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Dress in blue day. E subito ci viene in mente lei

Oggi ricorre il Dress in blue day: una data dal significato profondo e toccante, che noi celebriamo con i colori delle moto di Iwata.

Dove nasce il Dress in blue day?

Da un miracolo. Anita Mitchell riesce nel 2006 a guarire dal cancro che, a quanto pare, le avrebbe lasciato pochissimo tempo su questa terra. Fondamentale il contributo dei medici che l’hanno seguita e, anch’esso importante, non hanno smesso di crederci ed incoraggiarla.

Dress in blue day - Root-min

La sua gratitudine verso la medicina, unita ad un ritrovato entusiasmo nei confronti della vita, la portano a fondare nel 2009 la Colon Cancer Alliance. Un’iniziativa atta a favorire la prevenzione contro queste malattie. Anzitutto, scoprirne le cause: genetica, ereditarietà, uno stile di vita poco regolato in cui si consuma molto alcool, si fuma tabacco e si mangia male.

E fu la volta del blue Yamaha

Il colore ufficiale della Yamaha era in principio il match bianco-rosso. Basti pensare alla FZR 1000 da strada o le YZR 500 di Wayne Rainey e Luca Cadalora (anche pigmentate dallo sponsor Marlboro). Venne poi la Yamaha R1 nel 1998, al quale dovremo presto dire addio.

Supersportive anni '80 e '90 -R1

Di che colore la facevano? Anche blue elettrico. Un colore strano che, curiosamente, non sembrava avere nulla di racing. Eppure emanava grinta, cattiveria e la pulizia che solo le tinte unite sanno avere.

Lui è come il jeans

Che non a caso nascono anch’essi di colore blue. Di chi parliamo? Di lui. Un pilota che, allora 25enne, arriva in Yamaha per portarla al successo in MotoGP. Infatti, in quel 2004, il pilota pesarese e la casa di Iwata otterranno insieme grandi successi. Di chi parliamo, quindi? Ovvio, di Valentino Rossi!

Valentino Rossi nel 2021

A benedire l’unione italo-giapponese, c’è Gauloises: una marca di sigarette francese che sponsorizza anche la Dakar. Il suo colore è un blue cobalto. Bello, limpido, sognante, giovanile. Un colore che, anche per scaramanzia, Yamaha terrà ad eccezione del 2006, in favore del giallo paglierino di Camel.

I’m blue

Nel frattempo, lo sponsor cambia e nel Motorsport verrà severamente vietato di esibire qualsiasi sponsor collegato al tabacco. Ma il blue di Yamaha resta. Resta sulle R1 ed R6 stradali, che a tutti piacciono di questo colore. Resta sulle Fazer e le FZ1, FZ6 ed FZ8, che seguono a ruota (da 17″). Resta nel cuore degli appassionati, anche se Valentino corre ormai con Ducati.

Ma nel 2013, il ritorno del figliol prodigo, della pecorella al suo ovile. Il ritorno a casa dove il suo letto è ormai monopolizzato da Jorge Lorenzo, ma per lui una brandina ci sarà sempre. E anche quando nel 2019 il blue cederà qualche punto percentuale ad un minaccioso nero, qualche dettaglio resterà. Sia sui mezzi, che sulle tute. E nel cuore no?

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