mercoledì, Settembre 28, 2022
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Ranch di Valentino Rossi. A cosa serve davvero?

Come sappiamo, Valentino Rossi diversifica i suoi allenamenti tra varie discipline sportive: Kart, Track Day sulle Yamaha R1 ed R6 stradali, Auto, Motocross e Flat Track. A quest’ultima disciplina è stato introdotto da suo padre. Graziano è un amante della guida di traverso, in derapata. Valentino ha seguito le sue orme e si è sempre allenato nel Motocross alla “Cava”, anche insieme ad altri piloti. Proprio così conobbe Marco Simoncelli nei primi anni 2000. Dal 2012, il Dottore ha costruito a Tavullia (PU) il Ranch. Una pista sterrata per il Flat Track, dove potersi allenare assieme ai piloti della VR46 Academy. Ma il Ranch di Valentino Rossi, a cosa serve davvero?

Controllo, Costanza, Concentrazione

Queste sono le 3 parole chiave dell’allenamento al Ranch per Valentino Rossi e i suoi piloti. Si gira su moto da Cross, con gomme tassellate. I motori sono spesso attorno ai 450cc di cilindrata, rigorosamente 4 tempi. Sul fondo sterrato, le moto derapano in continuazione e si è sempre di traverso. Questo affina la sensibilità del pilota e lo tempra per la pista: se si riesce a controllare bene la moto in condizioni di aderenza precaria, tanto più sarà facile sull’asfalto. Questo vale soprattutto per Bagnaia, Morbidelli, lo stesso Rossi, che corrono in MotoGP e devono gestire potenze oltre i 260 cv.
Diminuendo il grip, aumentano le difficoltà nel mantenere le traiettorie giuste, giro dopo giro. Per questo, riuscire ad essere costanti al Ranch aiuterà molto nelle gare di velocità, dove la costanza conta quanto e più della velocità pura. Infine, una guida “sporca” favorisce le bagarre ed i sorpassi azzardati: non ci si rilassa mai, ne mentalmente, ne fisicamente. Infine, contrariamente a quanto accade nella velocità, il Flat Track ha nel freno posteriore un suo alleato, mentre l’uso del freno anteriore è trascurabile. Abituarsi ad usare il freno posteriore anche sull’asfalto, può aiutare a limare qualche decimo, soprattutto negli ultimi giri di gara, con gomme finite.

Come si guida al Ranch di Valentino Rossi?

Dopo questi dettagli, siamo curiosi di conoscere il Layout di questo circuito. Ce lo spiega Marco Belli, fondatore della Ditraverso Riding School che ha instradato Valentino Rossi verso questo allenamento:
Ranch di Valentino Rossi - Layout

Si parte in senso antiorario.
La prima curva a destra (Lago) si fa in 2° marcia. Si rimane interni e si scende verso la curva Fagiolo a sinistra. Dopodichè si arriva ad una doppia destra (Rossi-Graziano). Ce n’è poi una a sinistra in salita (Cucchiaio), così chiamata perchè si tratta di 2 curve da raccordare. Si scala una marcia per la curva più lenta della pista (Quercia) e ci si dirige alla curva più bella (Carro). Si fa in appoggio a sinistra, in discesa. La curva successiva (Ranch) è la più difficile, poichè scollina sulla destra. Da quì, si prende velocità e con la curva del Salto a sinistra si entra nel punto più veloce della pista (Ovalone Grande). Si viaggia sui 130/140 km/h. Affrontiamo la Ovale nord per poi salire alla Ovale Sud in 4° marcia che porta al Rampino. Quest’ultima è  sinistrorsa e lentissima (si fa in 1° marcia). Si sorpassa e ci si sportella facilmente. Entriamo nell’Ovalino Piccolo. Facciamo la Berta a destra e scendiamo per un’altra curva a destra (Renato). Da qui risaliamo verso il Rampino Due e rientriamo nell’Ovale Grande. Dalla curva successiva (Antonio), usciamo dagli Ovali che sale per poi scendere verso destra. Si chiude il giro con il Curvone in basso a sinistra.

Quando si gira in moto, un riferimento importante è dato dal cronometro. Quì c’è un margine più ampio che sull’asfalto: 2:15′ è già un tempo molto interessante, ma c’è chi gira in 2:03′!

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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