venerdì, Luglio 1, 2022
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Cal Crutchlow nel 2021 potrebbe continuare

Gli sviluppi contrattuali degli ultimi mesi, ci narrano di situazioni più o meno stabili: Ducati non ha ancora rinnovato con Dovizioso che potrebbe anche ritirarsi e/o cedere la sua sella a qualche aspirante ufficiale (Zarco o Miller, ad esempio); Yamaha si accaparra Vinales e Quartararo, con Rossi in sospeso tra ipotesi di ritiro e proseguimento; Suzuki e Rins proseguiranno insieme fino al 2022; Honda blinda Marc Marquez fino al 2024. Se la casa di Tokyo cala l’asso con il suo (unico) pilota vincente, Cal Crutchlow non sa cosa farà nel 2021. Ad ora è legato al team LCR fino a fine anno, poi?

Percorsi alternativi

Cal Crutchlow, classe 1985, britannico di Coventry. Segni particolari: simpatico provocatore. è arrivato in MotoGP dalla porta sul retro: non ha seguito l’iter dei prototipi, ma il percorso scosceso delle derivate di serie. Non esordisce sugli pneumatici slick, ma su gomme intagliate che tutti possiamo acquistare. Vincitore del BSB Supersport 600 nel 2006, si sposta nel WSSP nel 2009 sulla Yamaha R6. Un annata trionfale, che lo porta sulla Yamaha R1 del team  Sterilgarda nel 2010. Nel 2011 rimane in Yamaha ma debutterà sulla M1 del team Tech3 in MotoGP. Negli anni successivi riscuote discreti risultati: nel 2013 ottiene la pole position nel GP d’Olanda e sfiora la vittoria al Sachsenring. Nel team di Hervè Poncharal si trova bene, ma l’ingaggio è bassino (attorno ai 300.000€ annui). Il team Ducati factory lo corteggia da tempo, promettendogli una sella ufficiale ed una retribuzione ben più interessante (2.5 Milioni di €). Condizioni al contorno: la convivenza con il mite Andrea Dovizioso; l’arrivo di Gigi Dall’Igna come capo-progetto.

Fatto apposta per me

Cal firma un contratto biennale con Ducati, per il 2014 e 2015. Sin dalle prime gare, la Desmosedici si rivela ostica, fisica e qualche problema tecnico di troppo mina il suo rapporto con la casa emiliana. A fine anno, si separeranno. Cal è quindi in bilico tra le aspettative disattese e l’incubo di rimanere l’eterna promessa. Nel frattempo, il team manager Lucio Cecchinello cerca un pilota valido per sostituire Stefan Bradl sulla Honda RC213V.
Lucio Cecchinello è un ex pilota professionista. Nel 1995 ha vinto il Campionato Europeo 125, battendo Valentino Rossi. Il suo record su una Ottavo di litro a Brno nel 1998 è rimasto imbattuto sino al 2016. Parallelamente, Lucio è stato manager del team LCR: nonostante abbia corso solo in 125, il suo team è stato impegnato anche in 250 e MotoGP (Casey Stoner ci ha corso in tutte e 3 le classi).
Crutchlow è ancora sconosciuto come collaudatore, ma quando c’è da dare gas i suoi occhi spiritati si illuminano. Dopotutto, il team non naviga nell’oro, ma è tecnicamente concreto. Questa collaborazione porterà nel GP di Brno 2016 la prima vittoria per entrambi: per Crutchlow e per il team LCR. Un’altra vittoria a Phillip Island 2016 e Rio Hondo 2018 lo portano sulle scrivanie giuste di Honda. La casa dell’ala dorata gli fornisce sempre più materiale ufficiale. A fine 2020, si ipotizzava un suo ritiro. Tuttavia, il suo team manager sembra smentire questa ipotesi.

Cal Crutchlow nel 2021 potrebbe continuare

Cecchinello esprime quindi la sua opinione sulle decisioni di Cal Crutchlow nel 2021. Segue poi una riflessione sulla stagione 2020: sebbene il suo team sia tra quelli più in ristrettezze, Lucio è pragmatico e realista a riguardo.

La HRC decide sui piloti e supporta il programma con una moto molto vicina a quella ufficiale. L’eventuale rinnovo per il 2021 passa da loro e penso che Cal andrà avanti. Come Rossi e Dovizioso. Un pilota non avrà mai voglia di chiudere la carriera in questo modo. C’è una concreta possibilità che non si corra tutto l’anno, finché la virulenza non si abbasserà è difficile immaginare di spostarsi. Però ci sono segnali, in Italia come Francia o Germania, e altri posti come Austria e Repubblica Ceca, dove hanno mostrato un’apertura a organizzare eventi sportivi, seppur a porte chiuse. Tutti abbiamo bisogno di ripartire.

 
 

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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