mercoledì, Aprile 21, 2021
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In moto tutto l’anno. Al tempo del Covid

Per chiunque mi conosca, io sono quello che usa la moto tutto l’anno. Ogni mattina salgo in sella per andare al lavoro, anche quando le temperature non sono troppo invitanti, magari indossando dei guanti riscaldati; nel weekend il giretto al lago o in montagna è la normalità e in estate non mancano le vacanze in sella. 

In moto tutto l’anno, anche con i limiti

Da viaggiatore incallito, collezionista di foto alle frontiere prima con la Honda CBR 250 e ora con la CB500F, sembra strano riuscire a godersi la moto anche nel semplice tragitto casa – lavoro.

Pur avendo girato l’Europa in sella, dalla Turchia alla Norvegia, dai Carpazi ai Pirenei ed essendo uno che appena può salire in sella parte, io viaggio in moto nella quotidianità. 

Si sa che essere viaggiatori è anche uno stile di vita. Il viaggiatore è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso. E’ quel tipo di persona che se deve prendere l’autobus sicuramente sceglie il posto lato finestrino, giusto per vedere qualcosa in più pur trovandosi dietro casa. 

Il motoviaggiatore, persona straordinaria

Anche in moto, il viaggiatore, riesce a godersi lo stesso tragitto che percorre due volte al giorno, cinque volte a settimana, trovando ogni volta qualcosa di bello da portarsi dentro per iniziare o terminare al meglio una giornata. 

Può essere la luce dell’alba che colora le montagne in lontananza al mattino o le ultime luci del tramonto che accendono il cielo la sera; il piacevole clima fresco e umido delle mattine primaverili o estive. Perché no la leggera pioggerella invernale che tutto sommato non bagna nemmeno più di tanto. 

Senza dubbio è un buon motivo per uscire volentieri di casa la mattina e un buon modo per staccare la spina una volta conclusa la giornata lavorativa. 

Libertà lontana

A maggior ragione in questo periodo in cui, anche nei fine settimana e anche se siamo in zona gialla, la libertà per scorrazzare in moto come vorremmo non c’è ancora. 

Ora pian piano le giornate iniziano ad allungarsi, le temperature si fanno più miti e non di rado può capitare che il tragitto di rientro dal lavoro non sia per forza il più veloce o il più breve. 

Infatti il percorso di rientro può benissimo diventare quello con più curve. Quello più panoramico, quello che permette di godersi al meglio le ultime luci della giornata e quindi di gustarsi un viaggio in moto tutti i giorni. 

Alessandro Nava

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