95 cavalli, 90 Nm, ruota anteriore da 19 pollici, serbatoio da 24 litri e una dotazione che sulla carta sembra quasi esagerata per la cifra richiesta. La QJ Motor SRT 900 SX arriva dalla Cina con un obiettivo chiaro: entrare in un segmento dove la concorrenza è agguerritissima, puntando su motore, accessori e rapporto qualità-prezzo. Dopo aver raccontato la sorella minore, la QJ Motor SRT 450 RX 2026, l’adventure A2 che punta sul prezzo, è il momento di salire sulla maxi della gamma. L’ho provata per diversi giorni tra città, strade extraurbane, curve e trasferimenti veloci, e alcune cose mi hanno convinto parecchio, altre sono ancora migliorabili.
La prova della QJ Motor SRT 900 SX parte da una crossover pensata per viaggiare
Partiamo da quello che si vede subito. La SRT 900 SX nasce come crossover di grossa cilindrata per l’Adventouring e il Touring, quindi non vuole essere una moto estrema né una vera specialistica da fuoristrada. L’impostazione è quella di una moto fatta per macinare chilometri, con comfort e tecnologia senza spendere una cifra esagerata. Il telaio è a traliccio in acciaio, abbinato a un forcellone in alluminio, e il serbatoio da 24 litri garantisce un’autonomia importante. Il tris di borse in alluminio è disponibile come optional a parte.
Scheda tecnica della QJ Motor SRT 900 SX: il motore da 904 cc e 95 CV
Il cuore è un bicilindrico in linea da 904 cc, quattro tempi e raffreddato a liquido, con 70 kW (95,2 CV) a 9.000 giri/min e 90 Nm di coppia a 6.500 giri. La velocità massima dichiarata è di 211 km/h. Il manovellismo con fasatura a 270 gradi e il contralbero sulla carta si sposano bene con una crossover: risposta piena ai bassi e ai medi, ma anche voglia di salire di giri.
Nella guida questa impostazione si sente. Il tiro ai bassi è bellissimo e l’erogazione è sorprendentemente lineare, sia nella mappa Sport sia in quella più morbida. Il motore spinge forte fino alla zona rossa e mette d’accordo chi cerca una cilindrata importante ma facile e chi ha esperienza e vuole prestazioni più che buone.
Elettronica, cambio e quick shifter
La piattaforma elettronica è completa: tre modalità di guida (Standard, Rain e Sport), controllo di trazione e acceleratore Ride by Wire, che ho trovato morbido e progressivo. Il cruise control è comodo in autostrada e si disattiva agendo sul freno anteriore. Peccato che non si possa disattivare anche con la manopola del gas. C’è anche il sistema Start & Stop ESS/ISG.
Il cambio è a sei rapporti con frizione multidisco in bagno d’olio e antisaltellamento. La frizione da fermo la trovo un po’ dura e, da moto fredda, tende a strattonare nelle manovre. A sistemare le cose arriva il quick shifter bidirezionale di serie, con inserimenti fluidi e scalate che funzionano bene, per sfruttare il bicilindrico senza usare continuamente la leva.
Ciclistica, freni e ruote
All’anteriore lavora una forcella a steli rovesciati Marzocchi da 43 mm con 150 mm di escursione, regolabile nel precarico e nel ritorno. Dietro c’è un monoammortizzatore QJ con 64 mm di corsa, con le stesse regolazioni. La taratura di consegna mi è piaciuta, soprattutto la forcella, morbida e scorrevole, che segue bene anche quando porti la frenata dentro la curva. La stessa impostazione da maxi crossover la ritrovi in casa Benelli, che appartiene al gruppo QJ Motor, con la Benelli TRK 902 e il suo serbatoio da 24 litri.
Le ruote sono a raggi tubeless da 19 pollici davanti (110/80 R19) e 17 dietro (150/70 R17), con sensore di pressione degli pneumatici. L’impianto frenante è Brembo: pompa radiale e due pinze radiali a quattro pistoncini su doppio disco da 320 mm, mentre dietro c’è un disco da 260 mm. L’ABS è disattivabile sul posteriore. La frenata non è aggressiva ma ha buona forza, anche se il freno posteriore ha una corsa un po’ lunga.
