lunedì, Settembre 26, 2022
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Dunlop GP Racer D212. In pista con la Kawasaki Ninja H2

Dell’evento Dunlop Days a Misano e dei pneumatici Dunlop D213 GP PRO ve ne abbiamo già parlato in questo articolo tempo fa. Oggi però parliamo dei Dunlop GP Racer D212, grazie all’esperienza che ha avuto il nostro amico Alessandro Nisi durante la sua partecipazione ai Dunlop Days dell’anno scorso. Testandoli su una delle moto più potenti di sempre, la Kawasaki Ninja H2.

Ai Dunlop Days con i Dunlop GP Racer D212

Arrivati a Misano la sera prima, ho trovato ancora alcuni ragazzi del Team Dunlop intenti nell’ultimare gli ultimi preparativi prima dell’inizio del Dunlop Days. Ci tengo a ricordarvi che tra i vari servizi offerti da Dunlop, durante queste giornate di prove, c’è la possibilità di usufruire del supporto tecnico, con personale pronto nel dare suggerimenti su pressione, caratteristiche e informazioni tecniche per ogni loro pneumatico. Se richiesto c’è anche il servizio cambio gomme, con annesso servizio sospensioni offerto dal Team Andreani.
Dunlop-GP-Racer-D212
I miglioramenti che mi aspetto di trovare sono riconducibili al nuovo profilo più a “pera” rispetto alle precedenti versioni, allo sviluppo delle tecnologie HCT (heat control technology), NTEC e Multi-Tread. La tecnologia HCT è quella che definisce la natura di questo pneumatico, in grado di adattarsi all’utilizzo sia su pista che su strada, attraverso una costruzione composta da un substrato sottostante e una mescola esterna.
Quella NTEC invece consente di far lavorare lo pneumatico con una pressione più bassa del normale, grazie a una carcassa più rigida; ne deriva una maggiore impronta a terra con conseguente maggiore grip in curva e consumo più omogeneo.
La Multi-Tread technology e la più conosciuta “multimescola”, che permette di sfruttarne le migliori doti di grip negli angoli di piega, ma che allo stesso tempo, avendo una fascia centrale più dura permette di ottimizzare la resa chilometrica.

Dunlop-GP-Racer-D212-kawasaki-ninja-h2

In pista con la Kawasaki Ninja H2

Dopo un breve breefing generale da parte dei tecnici Dunlop, sono pronti per i primi turni in pista e per vedere come si comportano i nuovi Dunlop GP Racer D212 sotto la pressione dei 231 cv della Ninja H2.
Non mi soffermerò troppo sui tecnicismi, per quelli ci sono esperti più preparati di me, mi interessa piuttosto riportarvi le mie sensazioni, ma dovete sapere che la GP Racer D212 che mi accompagna in questa avventura è un pneumatico specificatamente pensato per l’utilizzo sportivo su strada e per i track day organizzati proprio come questo.
Ora veniamo a noi, 141.7 nm di coppia e 231 cv di potenza, con un peso non proprio piuma, hanno reso arduo il compito alle GP Racer D212 di cui sono equipaggiato. Iniziamo con i preliminari: prestazioni fuori dal comune, nessun settaggio specifico da cui poter attingere, nessun titolo da campione in palio; se ci abbiniamo il valore di 30.000 euro di moto, l’approccio iniziale non poteva che essere prudente.
Sin da subito sono stato inserito nel turno “veloci” senza mai aver cercato, in effetti, alcun risultato; eppure i tempi sono arrivati da sè. Il motorone aiuta, ma al Misano World Circuit i rettilinei sono brevi e il tempo lo si costruisce sulle curve. Inoltre, a cosa serve un motorone se non hai la giusta gomma che ti supporta?

Dunlop-GP-Racer-D212-kawasaki-ninja-h2

Un feeling che ti permette di spingere

Non parliamo solo di grip nei massimi angoli di piega o di trazione in uscita di curva, ma anche di velocità e sopratutto di feeling trasmesso al pilota, ed è proprio qui che si concretizza il successo di un pneumatico sportivo dalla forte vocazione pistaiola.
Con le GP Racer D212 ho avuto sin da subito l’impressione di avere sempre grip, credo sia stato merito della tecnologia NTEC. Non posso dirlo con matematica certezza, ma evidentemente tale tecnologia, in grado di aumentare l’impronta a terra del gommone 200\55, ha sicuramente aiutato parecchio se si considera che abbiamo raggiunto angoli di piega di 58° senza mai un’esitazione.
La conformazione a “pera” invece, mi ha aiutato molto, considerando che la Kawasaki Ninja H2 è un pò più pesante rispetto alle convenzionali supersportive race replica; i cambi di direzione sono più repentini, l’inserimento piuttosto rapido e rialzare la moto in uscita di curva non mi ha affaticato più di tanto.
Ma è soprattutto dal feeling inaspettato che ho tratto il maggior beneficio e dalle “avvisaglie” che mi suggerivano per tempo, che planare in uscita di curva era piuttosto divertente, ma volare per aria lo sarebbe stato un pò meno.
Per fortuna ho ascoltato anche quella “vocina” e l’esperienza in pista si è conclusa nel migliore dei modi. Ora non resta che testare le Dunlop GP Racer D212 su strada.
Alessandro Nisi 

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