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Carmelo Ezpeleta: "La SBK è la Serie B"

Il patron di Dorna ha recentemente rilasciato dichiarazioni forti presso la rivista online tedesca Speedweek. “La SBK è la serie B”. Queste le parole di Carmelo Ezpeleta. Gunther Wiesinger, il giornalista che ha avuto l’onore di trascrivere la dichiarazione, non ha mai stravisto per la SBK: possibile che abbia estremizzato il concetto, ma se fosse tutto vero?

Dorna e la SBK

Le strade di Dorna e SBK si incontrano nel 2012, togliendo ai fratelli Flammini la gestione del campionato. Da allora, le derivate di serie iniziano una lenta trasformazione che le snaturerà, castrando la creatività dei Reparti Corse e relegandole a semplice esaltazione del prodotto di serie. Guidato da piloti fortissimi. Le tribune, un tempo colme di appassionati, oggi appaiono tristemente vuote: chi va a vedere dal vivo le competizioni, riesce a parcheggiare quasi dentro l’autodromo e senza fare code all’uscita. La mancanza di nomi noti al grande pubblico spegne ulteriormente l’interesse. Carmelo Ezpeleta ha acquisito i diritti della SBK fino al 2036, eppure non trasmette grande entusiasmo.

Carmelo Ezpeleta: “La MotoGP è la n°1. La SBK è la Serie B.”

La MotoGP è chiaramente la numero uno. Nessuno sostiene che una squadra della seconda divisione calcistica sia migliore del Bayern Monaco, dell’FC Barcelona o del Liverpool.”
Avete capito bene. Non si tratta dello sfogo di un tifoso da Social Network sulla SBK, bensì una constatazione da parte del suo distributore. Il quale, a scanso di equivoci, prosegue con le lodi:

“Cal Crutchlow è l’unico pilota del WSBK a prevalere nella MotoGP. Nessun altro ci è riuscito. Quindi non capisco gli applausi per Rea.“
Carmelo Ezpeleta

Dispiace sentire queste parole, nella speranza che il contenuto delle dichiarazioni sia stato travisato (ma qualcosa del genere, il CEO Dorna deve averla pur detta!). Dispiace agli appassionati, che hanno sempre percepito la SBK come il campionato con moto acquistabili da chiunque. Dispiace ai piloti, che nei weekend disputano 3 gare rischiando la vita (350 o 320 km/h non incide molto sui rischi). Dispiace agli sponsor, che in questa Serie B profondono un grande impegno umano ed economico (si parla comunque di milioni di €).

Divergenze di intenti

Ad onor del vero, il WSBK non nasce per far concorrenza al motomondiale: si corre su moto derivate di serie, dal costo compreso tra i 100.000 ed i 150.000 €, non su prototipi che valgono tra i 2 e i 3 milioni di €. I piloti effettuano i test anche su piste piccole: pensare che Marco Melandri e Loris Baz hanno testato le loro SBK sul circuito di Magione (PG) insieme agli amatori (fornendo impietosi riferimenti cronometrici…). Il livello tecnico è differente. In più, il prestigio tecnologico della MotoGP aumenta le variabili da raccordare, per raggiungere la massima prestazione. Ciò significa che i meccanici, gli ingegneri e, non ultimi, i piloti devono strutturare al meglio i weekend di gara e “spaccare il capello in 4” per vincere. Se a ciò aggiungiamo la maggiore pressione mediatica, ecco che ai piloti di MotoGP è richiesta una preparazione maggiore.

E’ davvero tanto Serie B?

“I vincitori della SBK, falliscono in MotoGP; i piloti mediocri della MotoGP, vincono in SBK.” 2 affermazioni, promosse ad assiomi del motociclismo. Spesso, però, non si considera il relativo livello di competitività dei mezzi a disposizione. Vediamo qualche esempio: Jonathan Rea nel 2012 (in quel periodo non dominava ancora la SBK) guida la RC212V di Casey Stoner e spunta un 7° ed un 8° posto, con l’imperativo di non dover cadere; Alvaro Bautista nel 2019 inizia a vincere in SBK su una Ducati factory, dopo tanti piazzamenti in MotoGP su una Ducati privatissima; Marco Melandri, che in MotoGP lottava contro Valentino Rossi, non ha mai vinto un titolo Mondiale, benché disponesse di mezzi factory; Troy Bayliss nel 2006, neo-Campione del Mondo di SBK su Ducati factory, disputa una wild-card nella MotoGP a Valencia su Ducati factory e…vince la gara!
Carmelo Ezpeleta
Quindi, noi appassionati non dobbiamo lanciarci in giudizi lapidari verso dei Campioni. Quanto ad Ezpeleta, speriamo smentisca queste dichiarazioni al più presto.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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