mercoledì, Agosto 5, 2020
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Marc Marquez a Jerez 2020. Delusione o sorpresa?

Nella gara di MotoGP conclusa ieri, ci sono stati molti avvenimenti degni di nota. Fabio Quartararo è entrato nella storia, vincendo la sua prima gara in Top Class: occasione sfumata sull’omonimo tracciato andaluso nel 2019 per un guasto; rimandata a Misano e Buriram 2019, dopo duelli accesi con Marc Marquez. Andrea Dovizioso è arrivato sul podio, nonostante un disamore con il tracciato e, soprattutto, una clavicola rotta in motocross appena 3 settimane prima. A Jerez 2020, Marc Marquez ha fatto una gara All-In.

Marc Marquez a Jerez 2020

Il pilota di Cervera è partito forte, conscio di avere un passo migliore di tutti. Alla Curva 4 ha perso aderenza all’anteriore ma, fedele alla sua tecnica, ha tenuto la moto in equilibrio, concedendosi una digressione nella ghiaia. Costretto a rimontare dalle retrovie, ha spinto più che poteva, superando gli avversari come fossero di un altra categoria. Veloce in percorrenza, fulmineo nei cambi di direzione, calibrato in staccata (quanti ne ha infilati alla curva 13?).

Aveva rimontato fino al 3° posto, con Maverck Vinales a tiro e qualche giro per superarlo ed arrivare comodamente 2°. Ma di nuovo alla Curva 4, il posteriore lo ha tradito sbalzandolo in aria. Un volo che gli è costato una frattura all’omero, con conseguente rinuncia alla gara della prossima settimana. Ciò che ci chiediamo oggi è: la gara del Cabroncito da ritenersi una delusione o una sorpresa?

Lettura di gara

Una delusione nell’economia di un campionato ben più compresso di altri. In certe occasioni, l’ego e la fame agonistica dovrebbero cedere il passo alla ragione. Una sorpresa nel constatare che, nonostante l’arrivo di avversari sempre più competitivi ed i numerosi cambi di variabili, il pilota potenzialmente più veloce è proprio Marc Marquez.

Nessuna delle 2 interpretazioni quindi è del tutto valida. Rimane solo un grande piacere nel ricordare che esistono ancora piloti capaci di non arrendersi e non accontentarsi mai. Se ragionassero diversamente, non correrebbero loro in MotoGP e non li guarderemmo noi con tanta meraviglia.

Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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