Questo fine settimana, la MotoGP 2026 correrà presso il circuito di Motegi, in Giappone: i vincitori saranno i piloti Aprilia. Con riserva di KTM.
I vincitori della MotoGP 2026 a Motegi
Così come il RedBull Ring, anche Motegi è una pista molto Stop&Go: frenate forti a moto dritta; ingressi anticipati; traiettorie spigolose per dare gas il prima possibile. E se frenare forte fa recuperare qualcosa a chi è in deficit di potenza, eseguire un rapido pick-up in uscita di curva determina molto del tempo sul giro. Su questo, sapete già chi ha un vantaggio.
La velocità di percorrenza è un corredo da portare fuori dalla curva per non richiamare il gas troppo bruscamente, ma ogni metro passato a moto piegata peserà sul rettilineo successivo. Non è un caso che spesso Marc Marquez vi abbia faticato con la sua Honda e che invece Andrea Dovizioso ci andasse via sulla sua Ducati con un filo di gas.
Concavo o convesso?
L’Aprilia offre oggi una percorrenza elevatissima a fronte di una trazione non (ancora) ai livelli di Ducati. E’ pertanto positivo il fatto che il pilota designato per la vittoria riesca a compensare questo gap con il suo stile di guida. Forte anche di una mescola Michelin molto più permissiva ed incisiva. KTM potenzialmente veloce con Pedro Acosta: la guida sporca ed aggressiva di Brad Binder ha fatto il suo tempo.
Yamaha in difficoltà come sempre, a meno che Toprak Razgatlioglu non decida di ricordare la sua nomina di staccatore. Pur a prezzo di non capitalizzare il vantaggio offerto dai prototipi in trazione (ed aerodinamica). Honda veloce con Luca Marini: calibrare la precisione in frenata ed inserimento nelle curve lente è un suo plus. Diogo Moreira non ha ancora la malizia sufficiente per sfruttarla.
Ed oltre a loro?
A mio avviso, Pecco Bagnaia non ripeterà i fasti del 2025. Troppo modesta la fiducia sull’avantreno da parte sua e quella in lui da parte di Ducati. Le sue pretese tecniche non sono piaciute: alla moto, che spesso lo ha scaricato in terra anzitempo; alla squadra, che sembra ormai non parlare più la sua stessa lingua. Una lingua che i media capiscono eccome. Anche in Spagna.
Purtroppo – e spero di perdere miseramente questa scommessa – vedremo un’ennesima scivolata di anteriore da parte di Joan Mir. Il suo stile di guida chiede molto all’anteriore. Chiede un qualcosa che non ci sarà neppure il prossimo anno in Ducati, ma almeno verrà compensato da una trazione molto migliore.
Sprint Race:
- Jorge Martin;
- Marco Bezzecchi;
- Pedro Acosta;
Gara:
- Jorge Martin;
- Alex Marquez;
- Fabio Di Giannantonio;





