giovedì, Giugno 30, 2022
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Guanti Capit WarmMe. I Guanti riscaldati per l'inverno

Chi va in moto anche in inverno, per necessità, per salvaguardare il proprio sistema nervoso nel traffico cittadino o più piacevolmente per pura passione, sa benissimo che il freddo alle mani è forse la cosa più fastidiosa e limitante. Ecco che in aiutano arrivano i guanti Capit WarmMe.
Il problema non è dato tanto dalla temperatura esterna, ma dal tempo di esposizione al freddo. Mi spiego meglio, se il termometro segna -5, quindi terribilmente freddo, ma devi fare un paio di chilometri per andare al lavoro, probabilmente arriverai infreddolito ma comunque senza troppi problemi.
Se invece il termometro segna +1 ma hai un’ora di strada da percorrere in moto, appena partito se ben equipaggiato, starai benissimo, poi pian piano le dita inizieranno a raffreddarsi sempre di più e arriverai a destinazione che quasi non muovi più le mani.
Le soluzioni per ripararsi dal freddo sono tante per il corpo, una bella giacca, scaldacollo o passamontagna, calzini pesanti, stivali, ecc.

La soluzione per le mani. Guanti Capit WarmMe

Per le mani invece…sono poche. Già, perché più strati, oltre a non fare i miracoli contro il freddo, fanno perdere sensibilità nella guida, soprattutto con una moto a marce.
Soluzioni cheap tipo guanti di plastica che trovi dal benzinaio infilati sotto ai guanti invernali vanno bene come emergenza quando sei in giro, per brevi tratti e non certo per affrontare un intero inverno.
Ci sono poi le moffole ma sono una cosa un po’ particolare, c’è chi le ama e chi le odia. Io le ho provate, bellissime quando sei in superstrada in sesta marcia e probabilmente se domani dovessi partire per un viaggio invernale con un lungo trasferimento autostradale le monterei.
Quando però devi continuamente cambiare marcia, frenare, accelerare, mettere le frecce e essere sempre pronto a suonare il clacson, quando qualcuno non mostra interesse a darti la precedenza, allora no, le ho trovate scomode e limitanti.
Soluzione che infatti ho accantonato subito. Quest’anno ho cambiato lavoro e per raggiungere l’ufficio devo percorrere 25 km, di cui un terzo di strada collinare molto piacevole e il resto statale abbastanza trafficata che punta verso le montagne, circa 35-40 minuti di tempo.

Guanti riscaldati

Ho quindi deciso di non rimandare di un altro anno la soluzione che avevo già adocchiato da tempo, i guanti riscaldati. Con batteria, non volevo cavi in giro e tanto meno dover installare la presa 12 V solo per quello.
Si tratta di quegli articoli che sul web spaziano dai 50 euro agli oltre 300 euro, generando perplessità. Usando la moto tutti i giorni, facendo quindi un utilizzo intensivo dell’abbigliamento, ho imparato che comprando prodotti di bassa qualità ti trovi poi a doverli sostituire dopo poco tempo, mentre un prodotto di fascia alta generalmente ti accompagna per diversi anni.
Volevo quindi un prodotto di qualità.  Così, facendo un po’ di ricerche ho trovato i guanti riscaldati della Capit, azienda produttrice di termocoperte per i principali team del motomondiale (Valentino Rossi usa le loro da parecchi anni) che da qualche anno ha esteso le proprie competenze anche in questo settore.
Hanno vari modelli e il top di gamma WarmMe, che esteticamente sembra un normalissimo guanto invernale da moto con protezioni, costa circa 190 € in negozio o online da Wheelup. Il modello più basic dello stesso produttore, categorizzato come urban, comunque costa una ventina di euro in meno.

Più nel dettagio

Così ho guardato da subito i Guanti Capit WarmMe e sono andato a vederli in negozio. Da indossare sembrano dei normali guanti, la batteria al litio è alloggiata in una tasca sul polso e seppur non piccola non si sente minimamente.
Hanno tre livelli di temperatura, che ovviamente garantiscono diverse durate della batteria da 3,5 ore del livello massimo a una decina del livello più basso.
Una volta accesi, un LED diventa rosso, giallo o verde a seconda dell’intensità di calore scelta. Deciso, li compro e li provo già nei venti chilometri che separano il negozio da casa mia. Temperatura esterna un paio di gradi e con il guanto settato sul giallo, intensità media, sono arrivato a casa con le mani calde.
Nei freddi giorni successivi ho sempre usato questo livello intermedio, passando al rosso solo sotto lo zero e comunque dopo diversi minuti di guida.
Incredibile arrivare al lavoro con le mani calde godendosi anche gli ultimi chilometri, che fino a prima erano davvero critici. Anche perché con le mani calde, anche tutto il corpo tende ad infreddolirsi molto meno. La moto torna così ad essere un piacere.
Conclusione finale? Sono come la lavatrice e la lavastoviglie. Si vive tranquillamente senza, ma se per caso li provi poi non torni più indietro.
Alessandro Nava

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