lunedì, Novembre 30, 2020
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Buon Compleanno Davide Giugliano. Minotauro romano

Oggi facciamo tanti auguri di Buon Compleanno a Davide Giugliano per i suoi 31 anni. Ha fatto battere molti cuori, sia nel suo passato da pilota, che nel suo presente da team manager.

Piccolo Schwantz

Davide Giugliano nasce a Roma il 28 Ottobre 1989 e cresce a Cava dei selci: una frazione di Marino (RM) ai piedi dei Castelli Romani. Peraltro non lontano dalle rovine della Via Appia Antica, accanto alle quale esiste ancora il circuito di Torricola. Un pistino piccolo e tortuoso, sul quale il piccolo Davide muove i primi passi in minimoto.

Il ginocchio tocca terra e Davide dimostra di avere la stoffa del campione. Sono gli anni più formativi anche per i consanguinei Simone Corsi e Michel Fabrizio. Se a dividerli c’è la fede calcistica (Davide tifa per la S.S. Lazio; gli altri 2 per l’A.S. Roma) ed una manciata di chilometri, i 3 “figli” di Max Biaggi si ritrovano nelle difficoltà degli esordi. Nella sua frazione extra-capitolina, papà Paolo possiede una macelleria: la venderà per sostenere la carriera del figlio.

Dopotutto, da un bambino che ha Kevin Schwantz come idolo, c’è da aspettarsi molto.

Spedizione nei 1000

Davide debutta nell’Europeo STK600 nel 2005. Cilindrata che sceglierà per il suo esordio nel mondiale: nel 2007 approda nel mondiale Supersport 600 su una Kawasaki Ninja ZX-6R. Risultati non eccezionali: un 6° posto a Donington come apice ed una 21° posizione in classifica finale. Ciononostante, nomi importanti iniziano a notarlo e menzionarlo. Come un certo Troy Bayliss che, prossimo al ritiro, è alla ricerca di un degno erede.

La guida di Giugliano è infatti molto aggressiva: accelerazioni molto decise, percorrenze elevatissime e sprezzo del pericolo. Questo lo porta ad infilare con grinta gli avversari. Gestire il vigore di una 1000 non dovrebbe essere un problema.

Infatti, nel 2008 Davide debutta nel mondiale STK1000 a bordo di una Suzuki GSX-R. L’anno successivo si sposterà su una MV Agusta F4R. Ma una casa, italiana come lui, lo aspetta a braccia aperte: Ducati.

Con la 1098R è amore a prima vista. Nel 2011 Davide Giugliano e Danilo Petrucci si giocano il mondiale STK1000. Entrambi sono fisicamente robusti. Il ternano, che pure non è un silk-rider, guida in maniera più dolce. Il romano, per usare un espressione icastica, “guida la modo come se l’avesse rubata”: non chiuderebbe il gas per nulla al mondo. Come andrà a finire?

Grande tra i grandi

Davide Giugliano è Campione del Mondo STK1000 2011, con il team Althea che quello stesso anno conquista il WorldSBK con Carlos Checa. Sarà proprio il manager Genesio Bevilacqua a portarlo nella massima espressione delle derivate di serie. Nel 2012 Davide debutta in WorldSBK con il team laziale. Se sull’asciutto si dimostra un po’ acerbo nel gestire la durata degli pneumatici, le gare bagnate esaltano la sua grinta. Nel GP di Misano, condividerà il podio con il conterraneo, amico ed altro idolo d’infanzia Max Biaggi.

Per il 2013 resta nel team Althea, correndo però con la velocissima Aprilia RSV4. Parimenti, subisce le avances di un’azienda con la quale instaurò Illo tempore un rapporto di stima e fiducia. Ducati. La Panigale 1199R aspetta solo di essere messa alla frusta. E se per l’apologica Brand Reputation britannica c’è il Campione del Mondo Supersport 2011 Chaz Davies (subentrato a Jonathan Rea, ma ne parleremo in separata sede), per le celebrazioni in patria c’è proprio Davide Giugliano.

