In passato KTM aveva annunciato l’imminente arrivo di un nuovo motore: un 490 cc bicilindrico, che però non vedrà la luce. Per ora.
Cosa, un motore 490 KTM?
Era il 2019. Eravamo ancora in possesso di numerosi diritti civili ed umani. Giravamo senza mascherine e si salutavano con il pugno solo i motociclisti al semaforo. Il CEO della casa austriaca Pit Beirer annunciava l’imminente arrivo di un motore bicilindrico da 490 cc. Inutile dire quanti fan aspettassero con il bavaglino questa notizia.
Un motore 490, quindi un pelo più corposo del vecchio 390 (che sulle Adventure è abbastanza “al limite”) capace, in quanto bicilindrico, di vibrare meno. Di conseguenza, la possibilità di adottare una rapportatura del cambio più lunga e consumare meno su tangenziali ed autostrade. Carino, vero?
E invece no!
Scosso dalla crisi e l’incertezza degli ultimi anni, Beirer ha fatto marcia indietro. Il motore destinato a grandi (Adventure) e piccini (Duke e Superduke) non vedrà la luce. Non nell’immediato futuro, perlomeno. Il punto è che anche una casa estrema come KTM sta capendo diverse cose. Concetti che il mondo delle auto sembra ignorare.
Affinché un motore sia piacevole da guidare, ci vuole coppia. Tradotto in “ingegnerese”, cubatura. A parità di frazionamento (o displacement, come dicono gli anglosassoni) e di potenza, un motore più grande fa meno giri e forse, ma non è detto, consuma meno. Sicuramente è più reattivo al comando del gas ed affidabile nel lungo periodo.
Tanto è vero…
…Che le dirette concorrenti di KTM stanno abbandonando la filosofia del downsizing (estrema riduzione della cilindrata) in favore del rightsizing (cilindrate congrue alla potenza e alle dimensioni di un mezzo). Si prenda Yamaha, che avrebbe ottenuto 120 cv con un 750 3 cilindri o un 600 4 cilindri, ma ha optato per un 890 cc. Honda, che equipaggia la NC con un bicilindrico 700 e non 500 dalla stessa potenza (ci sarebbe arrivata eccome).
La stessa KTM, che sembra a lavoro su un nuovo propulsore di media cilindrata.





