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In viaggio verso la Turchia

A maggio 2013 in compagnia di altri tre motociclisti Andreas (Firenze), Fred (Foggia) e Mototopoautogatto (Torino) intrapresi il viaggio per la Turchia. Il timore più grande (ammesso che si possa definirlo tale) era quello della convivenza.
L’idea del viaggio nacque durante il primo motoraduno dei Motoviaggiatori. Con Fred mi ero incontrato personalmente l’anno passato “alla Kozza” (un evento motociclistico) e virtualmente sul forum della nostra amata V-Strom dove abbiamo avuto modo di scambiare pareri, “chiacchiere” ed amenità su diversi argomenti. Definito il gruppo ci siamo ripromessi di sentirci alla sera su Skype, sia per pianificare le tappe, sia, letteralmente, per conoscerci. E così le serate trascorrevano abbastanza velocemente tra aspetti tecnici e cazzeggio più disparato. In men che non si dica è arrivato il giorno della partenza ed i primi ad incontrarsi sulla A1, nei pressi di BO, siamo stati io, Sergio (Mototopoautogatto) ed Andrea. Ernesto (Fred) ci avrebbe raggiunti direttamente al Porto di Ancona. Pranzo veloce al porto di Ancona e via si salpa, l’avventura ha inizio.
La navigazione è tranquilla, mare calmo, sole e relax. Al risveglio siamo già in Grecia. Il mare calmo, l’aria calda e le casette bianche ci danno il benvenuto. Vista la temperatura decido di rimuovere la mentoniera del mio N44 Nolan e la mossa si rivelerà azzeccatissima. Praticamente farò tutto il viaggio con il casco in questa conformazione. Una volta sbarcati velocemente superiamo la dogana ed in meno del previsto siamo già alle Meteore.
Il paesaggio cambia rapidamente e dopo la svolta che ci porta direttamente ai piedi delle Meteore rimaniamo letteralmente a bocca aperta. Foto di rito e poi via, gambe sotto al tavolo.
Il nostro primo pranzo greco ha inizio. Dopo l’ottimo pranzo la carovana riparte alla volta di una Meteora. Rapida visita, acquisto di alcuni souvenir e via verso Stavròs dove trascorreremo la prima notte. La strada in alcuni tratti è persino divertente, peccato avere le moto cariche.  Il meteo, stupendo, ci farà compagnia per tutti i giorni del nostro splendido viaggio.
Cena a base di specialità greche “da Gimmi” e poi a letto, l’indomani ci attende una tappa abbastanza lunga sino ad Istanbul. Arrivati ad Istanbul : il caos, con i suoi 15.000.000 di abitanti, in pratica un quarto della popolazione italiana. Code, auto ovunque, venditori ambulanti all’interno dell’autostrada tra le auto in coda, le moto che si scaldano,  i pedoni che attraversano la carreggiata in qualsiasi punto. Mai visto e vissuto una situazione simile. Arriviamo in hotel, sistemiamo le moto, doccia e via in giro x la città.
Istanbul è un gioiello di giorno, di notte ancora di più. Qui trascorreremo 2 giorni. Moschea Blu e Santa Sofia sono vicinissime al nostro hotel. Un po’ più distante il bazar (immenso, con 184 vie all’interno e migliaia di negozi) ma comunque facilmente raggiungibile a piedi. Visita al palazzo del sultano e poi giro in battello sul bosforo tra europa ed asia, stupendo.  Peccato non aver fatto in tempo a visitare la cisterna sotterranea, la coda era chilometrica. Da qui ci siamo diretti verso Ankara (non prima di attraversare il ponte sul Bosforo che divide l’Europa dall’Asia…che emozione attraversarlo!!) per poi raggiungere Goreme ed infine Uchisar dove ci fermeremo x 2 notti. Lungo il tratto di strada facciamo una sosta al lago salato x le foto di rito. Anche questo un posto che lascia con il fiato sospeso.
La temperatura nel frattempo sta cambiando ed in moto lo si avverte. Sino a poco prima viaggiavo divinamente con l’intimo della SIXS e la Nordkapp in conformazione estiva. Adesso ho preferito aggiungere anche la parte esterna. La cappadocia è costantemente sopra i 1.000m.
turchia
Arriviamo ad Uchisar e ci precipitiamo a prenotare il tour in mongolfiera per il giorno seguente. Troviamo anche l’alloggio dove trascorrere la notte. Doccia e subito a visitare il castello di Uchisar. Castello completamente scavato nella roccia da dove si ammira un panorama mozzafiato.
Alla sera cena nel centro di Uchisar e l’indomani sveglia alle 4.30 per il tour sulla mongolfiera. Il volo è semplicemente qualcosa di fantastico. Intorno a noi ci saranno una settantina di mongolfiere, un’esplosione di colori pazzesca. Insieme alle mongolfiere si alza anche il sole ed i colori della cappadocia danno il meglio di loro. I camini delle fate visti dall’alto sono più belli di quello che immaginavo. La parete rossa all’orizzonte è maestosa e silenziosamente siamo a diverse centinaia di metri da terra.
