L’aneddoto del quale vi parliamo quest’oggi riguarda quanto fatto nel GP del Qatar 2017 ad opera dell’allora debuttante Johann Zarco. Il francese che in quella stagione andò davvero forte.
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Campione del Mondo di Moto2 2015 e 2016, Johann Zarco debutta in MotoGP nel 2017 e lo fa nella condizione più idonea: Yamaha M1 del team satellite Tech3. Pochi sbattimenti inerenti lo sviluppo ed un mezzo molto competitivo. Tanto gas da dare. Nei test di Valencia dopo la fine del 2016, il transalpino evidenzia una grande velocità. La sua guida fluida che in Moto2 gli ha fruttato 2 titoli mondiali funziona alla grande sulla Yamaha M1.
Uno fra i tanti
Costruire una nuova credibilità in MotoGP, poi, non è facile. Prima che inizi la stagione, lo scenario è movimentato a dir poco. Marc Marquez è il Campione del Mondo in carica e resterà sulla Honda RC213 sempre più in linea con le sue esigenze, che con quelle di Dani Pedrosa. Andrea Dovizioso prosegue il suo lavoro di affinamento della Ducati Desmosedici, sulla quale è arrivato con grande clamore Jorge Lorenzo. Maverick Vinales è passato in Yamaha facendo, a posteriori, uno degli investimenti più pericolosi della sua carriera. Perché dall’altra parte del box c’è Valentino Rossi che a 38 anni non intende mollare l’osso. Insomma, non sarà facile emergere.
Costante fisica
C’è però una variabile destinata a sconvolgere gli equilibri in campo. Un violento acquazzone colpisce Doha ed il circuito di Losail, rendendolo scivoloso. Tanto che la partenza viene posticipata più volte. Gli animi dei piloti, che per un inverno hanno incanalato tanta concentrazione ed energie, mal gestiscono la presenza di questa fastidiosa costante.

Ready?
Una volta asciugata la pista, la gara parte. Sul velocissimo rettilineo di Losail, i piloti di MotoGP scaricano la tensione insieme alle prime 4 marce, scegliendo la posizione con la quale entrare alla 1° curva. Johann Zarco si è comportato bene in prova e con una staccata su Andrea Iannone alla 6° curva della gara, si porta in testa: la rivelazione nel GP del Qatar 2017 è lui.
Vitesse
Al termine del 1° giro, Marc Marquez ed Andrea Iannone si danno vicendevolmente fastidio. Johann è in testa. Così come al 2° giro, nel quale segnerà il giro veloce della gara; si ripeterà al 3°. Gli spettatori come i tecnici Yamaha guardano curiosi la progressione del transalpino che continua ad inanellare giri veloci. Sul rettilineo paga qualcosa rispetto ad Honda e Ducati e la sua velocità massima è la terzultima registrata. Ma nel misto la sua scorrevolezza ci mette una pezza.
6.2
Certo, avendo corso in Moto2, il suo stile risente delle vecchie abitudini. Non carica moltissimo l’anteriore e nei curvoni tende a derapare più dei colleghi. Il lungo rettilineo di Losail (lo stesso Johann ci ha toccato i 358 km/h nei test 2021) è preceduto e seguito da 2 curve a destra. Mentre la curva 2 è a sinistra, con la spalla leggermente fredda. Bene, al 6° giro, non appena prova ad inserirvi la sua Yamaha M1, Johann Zarco cade.
Parbleu
La classica anteriorata da gomma fredda, bastarda e repentina. Poi i sobbalzi nella ghiaia, il mondo sottosopra e i commissari che raccolgono un pilota minato. Si, ma dalla consapevolezza di potercela fare. Nel Paddock va un po’ meglio: tra le elucubrazioni degli avversari e gli imprechi del suo team, trova spazio la sincera ammirazione di funzionari importanti.
C.V.D.
Non è un caso che nella 2° metà del 2017 spesso vada più forte dei piloti ufficiali Yamaha. Contrariamente alla 1° gara in Qatar, sembra che Johann riesca ad essere più gentile con le gomme, conservandole meglio per gli ultimi giri. A Le Mans, la scivolata di Valentino Rossi gli regalerà un 2° posto dietro Maverick Vinales (sarebbe comunque arrivato 3°).

La stagione si chiuderà con un 6° posto finale a 124 punti dal 1°. 4 podi complessivi e 2 pole position ad Assen e Motegi. Visto lo status di rookie e di pilota non ufficiale (guidava una Yamaha M1 del 2016) e soprattutto l’assortimento di cagnacci di cui sopra, fu un risultato dignitoso. Tanto per fare un paragone senza polemica alcuna: nel 2019 il (giustamente) decantato Fabio Quartararo chiuse in 5° posizione a 228 punti dal 1°. Che, combinazione, era sempre Marc Marquez.
Chapeau!





