A partire dal 2027, alcuni cambiamenti agiteranno il WorldSBK: tra i nuovi freni in carbonio e le coperture Michelin, sarà una nuova categoria. Con vecchi riferimenti.
Il WorldSBK del 2027
Sia ben chiaro: quella che segue è una riflessione filosofica dettata dalle temperature tropicali della nostra penisola. Questi giorni di metà agosto sono la summa del traffico snervato ed incattivito. Degli spritz annacquati sulla spiaggia, i SUV ibridi in direzione Trentino, le foto a Ponza con hashtag #lasciatemiqui e quelle dei vicoli di Ortigia (RG) taggando @VitaLenta.

Dal 2027, il WorldSBK cambierà. Si correrà in regime di mono-gomma con le coperture Michelin e i dischi dei freni saranno obbligatoriamente carboceramici. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per la categoria.
Like tears from the stars
Battezzata nel 1988 nell’italiana chiesa Infront dei fratelli Flammini, il WorldSBK è l’incubatore delle competizioni terrene. Vale a dire, quelle dedicate alle moto derivate dalla serie. La base è la stessa di quelle che noi comuni mortali possiamo – estratto conto permettendo – acquistare presso il nostro concessionario.
“Domenica vinci, Lunedì vendi”.

Questo l’imperativo categorico della serie. Eppure, evoluzione dopo evoluzione, la filosofia user-friendly ha ceduto il passo all’evoluzione. Bravi i costruttori, a far confluire i progressi in pista nella produzione di serie; bravi gli organizzatori, Infront prima e Dorna poi, ad accostarla alla MotoGP. Saremo abbastanza bravi noi da discernere le ciliegie dalle amarene?
Mi dice e non mi dice
Parliamoci chiaro: alle moto schierate nel WorldSBK, del mezzo di serie resta poco o nulla. Vengono rimosse tutte le sovrastrutture utili alla guida stradale (targa, fari, frecce, specchietti etc.). Il motore viene aperto e preparato all’inverosimile, con la potenza che cresce fino ad oltre il 20%.

Ma soprattutto, cambia il telaio. E per un mezzo a motore, si tratta della modifica più impattante. Ed ecco che, nelle piste più tecniche, queste moto arrivano a girare a meno di 2″ dalle MotoGP. Le quali, giunte ormai a un tale livello di sofisticatezza, neanche riescono ad esprimere tutto il loro potenziale.
But not today
E proprio questa vicinanza potrebbe rappresentare il più grande rischio. Quello di identificare le SBK non come delle velocissime derivate di serie, bensì dei taciti prototipi più lenti dei prototipi veri. Dove corrono fortissimi piloti, ma non abbastanza piloti per stare con i piloti veri.



Perché, la detta SBK, a fronte di minori prestazioni, ha sempre regalato gare più combattute e spettacolari. Moto dalle ciclistiche più grezze, avvezze a traiettorie più “sporche” e una guida più aggressiva. Un contesto dal quale sono usciti piloti di notevole grintosi e coriacei: Falappa, Fogarty, Corser, Gobert, Bayliss, Edwards, Haga, Rea etc. Piloti affamati.
Dategli le brioches
Oggi, non ce ne vogliano attori e registi, più che la massima espressione delle derivate di serie, sembra di vedere il dopolavoro di tutti i piloti di MotoGP che faticano a restare “nel giro”. L’ultimo lustro ha visto arrivare, nell’ordine: Remi Gardner, Iker Lecuona, Danilo Petrucci, Andrea Iannone, Miguel Oliveira, Alex Rins, Jack Miller e Franco Morbidelli.


Ripeto: si tratta di piloti comunque fortissimi e che, a 30 anni compiuti, hanno ancora molto da dire. Solo che così, che futuro avranno gli astri nascenti? Solo in Italia abbiamo: Alessandro Delbianco, Gabriele Giannini, Nicholas Spinelli. E se già nelle derivate di serie c’è da spendere, figurarsi nei prototipi.
Ma chi se ne frena
A partire dal 2027, il definitivo punto di rottura con le moto stradali: le moto schierate in griglia, dovranno obbligatoriamente montare dischi freno carboceramici. Più sicurezza, certo, ma meno modularità. Chiunque li abbia mai provati può confermare: alle prime frenate, il potenziale è pressoché nullo; una volta in temperatura, scavano l’asfalto.

E soprattutto, il budget da stanziare per i freni è destinato a triplicarsi. Nessun problema per squadre come HRC (Honda Racing Corporation) o KRT (Kawasaki Racing Team). Ma per i team satellite o privati? Sono tutte strutture che: nel migliore dei casi, vivono di sponsor; nel peggiore, sopravvivono grazie al lauto volontariato di alcuni dipendenti.
Dal 2027 il WorldSBK vuole di più
E soprattutto, non li vuole più. Al pari di un primo missaggio in studio di registrazione, il WorldSBK del futuro vuole eliminare tutti i rumori di sottofondo: la squadra che cerca di rabberciare la moto dopo la caduta in qualifica; il privato che corre con il forcellone in prestito e che, sul bagnato, arriva sul podio; il team che scende in pista con il motore stock, pur di prendere parte alla gara.

Questi dettagli di Verismo verghiano sono elementi di disturbo, per un WorldSBK così serioso. Briciole di pane che finora ci ha sfamato a sazietà. Macchie di rossetto su un cuscino, sul quale bisogna solo dormire. E quindi, vista l’ora, vi auguro una buonanotte.





