La MotoGP ha portato moltissime novità tecniche per i test 2021 in Qatar. Alcuni semplicemente funzionali; altre strutturali.
Rapporto costi-benefici
Non esiste formula che definisca la convenienza nell’investire sullo sviluppo (altrimenti il successo sarebbe solo questione di budget). O meglio, i costi crescono ben più rapidamente (per meglio dire, esponenzialmente) rispetto ai benefici. Ciascuna casa ha consolidato nel tempo le sue priorità.
Partiamo dalle 2 moto estreme: Ducati e KTM. Hanno entrambe un gran motore ed una trazione eccellente: le piste con lunghi rettilinei ed improvvise ripartenze sono il loro pane (non è un caso che amino il Red Bull Ring).

Enterprise
La casa di Borgo Panigale è maestra nell’innovazione: in Qatar ha portato un anteriore ancor più aerodinamico. Le alette anteriori sembrano atte a convogliare l’aria in modo da rendere la moto: più stabile in curva (dove la percorrenza è sempre deficitaria); più veloce in fondo al rettilineo (e i 353 km/h di Johann Zarco ottenuti ieri lo dimostrano).
Altalena
Parallelamente, c’è KTM che si concentra sull’ottimizzare i pezzi a disposizione. Dani Pedrosa ha provato una sella più comoda per i piloti. La sua corporatura mingherlina da un ottimo feedback circa lo sforzo richiesto per guidare la RC16. Paragonare Ducati a KTM in termini di sviluppo è come confrontare l’enterprise di una navicella spaziale con un altalena. Ma a volte con la 2° si vola più in alto che con la 1° (chiunque sia mai stato al parco, lo sa).

Telaio
La saggezza meccanica recita “Con un motore più potente si recuperano dei decimi; con un telaio migliore, si recuperano i secondi”. Figurarsi in MotoGP dove l’elettronica libera la potenza del motore solo in 5° e 6° marcia.
Semplicemente
Questo l’avverbio che ha portato Suzuki ad essere la moto più stimata ed intuitiva del lotto. La casa di Hamamatsu ha portato nei test un nuovo telaio ed un nuovo forcellone in modo da migliorare l’accelerazione in uscita di curva. E vista la migliore Top speed riesce nell’intento.

Punto di contatto
Come punto di contatto fra la guidabilità di Suzuki e l’esplosività di Ducati, c’è Yamaha che porterà nuove soluzioni aerodinamiche, anche per migliorare le sue performances in rettilineo, dove ormai prende regolarmente paga. Il punto di contatto fra i 4 pilotiè stato il test di un nuovo telaio. E mentre Franco Morbidelli lo studia con metodo, Fabio Quartararo sale in sella e fa i tempi.
Foglio bianco
Aprilia ed Honda sono agli antipodi in quanto ad esperienza in MotoGP. Eppure ad entrambe non bastano più i segni di correzione con la matita rossa-blu sull’elaborato. Bisogna ripartire da un foglio bianco, per poi inserirci i quadrati neri della bandiera a scacchi.

A voi la scelta
3 nuovi telai per Honda, uno dei quali con rinforzo in carbonio. Inoltre, nuove soluzioni aerodinamiche per permettere ai piloti ufficiali di migliorare l’inserimento in curva (area più critica e muscolare). Gioverebbe anche un Takaaki Nakagami molto efficace in percorrenza di curva, ma sempre in crisi di confidenza nei primi gradi di piega.
Guanto
L’Aprilia è stata rivoltata come un guanto dal Reparto Corse. Cambiano quindi: motore, forcellone (ora in carbonio) ed aerodinamica. Diciamo che quando un progetto è così acerbo, stravolgerlo è più facile. Per il motore, non abbiamo visto nulla di stellare, ma ciò che mancava era un’erogazione più lineare e gestibile. E i tempi iniziano a scendere. Lorenzo Savadori acquisirà via via confidenza.

Come abbiamo visto, nei test 2021 in Qatar della MotoGP sono state presentate moltissime novità tecniche. Una situazione relativamente ingannevole in cui si rischia la confusione tra le varie combinazioni di componenti vecchi e nuovi. Ma sarà sempre meglio la confusione della paga.





