venerdì, Dicembre 9, 2022
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MotoGP Australia. Marquez vince una gara pazza

L’appuntamento della MotoGP in Australia ha catalizzato eventi e sensazioni contrastanti: le FP si sono svolte sia sull’asciutto che sul bagnato; il forte vento, tipico di questo circuito (vista anche la prossimità con l’Oceano Pacifico) ha condizionato le Qualifiche, spostate dopo il Warm-Up;  si temeva il “Flag to Flag” che prevede il cambio degli pneumatici durante la gara. Tutto ciò a Phillip Island: circuito diverso da tutti gli altri, scevro da staccate furibonde ed accelerazioni violente ma composto da curve velocissime che impongono scorrevolezza. Quì accadono eventi inusuali:  Bautista nel 2018 ha lottato per il podio con la Ducati di Lorenzo; Vinales nel 2018 ha vinto di misura su una Yamaha da tutti bollata come cancello;  Crutchlow ha vinto nel 2016;  Iannone nel 2015 fece una gara strepitosa; Bradley Smith nel 2014 fece quì il suo primo podio etc. I primi giri sono stati entusiasmanti: i primi 10 hanno hanno composto un primo gruppo, scambiandosi reciprocamente posizioni con un dinamismo di stampo calcistico.

Che confusione la MotoGP in Australia!

Nei primi giri si sono alternati diversi piloti nelle prime posizione. Valentino Rossi scatta benissimo dalla 4° casella e si porta al comando della gara per alcune tornate; Crutchlow fa altrettanto, dando l’impressione di poter vincere come nel 2016; alle loro spalle compaiono le Aprilia di Iannone ed Espargaro; nel frattempo, il  Vinales e  Marquez lottano con qualche timido sorpasso. Crutchlow si stabilizza in 3° posizione.

Guerra fredda tra Vinales e Marquez

A questo punto la svolta: Vinales prende il comando della gara e sembra averne più di tutti. Oggi però Marquez gli tiene compagnia e vuole essere protagonista. I giri passano e tra i 2 emergono alcune differenze: Vinales guida la sua M1 con una pulizia “250-istica”, senza sbavature e con una percorrenza incredibile; Marquez è ben più aggressivo, in sella ad una Honda decisamente meno stabile ma velocissima. I giri passano: i due staccano inesorabilmente gli avversari ma rimangono appaiati tra loro: Maverick non riesce a scappare, Marc non riesce a superarlo. All’inizio dell’ultimo giro, Marquez imposta la Curva Swan in modo da uscire più forte possibile sul rettilineo  e supera Maverick di slancio. Alla Luckey Heights l’alfiere Yamaha tenta il tutto per tutto: affianca Marc per superarlo in staccata. Tuttavia, la sua ruota posteriore perde aderenza e cade rovinosamente. Marquez vince l’11° gara della stagione.

Nel frattempo, dietro…

Marquez dichiarerà alle telecamere:

“E’ stata una gara difficile per vari motivi: abbiamo provato in condizioni miste e non sapevamo cosa aspettarci per la gara. Maverick era velocissimo e faticavo a tenere il suo ritmo ma sono rimasto concentrato e alla fine ho vinto.”

Durante questo duello, dietro ci sono stati innumerevoli scambi di posizione e la compagnia si arricchisce: Rins e Mir si uniscono al gruppo ed il risultato finale premierà la tattica attendista del Rookie (5°), anzichè la foga di Alex (9°); Dovizioso, Miller e Bagnaia sono piuttosto veloci e venderanno cara la pelle ma mentre Pecco lotta sorprendentemente per il podio contro Jackass,  Dovizioso non riesce a fare meglio del 7° posto.

Giornata agrodolce nella MotoGP in Australia.

Alla prima curva del 1° giro, Quartararo esce di pista e Petrucci lo coinvolge nella sua caduta (fortunatamente senza conseguenze). Vinales cade durante l’ultimo giro, mentre lottava per la vittoria; Rossi e Morbidelli chiuderanno la gara rispettivamente 8° ed 11°. Si deduce che Yamaha voglia archiviare presto questa giornata. Proprio il Morbido sancisce il punto di contatto tra i 2 gruppi. Nel secondo gruppo troviamo Pol Espargaro in 12° posizione, Joan Zarco 13° immediatamente dietro, che necessita di qualche km per amalgamarsi con la scorbutica Honda (e considerato che 1 anno fa guidava una Yamaha ed in mezzo c’è stata la parentesi Ktm). Ancora divergenti le strade di Jorge Lorenzo e la RC213V .
 
Questa gara così combattuta, dinamica, spettacolare è stata una manna per gli appassionati che hanno visto lottare tra loro una gamma di moto quantomai ampia. E’ stato piacevole vedere tra i primi qualche livrea meno nota e constatare che, in fin dei conti, la strategia rende, l’impegno viene premiato e, alla fine, vince il più forte.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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