Sciolto anzitempo il contratto che lo legava a BMW nel WorldSBK, Danilo Petrucci tenterà fortuna nel MotoAmerica 2027. Perché potrebbe non convenirgli?
Il MotoAmerica 2027 aspetta Danilo Petrucci
Orfano di sella in MotoGP dopo il 2021 in KTM, Danilo sverna nella Dakar 2022. Dopo avervi conquistato una tappa, torna alla velocità partecipando al MotoAmerica 2022, in sella alla Ducati Panigale V4R. Già nella stagione d’esordio sfiora il titolo. Prestazione che gli varrà la chiamata del team Barni nel WorldSBK dal 2023. A Cremona 2024 farà bottino pieno.
Per il 2026 accetta la corte di BMW, per guidare la M1000RR. Una moto con la quale Toprak Razgatlioglu si è laureato Campione del Mondo SBK 2024 e 2025. Una moto nervosa ed iraconda con la quale faticheranno sia Petrucci che Oliveira. E se l’ex MotoGP portoghese troverà asilo, il Petrux resterà a piedi. Ma il MotoAmerica ha messo gli occhi a cuoricino.
We want you
Il team Attack Performance avrebbe bell’e pronta la moto del Campione in carica Bobby Fong. Con essa, la voglia di rimettersi in gioco in un contesto che ha già assaggiato. Nell’imprinting bucolico e rurale delle corse, con circuiti dagli standard di sicurezza molto “elastici”; nella preparazione delle moto che restano perlopiù Superstock: componenti aftermarket (scarico, filtro etc.) ma il motore non viene aperto.
Ma poi gli avversari: nessuno di loro è un Nicolò Bulega o un Marc Marquez, ma si tratta di cagnacci preparati a casa ed agguerriti in pista. E congiuntamente a dei mezzi livellati tra loro, si potrà assistere a delle belle battaglie. Da quelle parti, mentre si ruota il polso per aprire il gas, si allarga anche qualche gomito. Piccola precisazione: Petrux salirebbe sulla Yamaha R1.
Nightmare
E qui ci starebbe bene l’incipit della 5° Sinfonia di Beethoven. La Yamaha R1 è una moto il cui progetto risale al 2014. Vale a dire: quando Petrux correva ancora con la ART in MotoGP, insieme a Nicky Hayden e Colin Edwards. Un mezzo che offre agli amatori un telaio molto duttile, una ciclistica intuitiva e sincera e – ultimo ma non ultimo – un’erogazione corposa e lineare. Pur a prezzo di minor potenza.
Per un pilota che aspira a vincervi un campionato, serve qualcosa di più. Giacché si parla di mezzo superstock, il gap tra lei e le prime della classe permane. Ricordate il confronto tra Alessandro Delbianco e Michele Pirro nella conferenza stampa del CIV?
Infine, tra le battaglie della MotoGP o del WorldSBK e quelle nel MotoAmerica, c’è altrettanta differenza che tra un incontro di boxe ed una rissa da strada. E poi, dai, è tutta la carriera che Petrux prova a recuperare in staccata o nei curvoni ciò che il suo peso gli fa perdere in rettilineo. A 36 anni compiuti sarà anche ora di rilassarsi.
Petrux in Wonderland
Ma ora proviamo a leggerla diversamente. Proprio in virtù dei 36 anni compiuti, Danilo non ha più una carriera davanti se. E’ agli sgoccioli di quanto il suo grande talento può ancora concedergli. E, proprio in onore ai trofei monomarca dai quali è partito, sceglie di tornare sulla Yamaha R1.
A dimostrare che lui, che la sua moto sia il top della griglia in MotoGP al Mugello, una Adventure nel deserto o una superstock nel campo da golf, il suo 100% ce lo metterà sempre. Un pilota resta tale anche nel ritirare la pensione presso l’ufficio postale. Se poi parliamo di un ragazzo “pane e ciauscolo” come Danilo…che resti pure in sella.





