giovedì, Ottobre 29, 2020
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Campotosto e Campo Imperatore con MachoMax

Venerdì pomeriggio mi metto in moto che sono le 14.45 circa. Destinazione Campotosto e Campo Imperatore. Non è da me partire così tardi ma al mattino avevo delle commissioni inderogabili da fare ed allora la scelta è stata obbligata. Il giro che ho in mente di fare mi porterà via circa 6 ore. Le ore di sole non sono tantissime ed allora non resta che “pedalare”. Per “rubare qualche minuto” imbocco l’A14 a Città Sant’Angelo – Pescara Nord che in 15 minuti mi porta all’uscita di Giulianova. Da qui tramite la superstada teramo mare arrivo abbastanza velocemente nei pressi di Teramo. Il cielo è terso, l’aria tiepida, clima ideale. Proseguo sulla SS80 che mi farà costeggiare il Lago di Piaganini.
La mia andatura è più che turistica. Mi godo i colori autunnali, la quiete di questi posti ed il paesaggio superlativo. Per pochi km mi farà compagnia un altro BMW GS ad aria, probabilmente uno della zona. Mi supera ed io a quel punto non lo lascio andar via.
Lui conosce la strada meglio di me. Lo lascio avanti a me ma non gli concedo nulla. Potrei superarlo ma preferisco guidare in sicurezza e godermi lui che “fa da lepre”.
La strada fino a quel momento silenziosa viene svegliata dal sound dell’SC-Project Adventure. I 2 boxeroni rimbombano per la vallata. Dopo qualche km mi ritrovo da solo, l’altro GS è arrivato a destinazione, mentre per me il giro non è neanche iniziato.
Proseguo sulla SS80 fino ad arrivare sul Lago di Provvidenza. Sono a pochi km dallo svincolo che mi porterà ad imboccare la SR577, la strada che mi porterà sulla diga del Lago di Campotosto. Il lago di Campotosto è il più grande lago artificiale d’Abruzzo ed è il secondo più grande d’Europa. La strada sale dolcemente fino al lago. Lungo la strada animali liberi al pascolo, intorno una corona di montagne rendono lo scenario unico.
La strada è sgombra dal traffico. Salendo verso il lago incrocio 3 moto.Arrivo sul lago, faccio una sosta per foto e video. Lo attraverso e lo costeggio in parte. Mi sarebbe piaciuto fermarmi di più ma il tempo è tiranno, sarà per la prossima. Torno in sella e ridiscendo la strada percorsa poco fa. All’incrocio svolto a destra e proseguo per la SS80. Poco dopo c’è la SP86 che passa nei pressi di San Pietro della Lenca. Mi avrebbe fatto risparmiare parecchi km e tempo ma ahimè è chiusa. Un cartello inatteso mi comunica la sorpresa. NO PROBLEM.
Tiro dritto sulla SS80 ed imbocco il Passo delle Capannelle. Qui anni fa, insieme ad amici, venivo con moto supersportive. La strada è spettacolare e ci sono un paio di curve che si prestano moooooooooolto per foto “da maranza” con ginocchio a terra e saponette in titanio che scintillano. Eh si…..i ricordi vanno proprio a quegli anni. Così supero anche il Passo delle Capannelle ed arrivo nei pressi di San Vittorino e poi L’Aquila. Da qui punto verso Assergi e poi grazie alla SS17bis arrivo a Campo Imperatore.
Sono circa le 17.30, il sole sta quasi per andare a dormire. I colori sono caldissimi e regalano a questo posto magico un non so che di fiabesco.
Neanche a dirlo sul passo sono da solo. Con me solo animali liberi al pascolo: cavalli, asini, mucche. Il vento soffia e mi ricorda che nonostante tutto è ottobre. I fianchi della montagna mostrano ancora le ferite del vasto incendio di agosto. Gli alberi sfoggiano un arcobaleno di colori: verde, giallo, rosso, mattone, amaranto….insomma…..tutto è semplicemente perfetto. Mentre scrivo mi passano ancora i brividi per la pelle. Essere li da solo è quanto di più bello si possa avere. La magnificenza e la maestosità della natura è qualcosa di inspiegabile. Supero Vado di Sole e mi tuffo in mezzo alla foresta che mi porterà nei pressi di Rigopiano. Qui faccio una sosta. Non ero mai stato qui dopo la tragedia dell’inverno scorso.
Vedere il solco scavato dalla valanga con tutta quella quantità di alberi, di legna, di radici di alberi ammucchiati lungo la montagna è davvero impressionante.Nonostante siano passati mesi è ancora forte la devastazione lasciata da quell’evento. Poco sotto il poco che resta dell’omonimo Hotel. Vedere tutto ciò dal vivo fa venire i brividi. Così torno in sella e ridiscendo verso Farindola.
Il sole ormai non c’è più.La temperatura scende velocemente ed anche il mio giro tra Campotosto e Campo Imperatore si sta concludendo.
Rientro a casa per le 18.30.
Un giro intenso, estremamente bello e forte….come le emozioni che mi hanno attraversato per tutti i 280 km. Non cercavo conferme, ma ora che vivo altrove posso dirlo con ancora più fermezza e convinzione: L’Abruzzo è veramente un posto strepitoso. Una terra superlativa, quella tra Campotosto e Campo Imperatore, ai tanti poco conosciuta ma con una ricchezza incredibile.

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