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MotoGP Assen 2013. Il weekend perfetto di Yamaha

Oggi 29 Giugno ricorre il 7° anniversario da un weekend perfetto per Yamaha. In quel giorno del 2013, la MotoGP correva ad Assen. Un tappa particolare, quella olandese, che fino al 2018 si disputava di Sabato.

L’inizio di una nuova era

Il 2013 è stato un Anno Zero per la MotoGP. Dopo 2 anni infruttuosi in Ducati, Valentino Rossi torna sulla sua Yamaha M1. Il suo compagno di squadra, Jorge Lorenzo, è Campione del Mondo in carica ma dovrà fare i conti con un marziano e Campione del Mondo uscente della Moto2: Marc Marquez. Quest’ultimo, team mate di Dani Pedrosa in HRC, sembra imparare in fretta i segreti della MotoGP e ad Assen è in piena lotta per il titolo mondiale.

Va sottolineato un certo equilibrio tra Honda e Yamaha, in quel periodo (mentre la Ducati era spesso relegata nelle retrovie). Come al solito, le piste scorrevoli e di percorrenza favorivano Yamaha; quelle più spigolose e ricche di ripartenze, Honda.

Black Friday

Durante le Prove Libere del Venedì, ad Assen piove. Nella velocissima curva 12, che le MotoGP percorrono sull’asciutto a circa 230 km/h in 5° ed in piena accelerazione, Jorge Lorenzo perde il controllo della sua Yamaha M1. Quest’ultima lo disarciona: nell’impatto, il maiorchino si rompe la clavicola. Fedele al suo mindset, Lorenzo vola a Barcellona per farsi operare ed il giorno dopo si ripresenta sul circuito olandese per disputare la gara. Sarà una scelta saggia, in quelle condizioni?

Nel frattempo, Cal Crutchlow conquista la sua prima pole position in MotoGP sulla M1 del team Tech3.

MotoGP Assen 2013

Al semaforo, i motori sono impazienti di scaricare i loro 250 cv e a trattenerli è solo il Launch Control. Il poleman Crutchlow non scatta alla perfezione e perde rapidamente terreno dagli avversari. Si portano subito in testa Marc Marquez e Valentino Rossi. I 2 iniziano a battagliare, replicando un confronto diretto che mancava dal GP inaugurale del Qatar.

Il catalano non molla di un millimetro il battistrada della M1 n°46, ma Vale oggi ha un altro passo. La M1 è il prolungamento del suo corpo e la sua sintonia con i velocissimi curvoni di Assen è totale. Va detto che il tracciato olandese, forte di una carreggiata non molto stretta, richiede di guidare prevalentemente a memoria.

Marc apre la visiera del suo Arai, ed indossa gli occhiali del ragioniere: il massimo a cui può ambire oggi è una piazza d’onore. Con Pedrosa ancor più in difficoltà di lui e Lorenzo con una clavicola rotta, ci si può accontentare. Già, che ne è stato di Jorge Lorenzo?

Eroe di giornata

Valentino Rossi conquista la gara e torna alla vittoria dopo un digiuno di quasi 3 anni, iniziato a Sepang 2010. Dirà nel post-gara di aver nutrito, quindi dissipato, molti dubbi circa la sua competitività.

A nostro avviso, l’eroe di giornata fu Jorge Lorenzo. Scattato dalla 12° casella, ha iniziato a rimontare con convinzione fino a giungere 5° al traguardo. Una volta sceso dalla moto, in lacrime per l’impresa appena compiuta (e per il dolore contenuto fino a quel momento), lasciò un messaggio molto umile:

“Non sono un eroe. Gli eroi sono quelli che riescono a vivere con 1500 euro al mese.”

Una grande giornata per la casa di Iwata; una tappa fortunata dalla triplice memorabilia.

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