Al pari della Superpole Race, anche Gara 2 della WorldSBK 2020 ad Aragon è un assolo di Jonathan Rea. E’ 2° Chaz Davies, come sempre coriaceo. 3° Alvaro Bautista su una Honda in crescita.
Assoli e stonature
La partenza a fuoco di Jonathan Rea era prevedibile. Inaspettatamente, però, Scott Redding non è riuscito a tenere il suo passo e neppure quello dei diretti inseguitori. In difficoltà anche Van Der Mark, che dalla griglia rimescolata partiva 2°. Ottima la gara di Alvaro Bautista che, una volta agguantato il 3° posto, lo ha tenuto saldo fino al traguardo.
Da dietro sale rapidamente Chaz Davies ed inizia una rimonta indiavolata, capitalizzando i suoi punti di forza: uno stile di guida molto fisico ed un gran motore (il suo onboard del sorpasso su Van Der Mark denuncia una superiorità imbarazzante). Quando Rea commette un errore a 5 giri dal termine (probabilmente non è riuscito ad inserire la 3° marcia per l’ultima curva), Chaz lo supera. Ma la gioia dura poco: nel misto, Rea e la Kawasaki ne hanno di più e Johnny firma Gara 2.
Intanto, attorno alla Top10 è guerra aperta. Garret Gerloff e Toprak Razgatlioglu sulle Yamaha R1, Alex Lowes e Xavi Fores sulle Kawasaki Ninja ZX10R e Leon Haslam sulla Honda CBR1000RR-R danno vita ad una battaglia che rimanda alla SSP 300 del CIV. Notevole la grinta dei privati Fores e Gerloff. Dopotutto, la fiducia aziendale va conquistata a suon di sorpassi.
Ducati non vince, ma convince
La Ducati Panigale V4 è stata autrice nel weekend di ottime performance. I piloti sembravano avere una grande fiducia nell’anteriore, combinata ad un motore eccezionale. 2° Chaz Davies come in Gara 1; 4° Scott Redding, sottotono rispetto a ieri; 5° Michael Ruben Rinaldi. Si ritira Marco Melandri.
“Rea-centrismo” di Kawasaki. 9° Alex Lowes, davvero arrembante in questo weekend; 11° Xavi Fores e 15° Maximilian Scheib. Cade e si ritira Roman Ramos. Finalmente anche Honda sembra della partita, con un 3° posto di Alvaro Bautista ed il 7° di Leon Haslam. Al di là delle posizioni, certamente migliorabili, la Supersportiva di Tokyo ha dimostrato autorità nelle bagarre, permettendo ai piloti traiettorie alternative senza penalizzarli. Chiudono il circuito Takumi Takaashi e Lorenzo Gabellini, mutilati in rettilineo (quasi 20 km/h di differenza) e non solo.
Yamaha fa quel che può. Dovendo tirare la coperta dalla parte delle performances, lascia scoperti gli ultimi giri, dove subisce le consanguinee. 6° posto per Michael Van Der Mark come apice produttivo. 8° Toprak Razgatlioglu, dal girone dei rissosi; 10° Garret Gerloff che inizia ad ingranare; 13° Federico Caricasulo.
Relativamente meglio di ieri BMW. 12° Tom Sykes e 14° Eugene Laverty. L’aprilia di Christophe Ponsson è 16°: il massimo a cui può verosimilmente ambire ora. Jonathan Rea lascia il circuito con 12 punti di vantaggio su Scott Redding. Con altri 4 appuntamenti e 12 manche ancora da affrontare, la guerra è apertissima. E sarà una guerra di nervi.
WorldSBK Aragon 2020 Gara 2 – Classifica






