Yamaha ha appena pubblicato un video in cui Fabio Quartararo ed Alex Rins provano la nuova MT-09 AMT. Il feedback è scontato.
Ve li immaginate Rins e Quartararo sulla Yamaha MT-09 AMT?
Lo scenario sono i Monti Pirenei che dividono la Spagna di Alex Rins e la Francia di Fabio Quartararo. Catalano di Barcellona il primo, francese di Nizza (ma di antenati siciliani) il secondo, i piloti factory di Yamaha cavalcano una MT-09 AMT. L’ultima creazione della casa di Iwata che ha spaccato molto il pubblico (QUI spieghiamo il perché).
E quindi, in un periodo di off-season, tra un allenamento in bici ed una sessione di sala pesi, due piloti si offrono di girare un video-teaser con annessa recensione. Cosa diranno mai di questa moto?
Ma non mi dire!
Da parte di entrambi fioccano commenti positivi, sia per la moto che per il cambio automatico. La trovano agile, maneggevole, divertente e persino potente. Domanda necessaria: cosa volete che dicano due persone (ancor prima che piloti) su di un mezzo prodotto dalla stessa azienda che li paga milioni di euro l’anno? Per giunta, in sede di video-teaser.

Intendiamoci: da semplici fruitori stradali, concordiamo sui pregi di questa moto; men che meno ci sentiamo di mettere in dubbio quanto affermato da due piloti di MotoGP. Diciamo soltanto che un potenziale acquirente non prenderà certo per buone le loro parole.
Il problema sono io, non tu
Per i piloti, le moto stradali non esistono. Non a livello tecnico, dove l’evoluzione compie step incredibili ad ogni aggiornamento. Non esiste il concetto di utilizzo stradale della moto. La guida morbida, fatta di curve pennellate con un filo di gas e freni appena pelati…per loro non è guida. Laddove vadano in cerca di comfort, ne troveranno molto di più nelle loro rispettive supercar.

Per loro, la moto è sinonimo di limite. Frenate al limite, da portare fino a centro curva, per poi puntare il gas e cercare di sguinzagliare il prima possibile i quasi 300 cv dei loro prototipi.
Yamaha MT-09 AMT fascinosa anche per Quartararo e Rins
O forse non è vero. Ci troviamo davanti a piloti che riescono a scollegare pista e strada. Capaci di girare in 1:44′ al Mugello sfrecciando a 360 km/h sul rettilineo come di accarezzare i tornanti del principato di Andorra, dove entrambi vivono. Alex De Angelis ci riesce alla perfezione.





