giovedì, Agosto 11, 2022
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Protezioni moto: mettetele anche se siete Valentino Rossi

Eh sì, è arrivato il momento dell’articolo moralista e sensibilizzatorio: in moto, indossate sempre le protezioni, anche se vi chiamate Valentino Rossi e avete vinto 9 titoli mondiali. Non è un modo di dire, ne un patetico tentativo di creare un titolo clickbait, sfruttando la fama di un personaggio noto.

Ma Valentino Rossi le usa le protezioni in moto?

Certo. Cominiciamo col dire che Valentino Rossi è un motociclista. “Bella scoperta, dopo 9 titoli mondiali”. Volevo dire: un motociclista che riesce a concepire la moto come mezzo di trasporto e non solo sotto il profilo prestazionale. Ebbene, Vale non può rischiare incidenti al di fuori dell’attività agonistica. Già quando i piloti si infortunano durante gli allenamenti subiscono dei culi così da parte di team managers, atti a far rispettare le clausole contrattuali (che chiaramente noi non sappiamo). Quando va in strada, dice, Valentino Rossi indossa sempre abbigliamento tecnico e protezioni, con le sue Yamaha MT09, Tracer o con il semplice T-Max. Quest’ultima voce credo che farà esplodere vari indinniometri.

“E’ molto importante indossare sempre le protezioni, in moto, anche per la strada, anche se non si va forte. Quando facevamo delle gran battaglie con gli scooter 50(@70)cc, abbiamo sempre indossato il casco.”

Delirio di onnipotenza

Assieme al principio di esclusività, questa è la trappola nella quale molti motociclisti tendono a cadere oggigiorno, sicuri che nessun ostacolo disturbi il loro cammino. Invece no. Non importa se a destinazione si arriverà sudati da strizzare o in sella ci si cuocerà come bistecche fiorentine. Meglio una fiorentina al sangue che il vitto ospedaliero. Attenzione, non si sta creando dell’inutile allarmismo. E’ così che funziona.

E chi vi scrive, è stato dimesso 30 ore fa dall’ospedale per aver affrontato 8 km in moto con T-shirt polo e Bermuda. Date retta ad un idiota, se non volete fare la sua fine.

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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