La nuova trovata Kymco consiste nel produrre un mezzo con il motore elettrico e le marce. L’indizio principale arriva da un brevetto ed il mistero si infittisce.
Un motore elettrico con le marce: Kymco ne sa di più
In effetti, da un punto di vista puramente meccanico, la cosa non ha molto senso. E anche a livello pratico si perde uno dei vantaggi del motore elettrico: la semplicità. Ma in effetti, ci sarà un motivo se nessuno dei produttori che alterna endotermico ed elettrico ha mai adottato tale soluzione. E la ragione è presto spiegata.
Il motore elettrico non ne ha bisogno. Dal momento in cui si accelera, tale motore è già all’apice della coppia motrice. Ed essendo valori sempre elevatissimi, non è certo un problema spostare da fermo un mezzo con la stessa marcia con la quale si raggiunge la velocità massima (non è come partire da fermo con una 6° marcia da 220 km/h per una tourer).
Però poi arrivi tu…
Ma come non pensarci prima. E chissà come mai (ma forse sappiamo già tutti perché) in Formula E o MotoE nessuno ha sposato questa soluzione. Anche perché, come insegnava la filosofia Ford, poi ripresa da Mazda, “Ciò che non c’è, non si rompe”. E mettere su una piccola e semplice moto elettrica non fa che aggiungere un componente incline alla rottura.
Si, il piacere torna. Una cambiata o una scalata ed ecco che l’erogazione del motore si ammorbidisce o si irrobustisce. Ma già il rombo del motore e della (sacrosanta) doppietta in scalata non esistono su un mezzo elettrico. E chi non resiste al fascino del cambio manuale non è certo fra i potenziali acquirenti di un mezzo elettrico.
Unless
A meno che gli ingegneri della casa asiatica non utilizzino il pretesto della leva del cambio solo per selezionare delle mappature motore. E nel caso, non è che vada di lusso: anziché switchare con il pollice e vedere riflesso sullo schermo il risultato delle nostre azioni, dobbiamo farlo con il piede. Ma alla fine, anche noi: mettiamoci un po’ di fantasia. Sennò che vita è?





