Sono passati 10 anni dalla gara di MotoGP 2012 a Brno. Una gara che attendeva il ritorno del passato e dell’approssimarsi del futuro. Valentino Rossi stava chiudendo l’opaca parentesi in Ducati; Marc Marquez stava lottando in Moto2 per il suo 2° titolo mondiale.
MotoGP 2012 a Brno: la pista più bugiarda
Brno è sempre stata una pista ingannevole. A caratterizzarla è una carreggiata piuttosto larga, che concede molto margine d’interpretazione delle traiettorie. Si cerca costantemente di sviluppare metri, aprendo l’angolo di piega, addrizzando le S da 2° marcia e viaggiando il più possibile a moto dritta.
Sembra la pista perfetta per Dani Pedrosa, da sempre dolce nei cambi di direzione ed efficace in uscita di curva. Quell’anno, Camomillo è in piena lotta per il titolo mondiale in MotoGP che tanto avrebbe meritato. Ma una termocoperta difettosa a Misano terrà la sua gomma posteriore fredda. Cadrà rovinosamente, infortunandosi.
Lorenzo il magnifico
Dall’altra, troviamo il miglior Jorge Lorenzo di sempre. Colui che, sostenuto da una Yamaha M1 che è il prolungamento del suo corpo, riesce a conciliare al meglio tutte le aree della guida: staccata, ingresso, percorrenza, cambio di direzione, uscita di curva. Nessuno scatto in sella, nessuna sbavatura nelle traiettorie.
Ebbene, quel Pedrosa e questo Lorenzo si ritrovano così all’ultimo giro. Dani è negli scarichi di Jorge. Quest’ultimo è in visibile crisi di grip al posteriore ed è costretto a far correre la moto, sfruttando la rotondità della pista. Ha una velocità di percorrenza a centro curva da Moto3.
Chi dice dono, dice Dani
Non è però rapido nel riprendere il gas in mano in uscita di curva. Dani Pedrosa se ne accorge e capitalizza questo suo punto forte. Nel rettilineo prima dell’ultima S, il motore della sua Honda RC213V gli permette di avvicinarsi al maiorchino. Quest’ultimo sfrutta la grande guidabilità della Yamaha per sfilare il catalano in staccata ed entrare in curva più forte. Il gioco gli riesce sino al cambio di direzione.
Lì Dani si tiene un bel margine ed imposta da manuale l’ultima curva. La bassa velocità d’inserimento gli fa girare la moto in un francobollo, uscendo a fionda sul rettilineo. Notare quanti metri prima riesca a raccogliersi in carena.





