lunedì, Marzo 8, 2021
Home Uncategorized Dovi e la Rossa. Una lunga storia d'amore

Dovi e la Rossa. Una lunga storia d’amore

Ieri è stata ufficializzata una notizia che circolava già da tempo: Andrea Dovizioso e Ducati si separeranno a fine stagione. A 34 anni, il pilota romagnolo ha altri progetti per il suo futuro, che magari esulano dalle corse in MotoGP. In questo articolo ripercorriamo la storia d’amore tra Dovi e la Rossa. Seppur al capolinea, è stato un viaggio bellissimo.

Proviamoci

A metà 2012, Andrea Dovizioso sta completando un’annata esaltante sulla Yamaha del team Tech3 (considerando il pacchetto a disposizione). La M1 va a nozze con la sua guida chirurgica e Dovi inizia a sognare un futuro in Yamaha Factory. Nel frattempo, Valentino Rossi annuncia la separazione da Ducati dopo 2 anni infruttuosi, nei quali raccoglierà solo 3 podi in circostanze “particolari”. Dorna non può permettersi di perdere il pilota che porta nelle sue tasche metà degli introiti. Carmelo Ezpeleta chiede ed otterrà Yamaha ufficiale per Valentino

Questo significa che i sogni di Dovi in blu muoiano sul nascere. E perché non tentare con Ducati? Forte dei fondi Audi, ma all’atto pratico priva di ogni direzione, Ducati propone a Dovi di collaborare come collaudatore. Niente ingaggi faraonici e proclami. Solo tanto lavoro da fare. Proviamoci.

C’è da fare

Nel 2013 Andrea Dovizioso debutta sulla Ducati. Nella sua autobiografia “Asfalto” descrive la prima presa di contatto con la Desmosedici come un’esperienza imbarazzante. La moto ha un gran motore ed una notevole trazione sul posteriore, ma non gira. Lui ed il suo compagno di squadra Nicky Hayden insorgeranno per tutta la stagione contro questo problema. Sarà un 2013 da dimenticare.

Dovi e la Rossa - Proviamoci

Nel 2014 arriva un nuovo ingegnere capo progetto, preso di peso dall’Aprilia: Luigi Dall’Igna detto Gigi. Dal suo pizzetto esce fuori qualche soluzione e Ducati inizia a migliorare: Andrea otterrà il primo podio ad Austin. L’approccio deduttivo, scientifico e calcolatore di Dovizioso stride con l’epica Ducati, tutta istinto e derapate. Ecco quindi che a metà stagione viene ufficializzato l’arrivo di Andrea Iannone nel team factory.

2 poltrone per 3

La Desmosedici GP15 segna la rivoluzione in casa Ducati. Pur mantenendo un motore esplosivo ed una trazione invidiabile, la Desmo finalmente gira. In Qatar, Andrea guida magistralmente, con traiettorie strette e staccate profonde: si giocherà la vittoria fino all’ultimo metro contro Valentino Rossi. La stagione però non proseguirà altrettanto bene. La Rossa necessita ancora di sviluppo e, pur cadendo spesso, Andrea Iannone si rivela più veloce ed ingombrante del suo compagno di box.

Come se non bastasse, all’orizzonte spunta il nome di Jorge Lorenzo, con il quale Dall’Igna ha già lavorato in passato. Il suo sogno è brandizzare Ducati un progetto altrettanto competitivo che l’Aprilia RSV4 in SBK e la RS250 nella classe intermedia del Motomondiale. E chi meglio del maiorchino per portarla alla vittoria? Dovendo scegliere chi affiancargli tra il veloce, selvaggio e mediatico Iannone e lo schivo Dovizioso, i vertici di Borgo Panigale optano per il primo.

Dovi e la Rossa - 2 poltrone per 3

Tuttavia, nel GP d’Argentina 2016, Iannone travolge Dovizioso, perdendo il suo 3° posto e facendo perdere la piazza d’onore al rivale. La bomba è esplosa nelle mani del pilota abruzzese e Ducati propone al forlivese di restare. Dopotutto, nel 2017 arriverà Jorge Lorenzo (pagato 12.5 milioni di euro a stagione) per vincere e Dovi sarà un comprimario perfetto. O no?

