Il countdown sul portafoglio degli automobilisti italiani riparte da capo. Il governo ha varato l’ennesima proroga della misura anti caro-carburante, e la discussione sul taglio delle accise sulla benzina torna puntualmente al centro del dibattito ogni volta che scade un decreto. Questa volta la sforbiciata riguarda in modo specifico il gasolio. Prosegue di fatto quanto raccontavamo già a proposito del precedente sconto sui carburanti prorogato a inizio settembre. Il meccanismo è lo stesso che negli scorsi mesi ha toccato anche la benzina, e capire come funziona serve a orientarsi tra le prossime scadenze.
Cosa prevede il nuovo taglio delle accise sulla benzina
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge per il sostegno economico e il contenimento degli effetti del rincaro dei carburanti. Dal 18 al 25 settembre l’accisa sul gasolio scende a 12,2 centesimi al litro, per poi calare ulteriormente a 6,1 centesimi dal 26 settembre fino al 5 ottobre.
In pratica, l’accisa passa da un valore “standard” di 672,90 euro per mille litri a 572,90 euro fino al 25 settembre, per poi assestarsi a 622,90 euro nella settimana successiva. Il provvedimento arriva in un pacchetto più ampio, che include anche l’esenzione dal bollo auto per il 2027 per alcune categorie di veicoli a benzina, gasolio o ibridi di potenza contenuta. La prospettiva è però quella di un’abolizione più strutturale nella prossima legge di bilancio.
Quanto costa il taglio delle accise sui carburanti
Il taglio delle accise sui carburanti non è una novità. La misura, introdotta nel 2022, è stata prorogata a più riprese durante tutto il 2026, spesso settimana dopo settimana, con il governo costretto a rincorrere l’andamento dei mercati petroliferi internazionali. Nei mesi scorsi lo sconto ha riguardato quasi sempre il solo gasolio.
Il taglio delle accise sul gasolio è diventato lo strumento principale, lasciando fuori la benzina nella maggior parte delle proroghe estive. Il costo complessivo per lo Stato non è irrilevante. Solo i decreti approvati nella prima parte dell’anno hanno pesato per oltre due miliardi di euro sulle casse pubbliche. In gran parte, sono stati coperti dal meccanismo dell’accisa mobile.
Perché il caro carburante interessa anche chi va in moto
Chi guida due ruote sa che il prezzo alla pompa incide sul budget quasi quanto per le auto. E con l’inverno alle porte ogni centesimo risparmiato al distributore fa la differenza. La logica delle proroghe settimanali, però, rende difficile programmare i rifornimenti. Non è raro che uno sconto scada di giovedì e venga rinnovato solo all’ultimo momento, come già successo più volte nel corso dell’estate. Per chi macina chilometri con la moto, tenere d’occhio queste scadenze e sapere come muoversi al distributore, anche con le accortezze giuste per fare rifornimento senza sbagliare colonnina, è diventata quasi un’abitudine.
Quando arriva la fine del taglio delle accise sulla benzina
La domanda che tutti si pongono è quando finirà davvero questa altalena di proroghe. Al momento il nuovo decreto copre solo fino al 5 ottobre. Tuttavia, la storia recente insegna che difficilmente il governo lascerà scadere la misura senza un ulteriore intervento. E questo, soprattutto se il prezzo del greggio dovesse restare instabile. Molto dipenderà dall’andamento dei mercati internazionali nelle prossime settimane. Se le tensioni continueranno a spingere in alto le quotazioni, è ragionevole aspettarsi l’ennesima proroga a ridosso della scadenza, come confermato del Consiglio dei Ministri che ha varato il provvedimento.





