venerdì, Luglio 1, 2022
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Incidente di Daijiro Kato 17 anni fa

Anche oggi ricorre un evento svolto sul circuito giapponese di Suzuka. Rispetto a quello di ieri, questo evento è decisamente meno piacevole: si tratta dell’ incidente di Daijiro Kato, avvenuto il 6 Aprile del 2003. L’allora 27enne pilota giapponese perse la vita, in circostanze ancora oscure.

A caccia di (ri)conferme

Il 6 Aprile del 2003 inizia la stagione della MotoGP sul tracciato di Suzuka. Un circuito molto tecnico, che alterna sezioni velocissime ad altre molto tortuose. Valentino Rossi proviene da un 2002 trionfale in sella alla Honda RC211V del team Repsol; Max Biaggi, suo acerrimo rivale, è alla prima esperienza sulla Honda del team Camel di Sito Pons; Ducati debutta in MotoGP con la Desmosedici GP3 e Loris Capirossi non vede l’ora di sprigionarne i cavalli. Daijiro Kato è il Campione del Mondo della Classe 250 2001 e nel 2002 ha debuttato nella nuova classe MotoGP, pur dotato di una NSR 500. La sua velocità è notevole e merita fiducia: nel 2003, corre sulla Honda del team Gresini.
Le moto scattano dal semaforo e, come prevedibile, la triade Rossi-Biaggi-Capirossi prende il largo. Ognuno vuole vincere e dimostrare a se stesso di poter battere i rivali. Alla fine, i 3 si ritroveranno sul podio, soddisfatti per la bella gara: il Dottore ha ribadito la sua leadership agonistica; il Corsaro ha ottenuto un buon 2° posto su una moto privata; Capirex è raggiante per il primo podio di Ducati in MotoGP. Nessuno di loro può sapere che nel frattempo è successo un disastro.

Incidente di Dajiro Kato

Durante il 3° giro, Daijiro Kato ha un brutto incidente: esce dal velocissimo curvone 130R (si fa a circa 200 km/h) e nella successiva chicane Casio prende in pieno le barriere. Tra il giovane pilota giapponese e l’inevitabile destino, ci sono 2 settimane di coma. Solo dopo il podio, i 3 campioni apprendono quanto accaduto. Questi, i racconti dell’esperienza da ciascuna prospettiva.
VALENTINO ROSSI:

“Dopo l’arrivo nel parco chiuso, ci siamo accorti che l’atmosfera era strana. Nessuno ci ha comunicato cosa fosse successo. ‘E’ caduto Kato e lo hanno portato via in elicottero’, ci ha detto Paco , il Responsabile stampa di Dorna. Ma durante la Conferenza Stampa, tra mezze parole e sguardi strani, è apparso chiaro che fosse successo qualcosa di serio.”

MAX BIAGGI:

“Ci ritroviamo con Vale e Loris sul podio, poi dal Dottor Costa: è stremato. Ci dice che è stato un incidente bruttissimo. Queste MotoGP sono oggetti ancora tutti da scoprire. Ci racconta tutto senza nasconderci nulla. Aggiunge che adesso siamo legati solo alla speranza.”

LORIS CAPIROSSI:

“Nessuno di noi si rende conto di quello che è successo. Nessuno ferma la gara o la festa del podio anche se un ragazzo di 27 anni è in coma. Quella che avrebbe dovuto essere una giornata di festa per noi italiani, diventa una giornata amara e triste. Io sono incazzato ma Vale è furioso.”

Safety Commission

La curiosa natura dell’incidente di Daijiro Kato, apre a 2 possibili scenari: l’errore umano; il guasto tecnico. La scarsità di immagini inerenti rende la faccenda ancor più difficile da accettare. Dal 2004 il Motomondiale non correrà più a Suzuka, in quanto il tracciato di proprietà Honda si rivela troppo pericoloso.
Unico risvolto positivo di questa faccenda è la creazione della Safety Commission. Un organo di Dorna atto a discutere le eventuali criticità di ciascun tracciato. Le riunioni si svolgono solitamente il sabato pomeriggio dopo le Qualifiche. Un funzionario di quest’organo sarà proprio Loris Capirossi, una volta ritiratosi dalle competizioni. Dopotutto, è stato lui, insieme a Valentino Rossi e Kenny Roberts Jr. a proporne la creazione.
Il fatto che il motociclismo sia uno sport rischioso non può prescindere da un adeguata sicurezza in pista, anzi, deve dipendere proprio da essa. Se è vero che i progressi tecnologici sperimentati in MotoGP devono confluire su strada, il primo di essi è proprio la sicurezza. Vale la pena pensarci ogniqualvolta una gara venga interrotta o annullata per condizioni critiche, senza sterili retroguardismi.
 
 
 
 

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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