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Buon Compleanno Casey Stoner. Campione di traverso

Oggi auguriamo un Buon Compleanno a Casey Stoner. Il 2 volte Campione del Mondo di MotoGP che ha fatto del traverso uno stile di guida (tranquilli, approfondiremo per bene) e di vita. Nessun regalo per lui: tanto sudore e tanti sacrifici, per coronare un sogno ormai sbiadito.

Inizio sterrato

Casey Stoner nasce a Southporth il 16 Ottobre 1985. Nella bucolica campagna australiana, il vulcanico papà Colin e mamma Bronwyn introducono il piccolo Casey alle minimoto da Cross. Privi di cordoli, paddock e box, i campi intorno a casa saranno i suoi primi tracciati. Casey è una spugna: prova, impara, sbaglia, cade, riprova. Affina il suo talento apprendendo nozioni fondamentali per il suo futuro in moto. A soli 6 anni, nel 1991, Scott Doohan, fratello di un certo Mick Doohan rimane colpito dalle doti del piccolo australiano e lo coinvolge in dimostrazioni e mini-competizioni.

Queste ultime saranno il perno attorno al quale ruota la vita della famiglia Stoner: per cercare di volta in volta avversari e competizioni utili per Casey, papà e mamma si spostano in Camper per tutto il paese. Le loro domeniche si articolano tra corse in diverse categorie, una dietro l’altra. Nel 1997, Casey vincerà 103 delle 104 gare alle quali partecipa. Quando nel 1999 il carattere focoso di Colin e l’organizzazione australiana si scontreranno pesantemente, per Casey non sembrano esserci possibilità di correre sull’asfalto. A meno che non si trasferisca.

England, Espana, mondo

Detto, fatto. Ad inizio 2000 la famiglia Stoner si trasferisce in Inghilterra. Pochi soldi, molta intraprendenza. Il loro progetto è partecipare all‘Aprilia Challenge nazionale. Una competizione che al tempo si svolgeva anche in Italia su delle Aprilia RS125 poco preparate, per tenere contenuti i costi. Così abituato all’aleatorio grip dello sterrato, Casey impiega poco a familiarizzare con le piovose piste inglesi. Nel 2000 vince il trofeo, guadagnando l’amicizia (tutt’ora molto forte) con Chaz Davies.

Il 2001 è l’anno del CEV (il campionato spagnolo). Ora si corre su 125 GP di derivazione mondiale. Alberto Puig prenderà Casey sotto la sua ala e dentro la sua casa, dove alloggerà in camper con la sua famiglia. Debutterà come wildcard nel mondiale 125 a Donington, conquistando un 2° posto in prova sul bagnato.

Proprio in quel periodo, Lucio Cecchinello sta cercando un pilota da schierare in 250 nel suo team.

Privato veloce

E’ la 250 di Marco Melandri. Nei primi test a Jerez, Casey lo segue e dopo 3 giri sembra tenere il suo passo. Una dote che gli verrà sempre riconosciuta: grazie al controllo acquisito correndo sullo sterrato, spesso con mezzi di fortuna, è la capacità di prendere subito confidenza con moto e tracciato, stampando subito giri record.

Nella 2° gara del 2002, a Welkom (Sudafrica) è in 2° posizione dietro Marco Melandri. Quest’ultimo dispone di un’Aprilia RS250 ufficiale, mentre quella di Casey è privata. Per non lasciarlo scappare, Casey fa un volo clamoroso. Uno dei tanti che in quella stagione gli varrà il soprannome di Rolling Stoner. Nel 2003 rimane con Lucio Cecchinello, scendendo in 125. Nella gara finale di Valencia conquisterà la sua 1° vittoria in carriera.

Nel 2004 sposa il progetto KTM in 125, vincendo la gara di Sepang. Un GP che verrà ricordato per il 1° titolo mondiale di Andrea Dovizioso. A 19 anni, vorrebbe tornare in 250 e l’Aprilia RS di Lucio Cecchinello aspetta il suo ritorno. In quella stagione lotterà concretamente per il titolo contro Dani Pedrosa. Ma la caduta di Phillip Island porrà fine ai sogni iridati.

Veloce quando arriva

A questo punto, Casey inizia a vagliare l’idea di andare in MotoGP. Con Yamaha. Ad un passo dalla firma, la casa di Iwata arresta repentinamente la trattativa. Non gli rimane che tornare per l’ennesima volta da Lucio Cecchinello. Per lui c’è una Honda RC211V privata. Una vittoria sfiorata ad Instanbul ed una pole position. Parallelamente, tante cadute. E se qualcuno volesse guardare (ben) oltre le apparenze?

