Durante il weekend della MotoGP 2024 a Motegi è emersa tutta la difficoltà di Yamaha. Urge cambio di rotta, perché così diventa dura.
Yamaha nella MotoGP 2024 a Motegi
Da metà degli anni ’90, quando ancora ci correva Luca Cadalora nella Classe 500, le Yamaha impegnate della Classe Regina hanno mantenuto le medesime caratteristiche. Per via del motore 4 in linea, hanno da sempre serbatoi molto ingombrante. Ma soprattutto, telai molto stabili che da sempre abituano i piloti ad una guida pulita, scorrevole e veloce a centro curva (Rossi, Lorenzo, Smith, Zarco, Vinales, Morbidelli, Quartararo).
Ora, dato il layout Stop&Go del tracciato giapponese, capiamo che il prototipo di Iwata mal si sposi con la pista di Motegi. Però, un conto è non riuscire a primeggiare (fermi restando i successi ed i giri veloci di Jorge Lorenzo), un altro è brancolare nel buio e prenderle da moto e piloti che ti stanno regolarmente dietro.
20 come ventesimo?
Discretamente solare in prova, Fabio Quartararo soffre in gara. Frenando forte dopo i suoi avversari, il Campione del Mondo del 2021 recupera metri in staccata, sapendo che ne perderà molti in accelerazione. E tappato da avversari con più trazione di lui, dove spesso arrendersi all’inferiorità tecnica della sua M1.
Invece, essendoci frenate a moto dritta e pochissime percorrenze veloci, Honda limita il danno. Lo conferma il fatto che Johann Zarco abbia battagliato proprio con Fabio Quartararo per la Top 10. Su piste come il Mugello non sarebbe mai accaduto. Ma allora, viene spontaneo porsi un altro tipo di domanda. E’ Yamaha che retrocede o Honda che migliora?
Logica direbbe
Mi sento di escludere la seconda ipotesi. Non tanto per un discorso di talento e/o velocità dei piloti. Ma perché la RC213V-S del francese è una versione privata della peggior moto in griglia. Dubito quindi disponga di aggiornamenti dei quali non beneficiano già i piloti ufficiali. Che poi nel team LCR di Lucio Cecchinello si lavori senza sosta, nessuno lo mette in dubbio.
Invece, sia pur saltuariamente e senza profitti, Yamaha porta qualche aggiornamento. Ma la sua involuzione nella classifica generale, significa chiaramente che la strada intrapresa non sia buona. O peggio, che non proceda seguendo una rotta, ma per tentativi.
Yamaha e la svolta in MotoGP dopo Motegi 2024?
La gara di Phillip Island andrà diversamente. Il tracciato australiano sposa invece di buon grado i punti di forza di Yamaha. La quale, va premesso, non vincerà di certo (salvo stravolgimenti), ma si ritaglierà un ruolo migliore in Top 10.





