mercoledì, Luglio 6, 2022
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Biaggi Bautista Pitt Crafar e Galbusera raccontano le gare migliori

Mettete insieme: Max Biaggi, Alvaro Bautista, Andrew Pitt, Simon Crafar e Silvano Galbusera. Cosa hanno in comune questi 5 personaggi? Hanno tutti lavorato sia in MotoGP, che in SBK. I primi 4 della lista, come piloti; Galbusera come capotecnico di Yamaha. A ciascuno di loro è stato chiesto di eleggere una gara particolarmente significativa per la loro carriera.

Debutto col botto per Biaggi e Bautista

Max Biaggi, 4 volte Campione del Mondo della 250 dal 1994 al 1997. Alvaro Bautista, Campione del Mondo della 125 nel 2006. Pur in epoche diverse, abbandonano entrambi la Classe Regina dove non ci sono più le condizioni per poter lottare al vertice, per trasferirsi in SBK. Quello che molti vedono come una recessione, regalerà loro le emozioni più belle.
MAX BIAGGI: 

“La mia gara più bella è sicuramente la 1° manche del Qatar 2007 in SBK. Dopo un’anno di stop, sono tornato in pista in una nuova categoria ed ho vinto alla grande (Superpole, vittoria e giro veloce). Una grande emozione che mi ha portato ad amare questa categoria (al punto di consigliarla al suo rivale storico,NDR).”

ALVARO BAUTISTA:

“Ho scelto Gara 2 a Portimao nel 2019 come gara più bella. E’ arrivata alla fine di un Weekend molto complicato, nel quale mi sono infortunato alla spalla. Perciò la Domenica ero stanco. Sono partito dietro, ma ho spinto forte da subito, dando tutto me stesso. Nei 2 giri finali non ce la facevo più. Ho tenuto duro e vinto la gara con un briciolo di margine.”

Crafar e Pitt: insalutati ospiti

Andrew Pitt e Simon Crafar non sono nomi altrettanto noti al grande pubblico, ma gli appassionati incalliti li ricordano con emozione. Entrambi sono passati dalla MotoGP. Simon Crafar vinse una gara di Donington nel 1998. Andrew Pitt (o “AP” come viene chiamato nell’ambiente) ha avuto molto più mobilità: qualche anno nella Classe Regina, con piazzamenti (e mezzi) mediocri; una vittoria in SBK, salvo poi trovare nella SSP 600 la sua oasi di pace. Ne è stato Campione del Mondo nel 2001 e 2008. In questa occasione, davanti al suo amico Jonathan Rea.
SIMON CRAFAR:

“Molti pensano che io preferisca ricordare le mie gare e le mie battaglie più epiche. In realta, la mia gara preferita è la 2° manche di Sugo nel 1997. Una battaglia di nervi e strategia. Nori Haga ed Akira Yanagawa erano gli idoli locali e, soprattutto piloti ufficiali. In Gara 1 ho chiuso 3°. In Gara 2, Haga e Yanagawa lottavano per la vittoria ed io volevo tenere dietro Kocinski. Sapevo di dover spingere ma se fossi caduto, sarebbe stata la fine. E’ stata una gara lunga, ma sono stato abbastanza veloce da tenerlo dietro. Una volta sul podio, ho scoperto che Yanagawa si era ritirato, quindi mi classificai 2°. 3° Kocinski. Sul podio ci siamo guardati: mi aveva messo in difficoltà e sono orgoglioso di avercelo messo anch’io.”

ANDREW PITT:

“Sono molto legato a Gara 2 di Misano 2006. Per il mio team di allora, era una gara di casa e i fan italiani erano fuori di testa. Fu la prima vittoria in SBK per me ed il primo successo dell’anno per il Team. In quell’anno mi ero allenato duramente in  in palestra. In più, con il team avevamo lavorato molto per sviluppare la moto e l’elettronica. Perciò, quella vittoria è stata la giusta ricompensa per i nostri sforzi.

Non solo gas

Infatti, occorre tenere a mente che andar forte in moto non è solo questione di “dare gas”. C’è tutto un team che lavora per permettere al pilota di esprimersi. Uno storico capotecnico di Yamaha è proprio Silvano Galbusera. Il capotecnico brianzolo ha lavorato con piloti fortissimi: Ben Spies, Cal Crutchlow, Marco Melandri ed è stato scelto come chiave di volta da Valentino Rossi nel 2014 (a fine 2019, si sono separati).
SILVANO GALBUSERA:

“Non ricordo una gara bella come la 2° manche di Monza 2009. In Superpole, Spies ha demolito il record precedente di quasi 1″. In Gara 1, Ben ha finito la benzina a pochi metri dal traguardo e Michel Fabrizio ha vinto la sua prima gara in SBK. Nella 2° manche è andato tutto come speravamo e Ben ha vinto con classe. Monza è sempre speciale per gli italiani e chi lavora nel Paddock. Penso che non la dimenticherò mai, soprattutto per le emozioni vissute nel Weekend.”

Sentire questa carrellata di racconti da parte di Biaggi, Bautista, Crafar, Pitt e Galbusera ci fa capire ancora una volta quanto “sudore” ci sia dietro ogni successo. Non ci sono vittorie facili o regali. Tanta dedizione, talvolta ricompensata con un po’ di fortuna.

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