disposizione una Honda NSR 250 non-ufficiale. La stagione è di puro apprendimento. Ma si sa, “la pazienza è la virtù dei forti”. Nel 1993 lo aspetta una Honda NSR 250 ufficiale. In teoria sarebbe l’anno della consacrazione nella classe intermedia. In realtà, Loris alterna vittorie auterevoli a cadute d’ingordigia: all’ultima gara perde il titolo in favore di un rivale storico: Tetsuya Harada. Nel 1994, resta in 250 ed il suo destino si incrocia con quello di un pilota Aprilia: il romano Max Biaggi. In quell’anno daranno vita a battaglie spettacolari. Il Corsaro è spietato quanto calcolatore; Capirex, invece, ha coraggio da vendere e, nonostante le numerose pole position ed i giri veloci in gara, si classificherà al 2° posto anche nel 1994. 

Guerra civile

Il 1995 ed il 1996 sono 2 annate propedeutiche per il romagnolo: la prima, in sella alla Honda NSR 500 del team Pileri; il 2° sulla Yamaha YZR di Wayne Rainey. Nonostante vinca il GP d’Australia nel 1996, tra Loris e la 500 ci sono ancora molte barriere. Decide così di accettare la sella ufficiale dell’Aprilia nella 250: una proposta del manager genovese Carlo Pernat. In futuro, oltre che suo grande amico, diventerà il suo manager personale. Il 1997 lo vede nel team di Giovanni Sandi; il suo compagno di marchio è Tetsuya Harada. Il giapponese e la sua Aprilia sono veloci; la s RS250 di Loris è spesso assemblata con gli scarti degli anni precedenti: il 1997 è un crogiolo di errori e cedimenti meccanici.
Nel 1998 arriva in 250 il Campione del Mondo della 125, Valentino Rossi. Capirossi, Harada e Rossi sulla RS 250 formano un terzetto invidiabile che vede il podio monopolizzato dalle sole Aprilia. Nell’ultima gara, si giocano il mondiale Capirossi ed Harada. Mentre Valentino Rossi vince comodamente il GP d’Argentina, il giapponese ed il romagnolo si studiano come pugili. All’ultima curva, Loris tenta un attacco al limite su Tetsuya infilandolo all’interno. I 2 si toccano e mentre Harada finisce fuori pista, Capirossi vince il mondiale della 250. Ai box succede il pandemonio. Più che prendere posizioni sull’accaduto, ci permettiamo una riflessione: se Loris non avesse tentato quel sorpasso, lo avrebbe rimpianto a vita.
La casa veneta rescinde il contratto con Capirossi per comportamento scorretto e dalle parole si passa agli atti giudiziari.

Classe Regina

Dopo un 1999 in 250, nel 2000 Loris torna in 500. La sua traiettoria agonistica si ricongiunge con quelle di Max Biaggi e Valentino Rossi. Pur mostrando una grinta notevole, non riuscirà ad imporsi sugli avversari. Nonostante nel 2002 la Classe Regina diventi MotoGP, il romagnolo disputa la stagione sulla superata Honda NSR500 di Sito Pons. Ed è quì che arriva la proposta. Dopo anni di dominio in SBK, Ducati vuole debuttare in MotoGP. E chi meglio di Loris Capirossi per svezzarla?
Il 2003 vede nascere questo felice matrimonio e dopo un inizio di stagione positivo, nel GP di Catalogna Loris Capirossi e la Ducati conquistano la prima vittoria insieme in MotoGP. Negli anni successivi, ci sono luci, ombre e diversi infortuni per Capirex. Ma magari nel 2006…

Ultimo brivido

Il 2006 si apre con ottime prospettive. L’irruenza della Rossa di Borgo Panigale e la guida aggressiva di Loris si combinano alla perfezione. Dopo un inizio esplosivo, un incidente nel GP di Catalogna gli procura un brutto infortunio, estromettendolo dalla lotta al titolo. Il 2007 è sinonimo di novità per Loris: diventa papà di Riccardo; le MotoGP riducono la loro cilindrata da 990 ad 800cc; il suo compagno di box è l’australiano Casey Stoner. Segni particolari: guida di posteriore. Mentre nel lato box di Loris insorgono continui problemi di messa a punto con la Desmosedici GP7, Casey vola su quella moto vincendo il titolo mondiale. E nella gara di Laguna Seca, gli incrinati rapporti con la casa emiliana giungono al punto di non ritorno.
Capirex si ritira per un guasto al cambio. Rientrando ai box, lo accoglie un comunicato stampa che lo vede fuori dal team l’anno successivo. Nel sole dell’Arizona, scoppia la tempesta. Nella sua autobiografia, “65. La mia vita senza paura.” Loris racconta la scena.

“Pernat lo devono tenere sul serio. Io singhiozzo, urlo da matti, dico a Livio (Suppo) quello che penso di lui. E la mia bellissima storia d’amore con Ducati finisce così? Correre con la carogna sulle spalle, essere cibo scaduto. Così devono essersi sentiti Sete Gibernau e Troy Bayliss.”

Giù il sipario

Nel GP di Motegi 2007, Stoner si laurea Campione del Mondo, ma Capirossi vince la sua ultima gara in MotoGP. Nelle 3 stagioni successive, Loris correrà sulla Suzuki. Ormai a fine carriera e prossimo ai 40 anni, Loris valuta 2 opzioni per il 2011: la 1° sarebbe il ritiro; la 2°, una Ducati nel team Pramac. Essendo Loris un guerriero, opta per la pista. Quell’anno sarà disastroso, pieno di cadute ed infortuni. Nel GP di Misano annuncia il suo ritiro, nella commozione generale. Prima che la stagione finisca, ci sarà il terribile GP di Sepang in cui perderà la vita il suo rivale ed amico Marco Simoncelli. Nella gara successiva di Valencia, sarà proprio Loris a correre con il 58 sul cupolino.

Auguri Loris Capirossi

Dopo una carriera ricca di soddisfazioni e qualche rimpianto, Loris lascia un grande affetto alle sue spalle. Dal 1994 vive nel principato di Monaco. Oggi, lavora nella Safety Commission e partecipa volentieri ad eventi in cui ci sia da “darci del gran gas”. Cosa lo spinge? La passione per la velocità e la gioia di quando sgasava tra le colline romagnole sulla moto da cross.
Auguri Loris Capirossi!

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Guarda anche

Aleix Espargaro Assen 2022

Aleix Espargaro Assen 2022. Da 15° a 4°

0
Aleix Espargaro conduce ad Assen 2022 una gara con i fiocchi. Il passo nelle prove c'era e il binomio moto-pilota anche. Allora perché non...
Pagelle MotoGP Assen 2022

Le pazze pagelle della MotoGP Assen 2022. Voti e Giudizi

0
Abbiamo voluto dare voti e giudizi, a modo nostro, con queste pazze pagelle della MotoGP ad Assen 2022. Tra chi è andato male e chi si è...
Vinales MotoGP Assen 2022

Vinales MotoGP Assen 2022. Back to the podium

0
Ad Assen 2022, Maverick Vinales torna sul podio della MotoGP dopo 16 gare. L'ultima volta era stato nel 2021...proprio ad Assen! Un segno del...

Iscriviti alla Newsletter

Per essere aggiornato ogni settimana su tutte le ultime news.