Se la MotoGP tende a riappropriarsi della sua quotidianità, la SBK fa altrettanto. I suoi piloti iniziano a ripopolare le piste, dove possibile. Oggi è stata la volta di Micheal Van Der Mark ad Assen. Il pilota titolare nel team Pata Yamaha in SBK ha approfittato delle concessioni per poter girare sulla sua pista di casa, riasfaltata durante l’inverno.
Michael Van Der Mark ad Assen
Il belga ha totalizzato 65 giri sulla Yamaha R1M. Non era da solo: con lui anche Van Straalen e Van Sikkelerus dalla WSSP 600, Scott Deroue della WSSP 300 e Bo Bendsneyder, attualmente impegnato in Moto2. Un Track Day dedicato al ritorno in sella ma in sicurezza.
MICHAEL VAN DER MARK #60:
“Tornare in moto è tra le sensazioni più belle del mondo. Dal GP inaugurale in Australia sembra passata un’eternità. Ringrazio la Federazione Motociclistica Olandese per averci fatto tornare in pista. Assen è la mia pista di casa e con questo nuovo asfalto potremo fare degli ottimi tempi. In questo momento, dobbiamo tutti rispettare delle regole, cambiare stile di vita. Ma è proprio così che potremo ripartire.”
Parafrasando la celebre frase di Neil Armstrong, diremo: “Un piccolo passo per il pilota, un grande passo verso la normalità”. Proprio perchè la Fase 2 rappresenta la convivenza con il Coronavirus, fare le nostre attività seguendo alcune semplici regole è meglio che non svolgerle affatto. Van Der Mark ha ripreso confidenza con la velocità in sella alla R1M. Tale moto era equipaggiata con pneumatici Slick, probabilmente Pirelli. Come scrivemmo in un precedente articolo, questi allenamenti servono come il pane. In questo caso, il pilota utilizza un mezzo simile a quello con il quale gareggia, equipaggiato con le stesse gomme. Rispetto ai piloti di MotoGP, che invece non possono utilizzare i loro prototipi al di là dei test programmati, quelli di SBK sembrano avvantaggiati. Ma possiamo metterci la mano sul collettore: la voglia di gare è tale che ne farebbero volentieri a meno.





