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Daijiro Kato. 18 anni dopo il destino

Il 20 Aprile 2003 Daijiro Kato muore causa di un incidente 2 settimane prima sul circuito di Suzuka. Lascia la moglie Makiko e i figli Ikko e Rinka. In questi 18 anni tale episodio ha rivoluzionato il Motomondiale.

Giapponese volante

Daijiro Kato nasce a Saitama (JAP) il 4 Luglio 1976. Il suo talento cristallino in moto lo renderà Campione Giapponese della Classe 250. Nei GP in terra giapponese (Suzuka in primis) bisognava stare attenti alle wildcard: erano spietate, propense alla caduta e maledettamente veloci. Nel GP di Suzuka 1996 Kato partecipa nella Classe 250 e finisce sul podio, per vincere nel 1997.

Daijiro Kato - 250

Duemmezzo

Sappiamo che la Classe 250 formava fior fior di talenti, da smistare poi nei team della Classe Regina. Nel 2001, con 11 vittorie e 13 podi complessivi su 16 gare, Daijiro Kato è Campione del Mondo della Classe 250, sulla Honda RS 250 del team Gresini. Quest’ultimo lo porterà in MotoGP dove le neonate 990 4t stanno sostituendo le selvagge 500 2t. O almeno, una buona parte di esse.

Promozione

Già, al pari di Loris Capirossi ed Alex Barros, Daijiro Kato corre su una Honda NSR 500: per adrenalinica che sia, non potrà mai competere con i prototipi 4 tempi. Ciononostante, ottiene un 2° posto a Jerez dietro a Valentino Rossi sulla futuristica Honda RC211V. E quando quest’ultima verrà affidata anche a lui, vi otterrà un altro 2° posto a Brno ed una pole position a Motegi. Il giapponese va forte anche qui.

Incidente di Daijiro Kato

Suzuka

Ma perché le wildcard giapponesi fanno il vuoto in patria? Perché la pista di Suzuka ha un layout complesso, articolato, ricco di punti ciechi, scollini e povero di traiettorie alternative. Soprattutto, indovinare un setup che soddisfi queste condizioni, raccordandole allo stile di ciascun pilota, è difficile. E senza setup, non si guida.

Fattore S

Proprio le curve che chiudono il tracciato, sono dannatamente ingannevoli: ci si arriva a 250 km/h in uscita dal curvone sinistrorso 130R, in leggera discesa, bisogna frenare e scalare 3 marce per la chicane Casio, stretta e lentissima. Un destra sinistra in cui tutti tentano la staccata. In quel punto, Daijiro sbaglia completamente traiettoria. Invece di inserire la sua Honda nella 1° curva a destra della S, va a sinistra dove c’è un muro.

Qualcosa di grave

I soccorsi portano via i detriti dall’asfalto e il Dottor Costa dell’allora Clinica Mobile si precipita in loco. Daijiro è a terra, esanime. Il violento impatto contro il muro è stato grave. Molto grave. Dopo un tentativo di rianimazione, il giapponese viene trasportato all’ospedale di Yokkaichi dove il suo cuore si spegnerà 2 settimane dopo. Il 20 Aprile 2003.

Show must go on

L’impietoso dictat che prevede lo svolgimento dello spettacolo, qualunque cosa accada. In MotoGP funziona così. Valentino Rossi vince la gara, seguito da Max Biaggi e Loris Capirossi.

La triade che da tempo infiamma gli spalti del Motomondiale si è ricomposta degnamente. Dopo il podio, qualcuno li avverte che è successo qualcosa di brutto. Molto brutto. Le loro reazioni postume sono tutto dire.

Safety Commission

La curiosa natura dell’incidente di Daijiro Kato, apre a 2 possibili scenari: l’errore umano; il guasto tecnico. La scarsità di immagini inerenti rende la faccenda ancor più difficile da accettare. Dal 2004 il Motomondiale non correrà più a Suzuka, in quanto il tracciato di proprietà Honda si rivela troppo pericoloso.

Loris Capirossi e Kawasaki

Unico risvolto positivo di questa faccenda è la creazione della Safety Commission. Un organo di Dorna atto a discutere le eventuali criticità di ciascun tracciato. Le riunioni si svolgono solitamente il sabato pomeriggio dopo le Qualifiche. Come insegna la storia da prima del Risorgimento, ogni rivoluzione ha un prezzo. E talvolta, la moneta di scambio è la vita.

Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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