Con la tappa di Jerez si chiude il 2026 della Sportbike: una stagione difficilissima per Alessandro Di Persio, che però non si arrende.
Alessandro Di Persio per la Sportbike 2026 a Jerez
La stagione appena conclusa ha raccolto difficoltà di ogni tipo per Alex. La Yamaha R7 2025 si è rivelata molto poco competitiva ed anche il regolamento della nuova classe potrebbe essere più equilibrato. Con questi presupposti, logico chiedersi se ne valga la pena di continuare.
Ciao Ale! Come va, ti stai allenando?
“Macché, dopo la botta che ho preso in Curva 5, devo riprendermi. Alla fine me la sono cavata con qualche contusione”.

Del weekend penso ci sia poco da dire.
“Eh sì! Problemi su problemi in prova e grandi distacchi in gara. Però ci tengo a sottolinearlo: così come io ho dato il massimo in pista, anche il team si è impegnato nel cercare di darmi una moto più competitiva possibile. Tant’è che ci siamo salutati con affetto e siamo rimasti in ottimi rapporti.”
E per il futuro stai continuando a muoverti?
“Certo. Sto valutando diverse situazioni e parlando con molti team. Le offerte per guidare un mezzo competitivo ci sono anche, ma il problema è sempre lo stesso: il budget.”
Sono costi che le sponsorizzazioni non riescono a coprire?
“Ti dico: io ne sto cercando e, nel corso della stagione, può essere anche che si arrivi alle cifre necessarie. Però con i team bisogna accordarsi per tempo. Sia loro che noi piloti dobbiamo organizzarci per tempo.”
Dovendo scegliere: saresti disposto a “ridurre in scala” il tuo impegno, correndo nel CIV 2027 su un mezzo competitivo, per poi tornare al mondiale nel 2028?
“Si, penso mi possa interessare. Alla fine, come ho detto spesso, quello che mi interessa è guidare una moto competitiva, che mi permetta di lottare per la vittoria. A prescindere dal campionato.”

Giusta chiave di lettura. E nell’inverno come preparerai il 2027?
“Oltre ad allenarmi, prenderò parte all’International Gate in Brasile. Una competizione a squadre che si disputerà sul circuito di Goiana, dove ha corso anche la MotoGP. Si corre a squadre, ciascuna delle quali con una cilindrata diversa. Io sono il Capitano della 300.”
300: un vecchio amore! E con quale moto?
“Proprio la mia vecchia Yamaha R3, in configurazione Stock: qualche componente come lo scarico ma motore chiuso. Moto uguale per tutti, così non avrò più scuse. Voglio dimostrare di essere stato un Campione del Mondo, non a caso.”
Capito? Un Campione, per quanto soggetto al costante confronto con gli avversari, non cerca mai scuse. Al contrario, occasioni di dimostrare e ribadire il suo talento. E poco importa se per farlo c’è da affrontare un volo inter-continentale con tutte le complicazioni del caso (trasferta, alloggio, Jet-lag etc.). Un Campione è un Campione.





