lunedì, Maggio 20, 2024
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Protezioni per Moto. Non solo obbligo

Quando si è in sella ad una moto, la sicurezza gioca un ruolo fondamentale. I leggendari racconti dei sopravvissuti al motociclismo selvaggio fanno parte dell’epica narrativa e si riferiscono ad un contesto diverso. Visto che, nel mondo delle 2 ruote, l’evoluzione avviene anche sul fronte della sicurezza, vediamo quali sono le protezioni per poter andare in moto.
Gli incidenti stradali dovrebbero essere un incentivo a proteggersi, quando si va in moto. Nel 2018, 687 vittime stradali erano proprio motociclisti. 108 le vittime a bordo di ciclomotori fino a 50cc. Se rapportiamo questo numero all’utenza totale delle 2 ruote, si ridimensiona una pericolosa congettura sugli incidenti stradali: non si tratta di sola velocità. Su 2 ruote si viaggia alla costante ricerca di equilibrio e proteggersi è un dovere. Ma il Codice della Strada che protezioni prevede per andare in moto?

Protezioni obbligatorie per andare in moto

L’articolo 171 del Codice della Strada prevede l’uso del casco obbligatorio, conforme ai tipi omologati. La violazione della norma comporta una multa da 80 a 323 €. Qualora si trasporti un passeggero minorenne, il conducente stesso risponde di eventuali violazioni. Non sussiste l’obbligo di indossare abbigliamento tecnico. L’emendamento 20.2 al Disegno di Legge 1720b del 2010 prevedeva anche l’obbligo di indossare abbigliamento tecnico. Tali obblighi erano proporzionati alla potenza del mezzo. Fino a 11 kW (limite tuttora in vigore per chi munito di patente A1) sarebbe stato bastato il casco. Da 11 a 25 kW (quest’ultimo era il limite di potenza guidabile con la patente A2) sarebbero stati necessari i guanti e la giacca tecnica. Fino a 52 kW sarebbe stato obbligatorio indossare anche il paraschiena per spalle e gomiti; superata tale potenza si sarebbero aggiunti il paraschiena integrale ed i pantaloni tecnici. Purtroppo, tale emendamento non vide mai la luce.

(ne) siamo sicuri?

L’Italia è meno sicura rispetto al resto d’Europa, in questo senso.  Nell’attesa di sostenere almeno gli esami per la patente A con abbigliamento obbligatorio, c’è stata una svolta inaspettata. Il regolamento europeo 2016/425 imposto la certificazione dell’abbigliamento tecnico. Ogni capo dotato di alloggiamenti per le protezioni deve attestare, mediante etichette, la valutazione da parte di un laboratorio autorizzato. Giacche, tute e pantaloni devono quindi rispettare la normativa EN 17092, che definisce una scala di 5  classificazioni: da classe AAA fino a C. Guanti e stivali mantengono invece le precedenti certificazioni EN 13594 ed EN 13634. Le nuove regole riguardano soltanto i produttori e non i consumatori. Questo significa che chi va in moto non è soggetto a tale disposizione e non è obbligato a indossare le protezioni.

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