Abbiamo voluto dare voti e giudizi, a modo nostro, con queste pazze pagelle della MotoGP in Brasile 2026. Tra chi è andato male e chi si è guadagnato un bel 10 in condotta. Vince Marc Marquez al Sabato e Marco Bezzecchi Domenica.
Le pagelle della MotoGP 2026 in Brasile
0 errori nel mio pronostico anche questa volta. Se già la volta scorsa la mia autostima era a livello “riascolto del vocale”, stavolta raggiunge i picchi di quando la mia compagna ammette: “Quando hai ragione, hai ragione”.
1 pallottoliere subito per Mattia Pasini. Quando durante la Moto3 si è trattato di calcolare a quanti giri corrispondessero i 2/3 di una gara che in tutto ne contava 24. Ad un certo punto, sembrava il gioco matematico del Sempre 5 (“pensa un numero da 1 a 10, raddoppialo, aggiungi 10…”).

2 podi per Fabio Di Giannantonio, peraltro battendo Marc Marquez. Se continuerà a salirci, il romano sposterà i suoi allenamenti dalla palestra Box Ardeatino alla scalinata di Trinità dei Monti.
3 gare in cui Marc Marquez viene regolarmente battuto da chi guida una moto pari alla sua o teoricamente inferiore. Un po’ come i giovani palestrati che prendono le bastonate fuori dalla Bocciofila.

4 alla logistica del circuito di Goiana. Tra asfalto che si buca e riparazioni molto “brasileire”, Carmelo Ezpeleta si stava già muovendo per spostare tutto alla Chiusa. Ma siccome lì c’era Delbianco, si è dovuto accontentare di Goiana.
5 a Mika Kallio per la poca rapidità con la quale ha riportato ai box Pedro Acosta dopo la caduta in Q2. E accendi lo scooter, tira l’aria, mettiti il casco, fatti un selfie, avvia la diretta Instagram, fai un video per TikTok, un saluto a tutti gli amici che ci seguono da Fratta Polesine…
6 alla bandiera del brasile. Il color matching giallo e verde, da un lato ha permesso al team Gresini di rievocare la livrea con la quale correva Alex Barros nel 1998.


Dall’altro, fatto in modo che Uccio somigliasse ad un dipendente della Coldiretti. Ecco, lì secondo me lo avrebbero già licenziato.
7 ad Ai Ogura. Il piccolo Jap sull’Aprilia dimostra di che pasta – o riso? – sia fatto. Già me lo vedo fra 60 anni mentre lo racconterà ai nipotini davanti al camino…a tunnel.
8 a Marc Marquez. Sul circuito destrorso risente delle reiterate operazioni al braccio. Se in piega Fabio Di Giannantonio stende il braccio destro come durante una sessione di stretching, il catalano lo piega come se stesse raccogliendo le 500 lire nel W.C.

9 a Jorge Martin che, quando si ricorda di portare la tuta in pista, guida la sua Aprilia in maniera altrettanto proficua che la sua vecchia Ducati. Divertendosi come e più di Giorgia Meloni al podcast di Fedez.
10 ad Aprilia che domina con una moto perlopiù nera. Una leadership che mi ha riportato alla metà degli anni ’90 in cui, anche Max Biaggi dominava su un’Aprilia totalmente nera. Piccola differenza, si trattava della mitica RSW: motore monocilindrico 2 tempi da 250 cc e 100 cv per 100 kg.

PS: la full immersion negli anni ’90 è riuscita al punto che, dopo la gara, speravo ci fossero Mignolo col Prof. Mi sono consolato con la mela grattata con zucchero e limone.





