Abbiamo voluto dare voti e giudizi, a modo nostro, con queste pazze pagelle del WorldSBK a Jerez 2026. Tra chi è andato male e chi si è guadagnato un bel 10 in condotta. Nicolò Bulega vince 3 gare.
Le pagelle del WorldSBK 2026 a Jerez
0 alla regia internazionale. Oh, pur di non inquadrare quel briciolo di bagarre nelle retrovie, alla Domenica trasmetterebbero l’Angelus e al Sabato pomeriggio la Scapoli VS Ammogliati di Guardiagrele (CH).
1 campionato a parte per le Ducati. Ed è inutile che le tolgano 500 giri motore, 3 denti di pignone e 2 maglie di catena. Quella moto avrebbe vinto anche con targa, frecce e specchietti.

2 gocce d’acqua a Jerez ed ecco che dopo la gara i media chiedevano ai piloti se in Curva 6 si toccasse. Tranquilli, di asciutto ci sono rimasti i palati per tutti i piloti che non guidassero una Ducati. E non solo i palati.
3 vittorie anche nel giorno dell’addio al WorldSBK. Avrebbe potuto fare amicizia con i piloti venuti di proposito dalla MotoGP per conoscerlo. E invece è stato scostante per tutto il weekend. Asociale!

4 a Yamaha, se giudicata dalle prestazioni della sua R1. Se ne guardiamo le capacità pirotecniche, invece…niente male. Cotta a puntino. E la gara a pu…ntane.
5 ad Honda. A centro curva, i suoi piloti sbracano la CBR come un asciugamano sulla spiaggia ed in uscita di curva la contrastano come in un incontro di MMA. MMa il punto è un altro: è tutta scenografia.

6 a Miguel Oliveira. Dalle retrovie della MotoGP ai piazzamenti in Superbike. Sulle sue piste (Portimao ed Estoril) ha la mia stessa autostima di quando provo a far saltare la frittata in padella. Su tutti gli altri tracciati, si limita a mostrare gli sponsor agli astanti.
7 ad Alvaro Bautista. La sua ritrovata aggressività alla guida – visto che ora gli serve eccome – lo rende ancora spettacolare da vedere. Certo, ha un po’ stufato con la storia che “La savorra me penalisa y no me vuoleno far bincere”.

8 ad Alberto Surra. E’ nella sua omeostasi. Una moto competitiva, un team privato e le cui risorse sono così limitate da garantirgli la scusa pronta. Ora non deve accettare offerte da Yamaha o Kawasaki: gli verrebbe la Bassanite.
9 ad Alex Lowes. Le strisce rosse sulla sua moto gli fanno credere di avere una Ducati. D’altro canto, essendo Bimota un’azienda di Rimini, anche la parlata sarà simile.
10 a Danilo Petrucci. Chiude la sua carriera in un triste giorno di pioggia e foglie caduche. In uno di quei giorni in cui la tripletta plaid-infuso-chaise longue ha più appeal di qualsivoglia attività all’aperto.

PS: Eppure, quando ci sarà da girare, Danilone sarà sempre con noi. Rustico come la bruschetta al pomodoro e frizzante come la Guizza. Dei nostri, insomma. Almeno fin quando non abbasserà la visiera.





