Il 2025 vede un grande ritorno sulla scena della MotoGP: Marc Marquez Campione del Mondo per la 9° volta in carriera. Al pari di Valentino Rossi.
Il Campione del Mondo di MotoGP 2025 è di nuovo Marc Marquez
2013. Il Campione del Mondo in carica della Moto2 si chiama Marc Marquez. Un ventenne dalla testa calda che sale in MotoGP. Nel team Repsol Honda, al posto – udite udite – di sua maestà Casey Stoner. Una grande eredità da raccogliere e tanto da perdere.
Sin dai primi giri in sella alla RC213V, la guida di Marc Marquez appare estrema, aggressiva propensa alle staccate al limite con la moto scomposta e caratterizzata da cambi di direzione violentemente agili. Una guida sporca ma tremendamente efficace. Quanto? Abbastanza da bastonare mostri sacri come Jorge Lorenzo, Dani Pedrosa e Valentino Rossi e vincere all’esordio il titolo mondiale nella Classe Regina.
Rise and fall
Dal 2014 al 2019, il pilota catalano vincerà altri 5 titoli mondiali. Sommati a quelli conquistati in 125 e Moto2, siamo ad 8. Nel surreale inizio di un 2020 senza spettatori in circuito, Marc cade violentemente sul circuito di Jerez. Quello che sembra uno dei suoi tanti capitomboli si rivelerà un infortunio al braccio destro, il cui recupero avverrà solo dopo ben 4 operazioni.
Nei mesi che preludono il 2021, i punti interrogativi sono tanti: andare avanti? Continuare? E nel secondo caso, con chi?
Nel frattempo, la casa di Tokyo sembra aver perso la bussola dello sviluppo. La Honda RC213V è una moto molto agile in ingresso curva, ma imprevedibilmente nervosa non appena si punta il gas. La potenza delle odierne MotoGP sempre più vicina ai 300 cv alla ruota diventa difficile da gestire.
Giustizia privata
A metà 2023, Marc Marquez capitola: pur a costo di rinunciare ai milioni di euro di HRC, nel 2024 salirà sulla Ducati Desmosedici del team Gresini. In un team privato, l’imperativo categorico non è sviluppo ma il gas. Bisogna darne tanto. E su questo, come conferma il cardiologo della sua famiglia, Marc non si è mai risparmiato.
Già alla prima stagione, vincerà 4 gare. E soprattutto, un contratto per salire nel team factory l’anno successivo accanto a Pecco Bagnaia. Un pilota dalla guida pulitissima, il carattere morigerato e l’approccio metodico. Non c’è il rischio che si azzuffino nel box?
Soltero
A quanto pare no. Salvo febbrili congruenze durante i test invernali, i due piloti vivranno una stagione antitetica. Mentre Pecco Bagnaia insorgerà per tutto l’anno contro diffusi problemi di feeling sull’avantreno, Marc Marquez dominerà la stagione. Soprattutto, guidando sempre con apparente margine. I fulminei cambi di direzione del passato sono ormai un ricordo e anche le accelerazioni sono abbastanza macchinose.
Ma in staccata ed ingresso curva Marc è ancora Marc. E di gara in gara, costruirà un vantaggio iridato incolmabile. Ora suo fratello Alex, ora Marco Bezzecchi proveranno a stargli davanti. Ma saranno sporadiche parentesi.
Ricomincio da me
Tipica caption usata da chi divorzia in tarda età, che qui assume un significato diverso. Senza i milioni di euro di Honda e senza tante scuse, il pilota di Cervera è restato sul campo di battaglia. Pur a costo di offuscare quanto ottenuto in passato. E salendo sulla moto migliore del lotto, al fianco di uno dei piloti più forti di sempre, ha dimostrato a se stesso di potercela fare senza scuse.
E nella prima Domenica d’autunno presso il circuito giapponese di Motegi, Marc Marquez è Campione del Mondo per la 9 volta in carriera. Papà Julià, mamma Roser e suo fratello Alex lo hanno visto soffrire, piangere di dolore e poi di gioia. Tornare in pista e riscoprirsi più legato e robotico che in passato. Ma nonostante tutto, tornare a dominare.
Recita un motivante proverbio catalano: “Fa mes qui vol ca no qui pod”. Vale a dire: “fa più chi vuole che non chi può”. Vi ricorda qualcuno?





