La visita nel paddock del WorldSBK da parte di Franco Morbidelli potrebbe trasformarsi in una presenza stabile dal prossimo anno. O ci sono idee migliori?
Il WorldSBK ritroverebbe Franco Morbidelli
Il Morbido viene proprio dal mondo delle derivate di serie. Quelle moto così vicine al prodotto che noi comuni mortali possiamo comprare dal concessionario; così già veloci e divisive. Basta qualche weekend nel team sbagliato che il Lunedì si torna a lavorare. Basta un giro buono per finire negli highlights della compianta Infront.
Franco è Campione Europeo STK600 nel 2013, è poi passato in Moto2. Classe di mezzo del Motomondiale del quale è stato Campione del Mondo nel 2017, andando poi in MotoGP. Un 2018 di purgatorio con la povera Honda RCV1000 del team Marc VDS per poi approdare in Yamaha.
Braccialetti rossi
Il 2019 affianco al rookie Fabio Quartararo obnubila la sua crescita. Ma quando il team mate francese evidenzia un punto di sella, ecco che la F(M) cresce verso il suo massimo assoluto. Con 3 vittorie, Franco Morbidelli si classifica 2° nel Mondiale MotoGP. Con la M1 di Valentino Rossi e Maverick Vinales, per giunta in una configurazione meno evoluta.
Anche sul fronte manageriale, Franco è stato un membro della VR46 Academy ante litteram (nel 2010 si allenava già insieme a Vale ed il Sic con la moto da cross). Ed ora che la sua chioma riccioluta sta trasformando il veloce pilota italo-brasiliano in un personaggio, il suo entourage dovrà gestirlo bene.
Canzoni stonate
Ad inizio 2021, un infortunio al ginocchio cristallizzerà l’ascesa di Franco in MotoGP. Da lì, un rientro in pista nella quale non rientrerà mai come prima. La sua guida così veloce ma morbida, pulita e composta nel contempo, diverrà presto un legnoso e forzato desiderio di rivalsa. Anche con Yamaha le cose precipiteranno.
La casa dei tre diapason interrompe la sua vincente sinfonia tecnica e la M1 inizia a raccogliere delle pericolose interferenze: quelle degli avversari che la tallonano.
Più su!
Romano di nascita, pesarese d’adozione, Franco Morbidelli supera la vicinissima Romagna e trova asilo nelle campagne emiliane. Quelle di Borgo Panigale, il cui reparto corse ha una Ducati Desmosedici GP24 da fargli guidare. Per giunta, nel team satellite Pramac e al fianco di Jorge Martin. Il quale, a fine anno, sarà Campione del Mondo.
I suoi dati passano sotto il setaccio degli ingegneri. I quali li confrontano con compagni di marca scomodissimi: oltre al già citato Jorge Martin, Pecco Bagnaia, Marc ed Alex Marquez, Fabio Di Giannantonio etc.
Tutti piloti che vinceranno delle gare in sella alla Ducati, a differenza sua. Insomma, il giallo fluo della sua Ducati Desmosedici, ora in forza al team VR46, sembra sempre più scolorire e tramutarsi in un biancastro sbiadito. Come un sogno accartocciato che sta per finire nel cestino.
Scambio con conguaglio
E se il 2026 gli vede Morbidelli disputare l’ennesima stagione opaca in MotoGP, il WorldSBK ci offre il dominio tirannico di Nicolò Bulega. Il quale sembra prossimo al passaggio in MotoGP. E questo significherebbe lasciar libera la magnifica Panigale V4R del team Aruba. Ergo, caro Franco, ci facciamo un pensierino?
Certo, questo implicherebbe due nodi: anzitutto, la rettifica della sua opinione circa le derivate di serie (da bravo VR46 rider, ha sempre snobbato la categoria); poi, il rischio di andare di la e non vincere quanto sperato. Poiché, parliamoci chiaramente, nessun pilota si sveglia con la voglia di dar strada agli avversari. Men che meno, quelli che vivono in un oblio agonistico che rasenta il caporalato.
Morbidelli nel WorldSBK tornerebbe ad essere Franco
Si scrollerebbe di dosso la fluorescente corazza VR46 e tornerebbe ad essere un Pilota. Non un Campione, un fuoriclasse, una promessa. Un pilota. Di quelli che al mattino indossano l’abbigliamento tecnico, tirano giù la visiera e lasciano che il motore mangi le marce della sua moto come chicchi d’uva a fine estate. E ripieghino le gomme come tranci di piadina da mangiare a Misano in pausa pranzo.
A fine 2010, Marco Melandri rinunciò al badge di MotoGP Celebrity per andare in WorldSBK nel 2011 e tornare a fare ciò per cui suo padre Dino si era prodigato: vincere. Con qualche cavallo in meno sotto al sedere e qualche chilo in più da governare; qualche zero in meno sul conto ma qualche dente in più nelle foto.
Indi per cui, Caro Franco: fossi in te, io ci penserei.





