Vedendo il weekend del WorldSBK 2024 presso il Donington Park circuit, abbiamo notato qualche somiglianza con l’ISAM: lo conoscete già?
ISAM is our Donington Park Circuit
Il circuito inglese nasce nel 1931. Quasi un secolo fa, addirittura prima della II° Guerra Mondiale. Nella foresta di Sherwood, che tutti conosciamo per il celebre arciere Robin Hood, ne sono passati di mezzi a motore: categorie minori, derivate dalla serie, prototipi, fino ad arrivare alle F1 per le auto e le MotoGP per le due ruote.
L’ISAM vede la luce nel 1956, nei pressi di Anagni (FR), città dei 4 papi. In Italia c’è già la televisione, ma manca YouTube: i corsi di guida sicura si fanno in pista. Su circuiti come questo, il cui acronimo è Istituto Sperimentale Auto e Moto. Una pista sulla quale non si sono mai disputate delle gare ufficiali, ma si gira nel fine settimana a prezzi contenuti.
Ci parliamo da grandi
I motociclisti inglesi, complici le loro piste selvagge (cieche, strette, ricche di saliscendi) e le loro frequenti precipitazioni, sono molto rudi. Girano in qualsiasi condizione: pioggia, vento, umido, nevischio. E con qualsiasi moto: supersport, naked, touring, classic. Come dicono da quelle parti…Show must go on!

Anche i clienti dell’ISAM sono dei cani sciolti. Arrivano a girare persino con le borse laterali inserite, con delle gomme buone forse come air-fence. Complici le limitate prese di corrente, neanche riescono ad attaccare le termocoperte. E chi arriva “da casa”, spesso non fa neanche le pressioni delle gomme. Come recita la saggezza autoctona…Tocca daje er gasse!
Trova le differenze
Essendo il tracciato laziale ricco di S, ne consegue un layout molto tecnico. Molti amatori, per superare chi hanno davanti, non riescono a frenare dentro la carreggiata, quindi…cosa fanno? Tagliano le S. A volte viene il dubbio che lo facciano di proposito.

Benissimo, cos’ha fatto Scott Redding nell’ultimo fine settimana? La stessa identica cosa. Provava a resistere a chi cercava di infilarlo in staccata, salvo poi accorgersi che non sarebbe stato in pista. Al che, cosa faceva? Tagliava la S anche lui.
Testimonial d’eccezione
A questo punto, giacché il sottoscritto vive a circa 61,3 km dall’ISAM (57 da Vallelunga e 64 dal Sagittario di Latina), proporrebbe a Scott Redding di fare da testimonial del tracciato. Portare un brand sulla propria pelle, impone di condividerne i valori. E su quello ci siamo.
Ma poi ci ricordiamo che un testimonial di questo tracciato c’è già. La sua Ferentino (FR) sorge a pochissimi chilometri dalla pista. Il suo nome è La Marra. Eddi La Marra.
PS: non è un caso che il reale acronimo del tracciato laziale sia Istituto Spericolati Al Manubrio.