Nel 2014, il team ufficiale Ducati alterna i discreti risultati di Chaz con il grande cuore di Davide. Peccato che cotanto cuore si traduca in cadute più o meno grossolane. E purtroppo non saranno solo incidenti di gara, arginabili con un “giro di nastro”.

Caduta e rinascita

Nei test invernali del 2015 a Phillip Island, Davide si infortuna pesantemente. Su una pista a lui molto cara, debutterà il mondiale. Non sarà però lui a guidare la Panigale 1199R, bensì un “pischello” di nome Troy Bayliss. Verrà poi sostituito da Luca Scassa. Si tratta di sostituzioni agonistiche, perché nel cuore degli appassionati, Davide è insostituibile. E sono appassionati di un certo livello: i 2 alfieri dell’allora team Factory Ducati in MotoGP, Andrea Iannone ed Andrea Dovizioso, ed il suo idolo Kevin Schwantz postano per lui l’augurio più sincero, sintetico e familiare: un cartello con su scritto “Daje Davide”.

Gli auguri di buona guarigione mitigano il dolore del buon Giugliano, il quale medita il ritiro. Un lungo lavoro su se stesso ed una ritrovata motivazione lo spingono a tornare in pista ad Imola. All’uscita dei box, viene superato da Jonathan Rea. Un segno del destino che Davide coglie al volo: 1° nelle FP1, FP3, FP4 e Superpole. Chiuderà sul podio questa gara e buona parte delle successive. Ma nel GP di Laguna Seca si infortunerà nuovamente. In quella calda estate, Davide guarderà dalla TV il suo compagno di squadra riportare al successo la Ducati dal 2011.

Nel 2016 Davide Giugliano si avvale di Aligi Deganello: ex capotecnico di Marco Simoncelli, Max Biaggi ed ora di Scott Redding. E’ un pilota nuovo, più riflessivo, assennato. E, col senno di poi, sarà forse la razionalità a togliergli la tanto agognata vittoria in WorldSBK a Sepang 2016. Sul bagnato circuito malesiano, trionferà Nicky Hayden.

E io pago!

La celeberrima esclamazione di Totò è propizia per il futuro di Davide Giugliano. Nel 2017 il team Ducati Aruba lo sostituirà con Marco Melandri e manterrà Chaz Davies. Quì, per lui non c’è più posto. Non è così nel BSB dove il team Tyco gli affiderebbe volentieri la sua BMW S1000RR. Ma l’entusiasmo svanisce dopo poche gare e i 2 si separeranno.

Come spesso rimarcano gli appassionati di vecchia data, nelle competizioni non contano solo le posizioni sui fogli della classifica, ma anche i dati da inserire nei documenti Excel a fine anno. Correre in WorldSBK è possibile solo pagando. Una filosofia iniqua ed anti-meritocratica alla quale Davide non vuole sottostare. Fatta eccezione per qualche wildcard, Davide Giugliano conclude qui la sua carriera. Almeno quella da pilota.

Buon Compleanno Davide Giugliano

Oggi Davide è istruttore federale e collabora con diversi organizzatori di prove libere per dei corsi di guida. Ha partecipato a diverse gare di Supermotard. Schiera nel CIV un team in Moto3. Il suo ex pilota Kevin Zannoni è diventato Campione Italiano Moto3 2020; il suo cavallo di razza Vincent Perez ha già fatto una Wildcard nel Mondiale Moto3.

Buon Compleanno Davide Giugliano CIV

A casa, è padre del piccolo Mattia di 4 anni e si gode l’affetto dei fan. Nei cuori degli appassionati qualche scintilla scoppia ancora per lui. Un pilota disponibilissimo con i fan nel Paddock; un toro scatenato con i suoi avversari tra i cordoli

Buon Compleanno Davide Giugliano

Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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