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Addio Anthony Gobert. The GoShow is over say goodbye

Questo freddo Gennaio di inizio 2024 ci costringe a dire addio ad un altro grande interprete della velocità: Anthony Gobert. Uno dei talenti più grandi della storia, governato da una testa sempre troppo calda.

Il giovane Gobert

Anthony Gobert nasce il 5 Marzo 1975 a Greenacre, in quell’Australia così florida di onde e crossodromi. Aaron Slight, Troy Bayliss, i fratelli Mick e Scott Doohan: questo un limitatissimo elenco di suoi predecessori sullo sterrato. Il buon Gobert non avrebbe fatto eccezione.

Addio Anthony Gobert - Supercross-min

Poco considerata dai motociclisti europei, la disciplina del Motocross era molto apprezzata negli USA ed in Australia. Si diceva fosse in grado di preparare i piloti a guidare in tutte le condizioni e con mezzi anche non ottimali. Volete che non abbia funzionato la magia anche con il giovane Anthony?

Forza Australia

Il 1994 è un anno magico. John Bon Jovi urlava nel microfono Always e Jim Carrey si trasformava da timido bancario a supereroe grazie ad una maschera verde. Lo stesso verde acido di Kawasaki. Sulla ZX-9RR del team Muzzy, Anthony Gobert vince il Campionato Australiano Superbike e decide di estendere l’impegno anche su scala mondiale.

Addio Anthony Gobert - 1994-min

Contro ogni pronostico, debutta in WorldSBK round di Phillip Island 1994 ed ottiene la pole position, una vittoria ed un 3° posto. Nell’ambiente, si inizia a parlare di lui. Mentre in Italia si fa largo a colpi di promesse elettorali il neo-nato partito Forza Italia, c’è un piccolo eroe australiano che le folle amano. Chi è questo pazzo che appena arrivato si mette dietro gente come King Carl Fogarty, Scott Russell o Troy Corser?

The GoShow

Andiamo subito ai segni particolari? Anthony Gobert è un pilota spettacolare. La sua guida è sporca, aggressiva, amante dei tracciati da pelo come la velocissima Phillip Island o l’ingannevole Laguna Seca. Non per niente, vincerà solo lì delle gare nel WorldSBK. Estremamente capace di traiettorie alternative in bagarre, diventa un pilota difficile da assistere.

Come fai a settare la moto per un pilota che cambia guida (linee, posizione in sella ed utilizzo di gas e freno) ad ogni giro? Ma fosse solo un problema tecnico…

Genio ribelle

Purtroppo, per quanto capace di grande talento, Anthony è un pilota indisciplinato. Si allena poco e conduce una vita turbolenta. Uso ed abuso di alcool e droghe gli causeranno 2 squalifiche nel 1997 e 1998. A sua volta, i team per i quali corre, rescindono di volta in volta i contratti. Uno di questi è il team Suzuki che permette a Gobert di correre nel Motomondiale 500. Perso Kevin Schwantz, ha spento il suo sacro fuoco e il nostro Anthony raccoglie quel che può: un 7° posto in Austria.

Addio Anthony Gobert - 3-min

Ma il richiamo del WorldSBK è un dolce canto di sirena. Ed in una Ducati che ancora non conosce Troy Bayliss, Gobert arriva nel 1999 come wildcard e vincerà Gara 1 a Laguna Seca. Nel mezzo, 2 stagioni nella Classe 500 del Motomondiale.

Goodbye

E’ il grido della giovane Alexia nell’omonima hit estiva di quell’anno. Mentre il Motomondiale spopola oltre settore con il personaggio Valentino Rossi (ed emuli come Marco Melandri), il WorldSBK si professionalizza con un binomio Colin Edwards-Honda che vince in tutto il mondo.

Ma i signori di Tokyo non hanno fatto i conti con Bimota: una creativa azienda romagnola di Rimini, che produce moto curiose. Da far guidare, per coerenza, a piloti ancor più pittoreschi. Volete un nome? Anthony Gobert. Colui che le regalerà l’ultima vittoria in Gara 1 a Phillip Island nel 2000.

Addio Anthony Gobert-min (1)

Purtroppo, la costanza sembra contare più degli exploit ed anche i team non possono fare affidamento su un pilota dalle prestazioni così aleatorie. Per Anthony è giunto il momento di dire “addio”.

After the flag

Qualche isolata wildcard in WorldSBK e WorldSSP 600 nel 2002 e nel 2006 sono la cenere di un fuoco che non brucia più. Il testamento di un pilota che per la sua vita ha fatto altre scelte. Purtroppo la sua vita sregolata gli causerà diversi problemi. A quelli dovuti alla tossicodipendenza, seguiranno quelli economici.

Ed in un motociclismo fatto di manager sempre più occhialuti, cellulari sempre più squillanti e piloti sempre più educati, non ci sarà più spazio per lui. Da anni lontano dai media, Anthony si spegne il 17 Gennaio 2024 dopo settimane di cure palliative. A dare il triste annuncio, la sua mesta famiglia.

Prima di dire Addio ad Anthony Gobert…

Ci chiediamo come sarebbe stata la sua vita se avesse deciso di fare davvero il pilota. Sveglia presto, allenamenti regolari e strutturati ad hoc, dieta equilibrata e vita monastica. Avrebbe probabilmente ottenuto molto di più in principio, aprendo di conseguenza, le porte giuste. Magari sviluppando una moto su di se e non cambiandola come i sotto-tuta.

Addio Anthony Gobert - 2-min

O forse no: la sua velocità nasceva da una certa sfrontatezza verso il pericolo. Diversamente, si sarebbe posto troppe domande, rallentando la sua corsa verso una destinazione forse ignota anche per lui. Un moderno ed autoriflessivo imperatore Augusto che faceva la guerra a se stesso per cercare la pace. Trovandola solo nei curvoni in 5° piena della sua Phillip Island.

Good Speed Anthony!

Federico Trombetti
Federico Trombetti
Federico Trombetti nasce in provincia di Roma nel 1992. Il suo paese sorge in prossimità di un aeroporto e forse nasce da qui la sua passione per i viaggi. Studente perenne di qualsiasi argomento gli capiti a tiro, ha 3 grandi amori: la Scrittura, nella quale si cimenta dal 1° anno di liceo, con poesie e brevi componimenti, sino a scrivere il suo primo romanzo a 17 anni e il secondo a 22 (magari un giorno li pubblicherà…); la Filosofia; i Motori, per i quali spende buona parte del suo denaro e del suo tempo libero. A 10 anni nasce l’amore per il motociclismo, a 14 il primo motorino, a 22 la prima giornata in pista. Qualche gara amatoriale e la costante voglia di migliorarsi. Grande appassionato di Musica, Cinema, Teatro e Cucina. Non sopporta i luoghi comuni, gli alcolici e la filosofia del “tutto o niente”.

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