Dovi e la Rossa alla riscossa

A Sepang 2016, Dovi coglie il primo successo con Ducati sul bagnato. Il ghiaccio di un’attesa lunga 4 anni, si scioglie tra le lacrime di Andrea nel parco chiuso. Dai test invernali, Jorge Lorenzo è in difficoltà con la Ducati. La Rossa non ama la sua veloce percorrenza, ma le staccate di Andrea Dovizioso.

Al Mugello ed in Catalogna, Dovizioso vince d’autorità sugli avversari, alternando le 2 facce del suo carattere: il Cavallo Bianco (la razionalità) ed il Cavallo Nero (l’istinto e lo sprezzo del pericolo). Mentre Lorenzo faticherà per tutta la stagione, Dovi si ripeterà in Austria, Gran Bretagna, Giappone e Malesia. In alcune di queste gare, befferà Marc Marquez all’ultimo giro, con intelligenti incroci di traiettoria, All’ultima gara di Valencia, si giocherà il mondiale contro Marquez.

Top Rider

Fuori dalla lotta mondiale, Jorge Lorenzo è ufficiosamente tenuto ad aiutare il team mate. Ma, sia pur in difficoltà, un Campione è un Campione. Jorge resisterà agli attacchi di Dovi, il quale farà alcuni errori e cadrà. Nel suo casco graffiato e sporco di ghiaia entrerà una nuova consapevolezza: ora è anche lui un Top Rider.

Dovi e la Rossa - Top Rider

Nei mesi successivi, Dovi e la Rossa discuteranno il contratto. Per la prima volta, il problema sembrano essere i soldi. Dopo un braccio di ferro lungo mesi, Andrea e la Ducati si accordano per un ingaggio da 6 milioni di euro l’anno. Nel frattempo, Lorenzo verrà licenziato dall’azienda emiliana ma inizierà a vincere.

La lotta per il mondiale da Andrea Dovizioso si ferma a Motegi. Ancora una volta, cadrà nel tentativo di contenere Marc Marquez. Dal prossimo anno, il suo compagno di squadra sarà Danilo Petrucci e Dovi sarà il Top Rider, tra i 2.

Dovi e la Rossa si separano

Il 2019 è un anno bivalente per Dovi: 2 vittorie in gara ed un altro 2° posto a fine anno, contro un Marquez del genere, sono un bel risultato. Ma il rapporto con Gigi Dall’Igna (forse mai decollato davvero) è ai minimi storici. L’ingegnere recrimina al pilota un’eccesso di prudenza e razionalità, laddove servirebbe più istinto; il pilota rimprovera all’ingegnere troppa fiducia in più nei numeri che nelle sensazioni in sella.

Con questi presupposti, continuare una collaborazione sarebbe nocivo per entrambi. Come nelle storie d’amore più felici, la separazione è spesso fonte di salvezza per entrambi. Dovi troverà (ammesso che la stia davvero cercando) una compagna di viaggio più affine al suo stile di guida; la Desmo, un fante più leggiadro. Di sicuro, non scorderà mai il maniscalco che da una stalla disordinata, la portò a sfiorare il tetto del mondo.

Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Guarda anche

Lorenzo Savadori Test MotoGP 2021

Lorenzo Savadori Test MotoGP 2021: “Non al 100%”

0
Lorenzo Savadori nei test ha formalmente iniziato il suo 2021 in MotoGP da pilota titolare Aprilia. Un congruo riconoscimento dopo la vittoria del CIV...
Jorge Martin Ducati Desmosedici

Jorge Martin sulla Ducati Desmosedici: “il feeling cresce”

0
Nei Test MotoGP 2021 in Qatar anche Jorge Martin ha debuttato sulla Ducati Desmosedici e descrive brevemente le sensazioni di questi 3 giorni. Come...
Jorge Lorenzo Jack Miller Instagram

Jack Miller contro Jorge Lorenzo su Instagram

0
Jorge Lorenzo ne combina una delle sue su Instagram e questa volta Jack Miller gli risponde per le rime. E' in cerca di avversari...

Iscriviti alla Newsletter

Per essere aggiornato ogni settimana su tutte le ultime news.