Terminato il volo rientriamo in hotel, ci vestiamo e torniamo sui camini delle fate per fare delle foto in moto. Successivamente ci regaliamo un bellissimo giro tra splendide cittadine della cappadocia tra cui Derinkuju. Qui visitiamo una delle più grandi città sotterranee della turchia. Praticamente ci sono dai sette agli otto piani scavati sottoterra. Cunicoli stretti, irti ed in alcuni tratti particolarmente piccoli. Per ripararsi dagli invasori i cunicoli venivano chiusi con delle macine di pietra con un foro al centro. Il foro occorreva per posizionare il fucile e far fuoco sull’invasore.
Alla sera ceniamo presso un locale tipico dove abbiamo la possibilità di assistere a coreografie,  danze popolari e religiose, dervisci dance. Veramente una bella e piacevole serata. Risate, scherzi e buonumore non sono mai mancati, come sempre. L’indomani facciamo un’abbondante colazione, controlliamo la cartina e pianifichiamo il tragitto verso Konia, tappa intermedia prima di arrivare a Pamukkale. La sistemazione che troviamo a Konia è molto moderna e confortevole.  Sistemiamo le moto, ci facciamo una doccia e via per la città. Foto, giro turistico per la città ed i negozi, un minimo di shopping e via a cena. Un ottimo kebab ci permetterà di arrivare al giorno seguente.
Quando siamo partiti dall’Italia ci eravamo prefissati di fare alcune tappe inderogabili. Pamukkale era un di più, non faceva parte delle tappe da fare assolutamente. Questa scelta non perché il posto non meritasse ma perché da Uchisar a Pamukkale ci sono circa 700 km ed i nostri giorni non erano tantissimi. Per la felicità di tutti, grazie alla puntualità di tutti nel rispettare le tappe prefissate, Pamukkale non resterà un miraggio e sarà un’ennesimo regalo che ci faremo nel nostro splendido viaggio.
Le vasche di calcare si fanno notare da lontano, già percorrendo la superstrada si vede questa colata bianca sulla collina. L’acqua calda, i colori stupendi del tramonto, la neve sui monti vicini lasciano tutti sbalorditi. Foto e bagno non possono mancare e finalmente, dopo tanti km, il meritato relax.
Il giorno seguente viaggio prosegue verso Efeso. La città vecchia è un vero gioiellino. Il caldo non ci lascia ed il termometro segna 31°. E’ il primo vero test che posso fare sui miei Toucan Alpinestars acquistati a marzo e devo ammettere che sono divini. Sotto la pioggia presa in toscana a marzo sono stati ottimi, con temperature elevate sono decisamente buoni. La comodità è esagerata. Insomma sono soddisfatto del prodotto.
turchia
All’interno della città vecchia ci sono diversi turisti ma nonostante tutto riusciamo a ricavarci dei momenti e degli angoli per scattare e scattarci delle belle foto. La sosta dura un paio d’ore (avevamo previsto una sosta più soft, ma è impossibile dedicare meno tempo). Dopo la visita pranziamo e poi via verso Canakkale dove il giorno seguente prenderemo il traghetto per Ecebat. I km non sono pochi per Canakkale e la strada non è delle migliori. L’asfalto turco è veramente pessimo ma nonostante ciò le Tourance Next non hanno mai ceduto. Tenuta e confort da vendere. Così arriviamo in albergo alle 22.15 circa. Mettiamo le moto in garage ed usciamo x la cena. Ci laveremo dopo, altrimenti rischiamo di non trovare un posto dove cenare.
L’indomani in pochi minuti siamo sul traghetto. Fila snella per i biglietti ed in men che non si dica siamo già dall’altra parte del canale. Traghettiamo divinamente sino ad Ecebat. Da qui puntiamo il navigatore verso il Ierissos, ormai siamo sulla strada del ritorno. La sera successiva saliremo sul traghetto che da Igoumenitza ci riporterà ad Ancona.
Ahimè la vacanza è finita. Credo che un po’ di “amaro in bocca” sia rimasto a tutti. Un giro così vorresti non finisse mai.
La scommessa più grande l’abbiamo vinta tutti: 12 giorni lunghi, intensi e faticosi da condividere con persone che si conoscono poco o nulla e tornare sereni non è da tutti. In tutte le circostanze il gruppo si è dimostrato elastico, pronto ad ogni evenienza e problema tecnico (e non sono mancati). Ringrazio e tre i compagni di viaggio per la loro disponibilità, serietà e pazienza. E’ stata una splendida avventura e le foto non rendono ciò che ognuno di noi si porterà dentro.
Al prossimo viaggio.
Massimiliano Saraceni
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