giovedì, Ottobre 29, 2020
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In Trial sulle montagne russe con Dougie Lampkin

Dougie Lampkin ci ha insegnato a impennare e andare su una ruota sola per 60 Km, e in un’ora e mezza. Dougie Lampkin ha vinto per dodici volte il campionato del mondo di trial. Questo quadro serve a spiegare (per chi non lo conoscesse) chi abbiamo di fronte, e perché – e chi se non lui – può essere in grado ogni volta di sorprenderci con delle nuove sfide: qui ci aveva fatto una lezione di “penne”, qui ci aveva fatto fare un giro nella tundra della Lapponia e qui ci aveva mostrato come salire in modo alternativo su una scala fatta di 120 gradini. Questa volta la location è un parco giochi abbandonato di Milano, il parco Greenland di Limbiate, un modo per far rivivere un luogo dedicato al divertimento sotto una nuova lente: al centro c’è la tecnica di Dougie Lampkin e la sua creatività composta di trick sempre al limite. Abbiamo fatto due chiacchiere insieme a lui per farci raccontare qualcosa di più su come sceglie di affrontare le sue imprese, come si prepara e come si riesce ad andare oltre l’ordinario.

Quali sono le cose che valuti quando scegli di fare una nuova impresa: location e difficoltà, quali sono i criteri?
«L’importante è cercare nuovi posti, sempre più interessanti e impegnativi. Se si tratta di luoghi chiusi al pubblico abbiamo la possibilità di tracciare il percorso su cui intendiamo muoverci. A rendere spettacolare un video non sono gli ostacoli o le condizioni estreme, ma è la capacità dell’intero team di sfruttare la location per le riprese».
Come ti sei allenato per questa ultima impresa, visto che ognuna ha le sue peculiarità?
«In questo caso non ho seguito allenamenti particolari o specifici, ma mi ci è voluto un po’ per prepararmi al video sulle montagne russe: un’attrazione abbandonata alta 22 metri non può non farti preoccupare, ma con il team abbiamo messo tutto in sicurezza, anche se il rischio era comunque altissimo (in tutti i sensi)».
Quali sono stati gli intoppi e i contrattempi più curiosi che ti sono capitati?
«Per questo video è filato tutto liscio. Momenti da dimenticare ne ho vissuti solamente durante le riprese del video “Tundra Trial”: le condizioni climatiche erano pessime, il freddo ha pesantemente influenzato la performance».
Come hai imparato a gestire l’ansia e l’adrenalina nel corso degli anni?
«Credi in te stesso e vai a fare il tuo dovere, questo è il mio mantra».
Come hai preparato la moto per questa impresa?
«La mia moto era in formissima durante le riprese, ho avuto molto tempo e tanti tentativi a disposizione sia nella stazione sia sui binari. Ho provato a cambiare sospensioni e pressione agli pneumatici, quindi siamo dovuti restare lì per un po’, i ragazzi del team sono stati molto pazienti».

Fonte: redbull.com

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