mercoledì, Aprile 21, 2021
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Yamaha Petronas MotoGP Doha Qatar 2021. Grandi domande

Per il team SRT Petronas Yamaha, la gara della MotoGP 2021 a Doha in Qatar è stato il 2° GP consecutivo in grande difficoltà. Il ruolino di marcia prevede attualmente: un 12° ed un 16° posto per Valentino Rossi; un 18° ed un 12° posto per Franco Morbidelli. Come mai tanta difficoltà?

Moto OK

I risultati ottenuti da Maverick Vinales e Fabio Quartararo scagionano la Yamaha M1 ed il pacchetto tecnico. C’è però da dire che si tratta di moto ufficiali, in mano a piloti che l’hanno sviluppata sulla base delle loro esigenze. Parimenti, sappiamo che Yamaha non ha mai rifilato ai team satelliti del materiale scadente.

Ben Spies nel 2010; Andrea Dovizioso nel 2012; Cal Crutchlow nel 2013, Johann Zarco nel 2017, per il team Tech 3. Fabio Quartararo e Franco Morbidelli nel 2019 e 2020. Tutti piloti cui la casa di Iwata ha riservato un degno trattamento negli anni. Pensate si produca in puerili giochi politici ora che nel team Petronas c’è Valentino Rossi?

Wind of change

Non ha senso comparare queste 2 gare alle 2 vittorie consecutive di Fabio Quartararo lo scorso anno. Erano, per l’appunto, altri piloti sulla più tortuosa pista di Jerez. Per quanto riguarda Valentino Rossi, il suo 2020 non è stato esaltante: tra guasti tecnici, errori e il Covid, ha chiuso il mondiale in 15° posizione. Non ci si aspettavano miracoli da lui che ha cambiato squadra e l’ennesimo entourage. Lui che ha sempre posto l’accento sulla minuziosa selezione del personale, si è trovato in una squadra pre-assemblata.

Supercompensazione

Abbiamo però evidenziato come l’avventura nel team Petronas gli avrebbe garantito una Yamaha M1 che conosce come le sue tasche, senza l’incomodo di estenuanti sessioni di test per svilupparla. In questo modo, può concentrare l’energie su ciò che più gli piace: dare gas. Vero poi che i 2 piloti del team Factory hanno una guida più moderna, con il busto più proteso verso l’interno della curva. Ciò li porta ad: essere più agili nei cambi di direzione; stressare meno le gomme in accelerazione (la moto sarà più dritta). In poche parole, il giro secco esce fuori; il passo gara, meno.

C.V.D?

Anche Franco Morbidelli ha una posizione in sella meno estrema e nella veloce pista di Losail sembra soffrire sulla lunga distanza, per i motivi di cui sopra. Però quì cade l’asino. Tale posizione in sella non ha impedito a Franco Morbidelli di vincere 3 gare nel 2020 e giocarsi il titolo mondiale (perso per 13 punti, con un ritiro per guasto tecnico mentre era 2°) contro Joan Mir. Questo significa che il problema è collocabile nel 2021. Ma alla fine cosa può essere?

A voi la scelta

Contrariamente a Valentino Rossi e Fabio Quartararo, Franco Morbidelli è rimasto nello stesso team e con la stessa squadra dei 2 anni precedenti. Segnaliamo la presenza di Ramon Forcada, ex capotecnico di Jorge Lorenzo che ha un Master honoris causa in “Scienze della Yamaha M1”. La conosce vite per vite ed ha un enorme background di dati. Tantopiù che la M1 del Morbido è un ibrido tra la versione 2019 e quella del 2021 utilizzata dai suoi compagni di marca.

Il cerchio si restringe

A questo punto, non si capisce quale problema possa giustificare un inizio di stagione così opaco. Snobbiamo anche le risibili teorie che vedono nell’arrivo di Rossi un apporto di pressione psicologica nei confronti dell’avversario (succederebbe se Valentino andasse forte e il team mate no). Anzi, l’arrivo di un personaggio così ingombrante dovrebbe portare una motivazione ancor maggiore nel team.

Ricordando infine che sia il team SRT Yamaha Petronas, che i piloti, hanno ottenuto nella MotoGP a Doha in Qatar risultati ben migliori in passato, vogliamo pensare che nel 2021 si sia trattato di semplice sfortuna. Il GP di Portimao sceglierà dove orientare la mira del fucile: verso i freddi numeri della statistica oppure…oppure dove?

Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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