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TVS Apache RR 310 Racing vs la versione stradale: 55 kg in meno e il doppio della potenza

C’è una grande differenza tra guidare una sportiva di media cilindrata su strada e portarla al limite in pista, ed è esattamente quello che dimostra la TVS Apache RR 310 Racing, la versione da competizione della piccola sportiva indiana che da anni corre nel monomarca legato all’Asia Road Racing Championship. Partendo dalla stessa base meccanica della RR 310 venduta nelle concessionarie, TVS Racing ha costruito una moto che sulla carta sembra appartenere a un’altra categoria. Per capire fino a che punto, può essere utile ripartire da dove tutto è iniziato: l’arrivo ufficiale di TVS Motor Company in Italia con moto e scooter, che ha portato anche da noi la gamma Apache 310 su cui si basa questo progetto racing.

Cos’è la TVS Apache RR 310 Racing e da dove nasce

Il progetto nasce diversi anni fa come moto ufficiale del monomarca TVS Asia One Make Championship, oggi conosciuto anche come TVS Racing International Championship, la serie di supporto all’interno dell’Asia Road Racing Championship. L’obiettivo era semplice: dare a tutti i piloti la stessa moto, eliminando le variabili tecniche e lasciando che il risultato dipendesse solo dal talento in sella. Nel corso delle stagioni, la versione da competizione è stata via via affinata, diventando un vero laboratorio tecnico per TVS Racing, che poi riversa parte di queste conoscenze anche sui modelli stradali di serie.

TVS Apache RR 310 Racing

La scheda tecnica della TVS RR 310 stradale

Partiamo dalla base. La RR 310 venduta oggi sul mercato italiano monta un monocilindrico da 312,12 cc raffreddato a liquido, con distribuzione DOHC a quattro valvole e testata invertita, capace di erogare 28 kW, pari a 38 CV, a 9.800 giri/min, con una coppia massima di 28,6 Nm a 7.800 giri/min. Il telaio a traliccio è abbinato a sospensioni KYB, con forcella a steli rovesciati da 41 mm all’anteriore e monoammortizzatore regolabile al posteriore, mentre la frenata si affida a dischi da 300 mm davanti e 240 mm dietro con ABS a doppio canale. Il peso a secco si ferma a 174 kg, con una sella alta 800 mm da terra e un serbatoio da 11 litri. Il prezzo di listino in Italia è di 5.710 euro franco concessionario, con cinque anni di garanzia ufficiale inclusi.

TVS Apache RR 310 Racing

Cosa cambia sulla TVS Apache RR 310 Racing

Qui le differenze diventano sostanziali. La carrozzeria della versione da competizione è realizzata interamente in fibra di carbonio, compreso il telaietto posteriore, una scelta che da sola elimina una quantità enorme di peso rispetto alla plastica della versione stradale. Il motore mantiene la stessa cilindrata di 312 cc, ma al suo interno cambia quasi tutto: pistoni forgiati più leggeri, valvole in titanio e alberi a camme HLHD (High Lift High Duration) sostituiscono i componenti di serie, mentre un condotto dedicato genera un effetto RAM air sopra i 150 km/h, aumentando la pressione d’aria in ingresso alle alte velocità.

Lo scarico a doppia uscita è stato riprogettato per aumentare la velocità dei gas di scarico, mentre il limitatore di giri sale fino a 11.900 giri/min. Sul fronte ciclistico, il telaio resta concettualmente lo stesso della moto di serie, ma le sospensioni Öhlins completamente regolabili, abbinate a uno sterzo idraulico di smorzamento, sostituiscono gli elementi KYB stradali, mentre le gomme slick Dunlop rimpiazzano i pneumatici stradali omologati.

Confronto diretto: potenza, peso e prestazioni

Il risultato di tutte queste modifiche si traduce in numeri impressionanti. Mentre la RR 310 stradale pesa 174 kg ed eroga 38 CV, la TVS Apache RR 310 Racing scende fino a soli 119 kg, con una potenza che arriva intorno ai 46 CV: un rapporto peso/potenza che passa da circa 0,22 CV per kg della stradale a oltre 0,45 CV per kg della versione da pista, più del doppio. Nel 2023 questa configurazione ha permesso alla moto di stabilire il record di velocità della categoria, toccando i 215,9 km/h in pista, contro i circa 160-165 km/h dichiarati per il modello di serie. Numeri che raccontano bene perché TVS continui a investire su questo progetto anche per promuovere l’intera gamma Apache, inclusa la nuova TVS RTX 300 2026 pensata per il mercato europeo, che eredita parte del know-how tecnico maturato proprio in pista.

Cosa sapere sulla TVS Apache RR 310 Racing

  • Carrozzeria interamente in fibra di carbonio, incluso il telaietto posteriore.
  • Peso di circa 110 kg, contro i 174 kg della versione stradale.
  • Potenza fino a 46 CV grazie a pistoni forgiati, valvole in titanio e alberi a camme HLHD.
  • Sospensioni Öhlins completamente regolabili e gomme slick Dunlop.
  • Limitatore di giri portato a 11.900 giri/min.
  • Record di velocità della categoria: 215,9 km/h, stabilito nel 2023.

Perché la TVS Apache RR 310 Racing è un laboratorio tecnico per il marchio

Al di là dei numeri, quello che rende interessante questo confronto è il modo in cui TVS utilizza la pista come terreno di sviluppo per la propria gamma stradale. Ogni stagione il reparto corse introduce piccoli affinamenti alla moto da competizione, dalla gestione termica alle sospensioni, che nel tempo tornano a influenzare anche i modelli di serie venduti nelle concessionarie di tutto il mondo. Una filosofia “track to road” che il marchio rivendica apertamente e che aiuta a spiegare perché, nonostante il prezzo contenuto, la RR 310 stradale riesca comunque a offrire una ciclistica e un’elettronica sorprendentemente mature per la sua fascia, utile per ripercorrere l’intera storia racing del marchio indiano.

Thomas Bressani
Thomas Bressani
Thomas Bressani vive e nasce a Milano nel 1983, città di cui ne sente strettamente i legami. Per lui tutte le strade portano, ed escono per fortuna, da questa città. Affascinato da tutto ciò che lo circonda e dal mondo creativo, frequenta il liceo artistico e succesivamente l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Appassionato di Design, Arte, Grafica, Fotografia e Sport. E' a quest'ultimo a cui dedica buona parte del suo tempo libero, dopo un passato da playmaker nell'Olimpia Milano, si dedica al Taekwondo come atleta agonista e istruttore, arrivando a diplomarsi cintura nera di II Dan. Appassionato sin da ragazzino al mondo delle due ruote, la sua prima presa di contatto avviene a 14 anni con il primo motorino, da li in poi la crescita avviene naturale, 125, 600 e 1000 saranno le moto che lo accompagneranno nella sua vita. Non sopporta il passato di verdure, le code in auto, quelli che "voglio ma non posso" e chi parla troppo di prima mattina.

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