Questo qualcuno ha un nome e un cognome: Livio Suppo. Manager di Ducati che a fine 2006 vuole convincere a restare Sete Gibernau anche l’anno successivo, quando la MotoGP restringerà la cilindrata da 990 ad 800c. Mezzi più leggeri, erogazione più appuntita. Con lo spagnolo, l’accordo va in fumo (pare non abbiano trovato un punto d’incontro sulla valuta del pagamento). Così, i vertici Ducati sono costretti a ripiegare su quell’australiano un po’ falloso, ma velocissimo. Per 350.000 euro a stagione, un tentativo si può fare. Tra Casey e la Desmosedici scoppia l’amore.

L’australiano ha uno stile di guida singolare: è l’unico pilota al mondo ad incentrare la sua guida sul feeling al posteriore, al contrario di tutti gli altri. Pur penalizzandolo in staccata, questo stile di guida lo porta ad essere sensibile ed efficace in accelerazione, facendo derapare la moto in maniera evidente quanto produttiva. In piste veloci come Phillip Island è imprendibile.

Casey e la Rossa

Nel 2007, Casey e la Rossa dominano con una facilità disarmante. Forte, come sua abitudine, di un motore potentissimo, è difficile da domare quanto un toro infuriato. Gli anni successivi si capirà quanto solo Casey sia stato all’altezza del compito. A Motegi, Casey Stoner è Campione del Mondo di MotoGP 2007. Dani Pedrosa e Valentino Rossi nulla possono contro il binomio italo-australiano.

Buon Compleanno Casey Stoner - 2007

Negli anni successivi, vari piloti tenteranno di replicare quanto fatto da Stoner sulla Rossa: Marco Melandri, Nicky Hayden, Valentino Rossi, Andrea Dovizioso, Cal Crutchlow, Andrea Iannone e Danilo Petrucci. Nessuno riuscirà a vincere un mondiale.

Nel 2008 Casey riparte un po’ sottotono, perlomeno rispetto a Valentino Rossi che invece è deciso a lasciarsi alle spalle un 2007 maledetto (anche fuori dalla pista). A Laguna Seca arrivano piuttosto vicini in classifica. Stanno per dare inizio ad una battaglia epica. Valentino è aggressivo in staccata e con la sua M1 ha una percorrenza ineguagliabile. Casey è efficace in accelerazione ma paga pegno nella bagarre. Sin dalle prime curve è bagarre. Al Cavatappi, Rossi infila Stoner con un sorpasso ai limiti del regolamento e si mette davanti. Negli ultimi giri, l’italiano anticipa la frenata e l’australiano va fuori pista per evitarlo. Dopo quella gara, i rapporti tra i 2 si incrineranno per sempre.

Fine del sogno

La Ducati Desmosedici GP9 è stata la Ducati migliore che Casey abbia mai guidato. Peccato non si possa dire altrettanto del suo stato di salute. Dopo le prime gare, si arriva a Barcellona. Mentre Rossi e Lorenzo danno vita ad una bagarre epocale, Casey chiude 3° e nel box le telecamere lo inquadrano con un espressione a dir poco provata. Sta per scoprire di essere intollerante al lattosio.

Questo stato di salute precario lo porta ad allontanarsi dalle gare, prendendosi alcune gare di pausa. Forse non lo sa, ma ha già intrapreso il viale che lo porterà ad uscire dalla dimora del Motomondiale.

Sicuramente, da Ducati, i cui rapporti con la dirigenza si fanno estremamente tesi. Anche per via di una proposta a Jorge Lorenzo, guarnita da una retribuzione doppia rispetto a quanto riservato per Casey. Quest’ultimo inizia a fare le valigie. Livio Suppo passerà in Honda a fine 2009. Stoner lo raggiungerà l’anno successivo.

Buon Compleanno Casey Stoner

Nel 2011 Casey Stoner correrà con la Honda RC212V del team Repsol al fianco di Dani Pedrosa. L’affiatamento umano torna anche tecnicamente. Andrea Dovizioso ha sviluppato la Honda negli anni, al fine di renderla più guidabile. Casey ci vince a mani basse, quell’anno.

Buon Compleanno Casey Stoner - 2012

Conscio di aver realizzato il suo sogno di diventare Campione del Mondo di MotoGP, da 5 anni sposato con Adriana Tuchyna e presto padre della piccola Alessandra, Casey Stoner annuncia il ritiro nella Conferenza Stampa di Le Mans 2012.

Negli anni successivi sarà collaudatore: prima per Honda, poi per Ducati. Il suo ritorno sulla Rossa è coadiuvato dal miglior tempo sul circuito di Sepang durante i test invernali. Se Casey amava oltremodo andare forte in moto, non si può dire lo stesso del Paddock. Di carattere schivo e meticoloso, non amava le fatue luci del mondo che lo circondava. Il problema è che per andare forte come Casey Stoner, non bisogna guidarla come lui, ma essere lui.

Buon Compleanno Casey Stoner.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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