lunedì, Agosto 15, 2022
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Laverty Spies Vinales e le loro gare preferite in SBK

Oggi 3 piloti ci raccontano le loro gare preferite in SBK: Eugene Laverty, Ben Spies e Maverick Vinales. 3 piloti e 3 storie diverse, accomunate dal sacrificio e l’abnegazione. A ben guardare, Vinales non ha mai gareggiato in SBK, avendo intrapreso sin da piccolo il percorso dei prototipi. E’ però un grande fan delle derivate di serie e infatti citerà una gara epica.

Laverty l’incompiuto

Eugene Laverty ha debuttato nelle competizioni mondiali a Donington nel 2004, in 125. Correrà ancora nel mondiale in 250 nel 2007 e 2008. I risultati sono modesti ed il buon Eugene individua nel mondiale Supersport 600 un terreno ben più fertile. Sarà vice-campione del mondo nel 2009 e 2010. Un ottimo passaporto per la SBK. Investirà 2 anni (2015 e 2016) nella causa MotoGP, già persa in partenza: correrà le 2 stagioni, rispettivamente con Ducati Desmosedici GP 14.1 e 14.3, in luogo delle GP 16 degli ufficiali. Prima però, ricordiamo il 2013 che lo ha visto vice-Campione del Mondo in SBK. E’ di quell’anno la sua gara preferita:
EUGENE LAVERTY:

“La mia gara preferita in SBK è stata la 2° manche di Laguna Seca nel 2013. Mi sono impegnato a vincere la gara, nonostante faticassi a tenere il passo di Melandri, Sykes e Giugliano. Un conto è vincere la gara quando la moto è a posto; ma vincere in una gara in cui non pensavi di poter salire sul podio ha tutto un altro sapore.”

Piccola menzione: Aprilia scelse di sostituire Laverty con Melandri nel 2014. In Gara 1 a Jerez, ironia del mercato piloti, Eugene e Marco si giocarono la vittoria sino all’ultima curva. Melandri frena storicamente forte, ma Laverty lo superò con una staccata disumana all’ultima curva, vincendo la gara.

Spies l’incompreso

Ben Spies è un altro di quei talenti la cui storia ha dell’incredibile. Dopo ottimi risultati in sella alla Suzuki nei campionati americani, debutta in SBK nel 2009 sulla neonata R1 Crossplane. Pur non conoscendo molte piste, vince all’esordio il titolo mondiale, beffando nomi noti dell’ambiente: Haga, Toseland, Rea, Biaggi, Corser e tanti altri. Debutta in MotoGP sulla M1 del team Tech3 con buoni risultati. Il biennio successivo lo passerà nel team factory: quella che dovrebbe essere Itaca per il giovane Ben, si rivelerà una tormentata navigazione tra problemi di ogni genere. Ma il 2009 rimarrà sempre nel suo cuore.
BEN SPIES:

“Il più bel ricordo che ho è Gara 1 ad Assen nel 2009. In quella parte della stagione dovevamo vincere ed avevamo il passo per farlo. Appena iniziata la gara non sentivo lo stesso grip che in prova. Non potevo scappare, così decisi di seguire Haga ed Haslam. Provai a passare Leon ma feci un errore e non riuscii: a 2 giri dal traguardo ero ancora 3°. Haslam avrebbe voluto vincere quella gara, ma riuscii a superarlo. Lo stesso feci con Haga alla fine e vinsi. Sulla pista di Assen, poi, che avevo sempre ammirato. Incredibile!”

Vinales l’incompleto

Maverick Vinales è un outsider in questo contesto. La passione per le gare intense e genuine c’è sempre stata. Campione del Mondo di Moto3 nel 2013, fa un solo anno in Moto2 (della quale sarà vice-Campione), per poi passare in MotoGP. 2 anni in Suzuki, per passare in Yamaha nel 2017 al fianco di Valentino Rossi. Dopo un inizio esaltante, entra nel loop negativo di scarsa confidenza con il mezzo, risultati scoraggianti e disorientamento nel box. In questo periodo, pur qualificandosi bene, parte spesso prudentemente, per poi rimontare strada facendo. Ma tra le rimonte e le fughe solitarie, sappiamo cosa sia più deleterio per il fisico e la meccanica. Nonostante alcune belle vittorie, Maverick non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.
MAVERICK VINALES:

“Tra tutte le gare di SBK, la mia preferita è la 2° manche di Imola nel 2002. Senza dubbio. Una gara eccitante in cui Troy Bayliss e Colin Edwards si giocarono il titolo mondiale. Ricordo che Bayliss sbagliò ad aprire il gas e andò largo, favorendo Edwards. Avevo 7 anni ma ricordo perfettamente quella gara. Stavo guardando la gara sul divano con mio zio.”

I ricordi di Laverty, Spies e Vinales hanno alleviato questa ennesima giornata lontani dalle piste. Se non possiamo esercitare la nostra passione, manteniamo viva la memoria.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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