Per via delle condizioni proibitive, il Day 6 dei Test MotoGP 2021 in Qatar ha visto girare in pista soli 5 piloti. Tra loro spicca Danilo Petrucci.
Giornata di buco
Sin dal mattino, le condizioni meteo si erano rivelate proibitive: il vento ha smosso la sabbia che, depositandosi sul circuito, lo ha reso impraticabile. Una volta stabilizzate le condizioni, buona parte della giornata è risultata nulla, impedendo ai team di lavorare dove serviva. In questo, Pecco Bagnaia era stato lungimirante. Quindi, come nelle ore di buco scolastiche (durante le quali gli alunni più irrequieti rafforzano la loro tendenza al teppismo), possiamo approfittarne per ripassare quanto appreso dai test.
Yamaha più costante
Come sostenuto e dimostrato a gran voce dai suoi esponenti, la Yamaha M1 è una moto più costante, che oltre a velocissimi giri secchi, riesce ad inanellare ripetute tornate ad un ritmo costante. Come riportano le tabelle dei giorni precedenti, la top speed è il suo tallone d’Achille, ma arginato da un consumo lineare delle suole.
Aprilia migliore
Forse non era difficile migliorare rispetto allo scorso anno, ma nemmeno scontato. La RS-GP completamente nuova permette ai piloti di avvicinarsi al podio, almeno in prova. Restarci in gara, sarà questione di frangenti. Se non altro, avvicinare il podio motiverà ed ispirerà anche i tecnici. Lorenzo Savadori non si è ancora espresso.
Honda più amichevole
La Honda recupera punti dopo un 2020 disastroso. Un grande contributo lo da la new entry Pol Espargaro che, salito sulla RC213V ha subito trovato confidenza. Il suo stile aggressivo si sposa bene con la Honda e, risolta qualche crisi di confidenza (assolutamente giustificabile su una moto nuova ed insidiosa), potranno donare alla casa di Tokyo un nuovo interprete.
Rimandati a fine mese
Parliamo di Suzuki, Ducati e KTM. Le materie sono, rispettivamente: massimizzazione; versatilità; decifrabilità. A partire dal 26 Marzo ripartiranno le interrogazioni.
Suzuki troppo amica
Non giriamoci attorno: manca il giro secco da stampare in qualifica. La GSX-RR permette inserimenti veloci, percorrenze scorrevoli e cambi di direzioni intuitivi. Stessimo parlando della V-Strom 650 in collina, sarebbe perfetta. Invece si tratta di un mezzo che deve aggredire la concorrenza sin dalla qualifica e non ritrovarsi intruppata nei primi giri per poi recuperare. E’ anche così che capitano le cadute.
Ducati presuntuosa
No, stavolta non ci riferiamo a qualche affondo da parte della dirigenza. La Desmosedici è un missile sul rettilineo, permette delle staccate profondissime anche a moto piegata (la regina del trail-braking). A lei non manca il giro secco e neppure la costanza ma ogni minima variazione del circuito influisce fattorialmente sul suo rendimento.
KTM?
I discorsi di guida pulita o sporca lasciano un po’ il tempo che trovano. Miguel Oliveira riesce ad interpretarla al meglio, senza tante sbavature. Danilo Petrucci non è poi così animalesco eppure non vi cava un ragno dal buco. Brad Binder va un po’ meglio, pur guidando come se l’avesse rubata giocando a GTA. Purtroppo qui il problema non sembra il singolo parametro o la variabile impazzita, ma l’intera formula.
Test MotoGP Qatar 2021 – Classifica Day 6
| 1 | Danilo PETRUCCI | 1:58.157 |
| 2 | Stefan BRADL | +1.275 |
| 3 | Takaaki NAKAGAMI | +1.657 |
| 4 | Bad BINDER | +2.984 |
| 5 | Pol ESPARGARO | +3.146 |