Come va tra le curve, comfort ed ergonomia
La SRT 900 SX non è velocissima nei cambi di direzione e non vuole nemmeno esserlo. È una moto facile, che ti segue in curva e dà una sensazione di controllo, ideale per misti, curve a lunga percorrenza e viaggi in coppia, con maniglie per il passeggero ampie e comode. La sella è a 835 mm da terra: alto quasi 1,80 metri non appoggio le piante dei piedi, ma tocco con entrambe le punte. Il manubrio è largo e la triangolazione del busto è ottima.
La sella è morbida ma sulle lunghe distanze dopo un po’ le natiche iniziano a soffrire. Il parabrezza non è regolabile e alle alte velocità l’aria colpisce spalle e testa, mentre in città si percepisce un po’ di calore nella zona dei piedi. Il peso, 264 kg in ordine di marcia, si sente soprattutto da fermo.
Tecnologia e sicurezza sopra la media
Davanti al pilota c’è un display TFT da 7 pollici con Bluetooth e mirroring per la navigazione. I blocchetti sono retroilluminati e facili da azionare con i guanti, poi ci sono la presa USB e l’illuminazione full LED. Per questa fascia di prezzo sono notevoli le manopole e la sella riscaldabili.
La vera sorpresa è il sistema che rileva i veicoli nell’angolo cieco: si illumina agli specchietti e sul display. Quando un’auto si avvicina da dietro, si accende un indicatore al centro del cruscotto e la luce di stop posteriore lampeggia molto velocemente, per avvisare chi ti segue. Una dotazione tutt’altro che scontata sotto i 10.000 euro.
Pregi e difetti dopo i giorni di test
Tra i pregi metto il motore pieno e corposo, l’acceleratore morbido, il quick shifter bidirezionale, i sistemi radar, la guidabilità tra le curve, la posizione comoda che non stanca e il cruscotto completo. Anche l’estetica funziona e piace.
Il difetto principale è una vibrazione diffusa su manubrio e pedane, soprattutto a bassa velocità, ma anche a 130 km/h costanti, in particolare sulla pedana sinistra. Poi ci sono il peso, il cupolino non regolabile, la frizione dura da fredda e il freno posteriore con corsa lunga. Sono compromessi da mettere sulla bilancia insieme al resto.
Cosa sapere sulla QJ Motor SRT 900 SX
- Bicilindrico in linea da 904 cc con 95,2 CV a 9.000 giri/min e 90 Nm a 6.500 giri/min.
- Ruote da 19 e 17 pollici, Marzocchi regolabile, freni Brembo e ABS disattivabile al posteriore.
- Tre modalità di guida, controllo di trazione, cruise control e quick shifter bidirezionale.
- Display TFT da 7 pollici, manopole e sella riscaldabili, full LED e sistema per l’angolo cieco.
- Serbatoio da 24 litri e peso di 264 kg in ordine di marcia.
Quanto costa la QJ Motor SRT 900 SX e a chi conviene
Il prezzo della QJ Motor SRT 900 SX è di 8.990 euro, a cui si aggiungono 590 euro per il tris di borse in alluminio. Per questa cifra ottieni una crossover da 904 cc con sospensioni regolabili, freni Brembo, cruise control, Ride by Wire, quick shifter, TFT con mirroring, accessori riscaldabili e sistema per l’angolo cieco. Non è la più leggera né la più rapida nei cambi di direzione e qualche dettaglio si può migliorare, ma motore, erogazione e dotazione sono difficili da ignorare. Se cerchi una maxi da viaggio ricca senza superare i 10.000 euro, la valuterei seriamente. Il mercato delle moto cinesi non è più quello di qualche anno fa e QJ Motor prova a offrire una moto completa, non solo economica, come lascia intendere anche la dotazione dichiarata da QJ Motor Italy.





